Unieuro, c’è Mantova e il presidente Nicosanti propone un patto: «Ora e sempre per 40 minuti solo tifo per Forlì»

Domani sera alle 19 al Pala Galassi arriva Mantova. È uno scontro diretto importantissimo per la Pallacanestro 2.015. Un esame per il secondo posto in classifica, da consolidare con un successo e, ancor più, se questo dovesse arrivare con 7 o più punti di scarto. È, però, anche un “esame” per la tifoseria biancorossa poiché, inutile nasconderlo, dopo la squalifica del campo per un turno commutata in 5mila euro di multa, il ritorno in città di Kenny Lawson Jr accende campanelli d’allarme: eventuali contestazioni all’ex centro biancorosso potrebbero costare caro.

È per questo che, al di là dei temi tattici del match analizzati da coach Sandro Dell’Agnello, alla vigilia ha voluto parlare anche il presidente Giancarlo Nicosanti. Lo ha fatto per lanciare un appello chiaro e netto dopo che già ieri sera Ultras 1997 e Basket Club Marini hanno incontrato il “giemme” Renato Pasquali assicurandogli la “linea dell’indifferenza” verso Lawson o, tutt’al più, un po’ di ironia che non può essere in alcun modo confusa per sprezzo razziale.

Ecco, però, l’invito del presidente.

«Così come l’allenatore in questi mesi è riuscito a creare una squadra nel senso pieno del termine, vorrei che quando si parla di Pallacanestro 2.015 se ne parlasse come di una Squadra unica composta da giocatori, staff tecnico, società, tifosi e un palasport da rendere possibilmente inviolabile attraverso un tifo caldo, ma sempre positivo. Pertanto è ora di scendere in campo tutti assieme, ma non solo domani, bensì sempre d’ora in poi».

Nicosanti entra nel dettaglio del suo invito, che non cela dietro troppi giri di parole la parola “razzismo”, ma che vede nel tifo di Forlì un abbraccio di passione verso la squadra che va semplicemente stretto ancora più forte.

«Non voglio aprire un dibattito estenuante, ma i fatti dicono che siamo reduci da una squalifica per episodi di razzismo e accostare questo termine al campo è quanto di peggio possa succedere. Ne soffriamo tutti, anche i giocatori, e dire semplicemente che ci schieriamo contro, risulta banale.

Io ricordo solo che se si ripeteranno episodi analoghi, avremo due turni di squalifica del campo e non saranno più commutabili. Significa un danno enorme: per i tifosi stessi, per la squadra che dovrà giocare lontano e senza la spinta abituale del proprio pubblico e per la società che, per ogni match non disputato nella nostra Arena, subirà un ammanco di 15-20mila euro. Il che, detto chiaramente, significa acquistare un giocatore in meno.

Basta, non si cada in provocazioni, non si facciano più “Buuu” che non capisco minimamente che senso abbiano quando rivolti a un giocatore di colore e non mettiamo in discussione il progetto di questa società.

La prossima gara interna sarà con Montegranaro. Bene, io Davide Bonacini voglio premiarlo a Forlì, dentro il palasport in cui ha giocato per 4 anni contribuendo a farci crescere. Non lo voglio premiare in un’altra città».

Morale: che tifo si aspetta Nicosanti nel match con Mantova?

«Domani e sempre un tifo solo per Forlì. Se qualcuno sentisse o vedesse comportamenti fuori dalla norma, zittisca quella persona. Sosteniamo la squadra come è stato fatto ininterrottamente per 40 minuti a Ferrara. È stato un tifo meraviglioso, anche alcuni amici ferraresi lo hanno riconosciuto. Incitiamo i nostri per tutta la partita e stop».

L’Unieuro ne avrà bisogno, per una sfida che coach Sandro Dell’Agnello inquadra così:

«È una gara difficile da interpretare poiché Mantova è una formazione ostica e atipica. La Pompea ha una difesa molto organizzata, lunghi bravi sia dalla distanza sia spalle a canestro e questo comporta per noi due necessità: evitare di fermare la palla o forzare gli uno contro uno in attacco perché sarebbe deleterio, porre grande attenzione difensivamente.

È uno scontro diretto molto importante, anche se con 13 partite ancora da disputare non lo si può certo definire decisivo, e Kaspar Kitsing a parte che non so se potrò schierare a causa di una distorsione alla caviglia, siamo in buone condizioni. Ho fiducia, ma ci serve continuità ed efficienza come stiamo dimostrando ultimamente».

Nove vittorie su undici partite, sono un segnale importante al campionato. Domani c’è bisogno di rafforzarlo e il tecnico ci crede. Se gli chiediamo su cosa si fondi la sua fiducia, ecco cosa ci risponde.

«Me la infonde il nostro modo di stare in campo che è diventato molto solido, focalizzato sul fare la cosa giusta al momento giusto. E poi la fiducia deriva anche dallo spirito collaborativo che c’è in difesa: quando arriva una ventata contro, questa non ci butta giù».