Unieuro, che involuzione: il fanalino Cagliari maramaldeggia a Forlì

25, 29, 26, 21 sulla ruota di Cagliari: la quaterna vincente di ogni singolo quarto. La quaterna con la quale l’ultima in classifica, la Dinamo Academy, squadra da 3 (tre) vittorie in 15 (quindici) partite ha scherzato con l’Unieuro in casa sua. Una squadra, quella sarda, capace di segnare fino a quest’oggi 76,3 punti a partita. Al Palafiera ne ha messi 101, giocando gli ultimi 5′ a marce bassissime. Onore a loro, autori di una partita perfetta. Mentre per Forlì, dall’altra parte, a questo punto un esame di coscienza è a dir poco doveroso e necessario. Un crollo verticale, senza colpo ferire, dalla partita perfetta al PalaDozza. E qui, assenze, giocatori a mezzo servizio, pressione, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Perché si tratta di una questione di testa, di carattere, di energia. Oggi non possono esistere attenuanti né giustificazioni. Ora sotto con un doppio turno esterno, prima la trasferta a Verona – campo storicamente impossibile per Forlì -, quindi a Jesi. Si può anche perderle entrambe (specie in terra veneta), ma ciò che più conta e che tutti si attendono è una reazione. Un segnale di vita dal pianeta Unieuro.

Si rivede finalmente Pierpaolo Marini, subito gettato nella mischia in quintetto base da coach Valli. Unico segnale positivo nell’avvio di gara, tutto di marca cagliaritana. Sì, perché i sardi, con tanta energia sui due fronti di gioco ed un’invidiabile precisione al tiro, dopo 1’20” di gara si portano sullo 0-7. L’Unieuro si desta con il 2/2 dalla lunetta di Giachetti, ma è ancora Cagliari a menar le danze (4-11). Un paio di belle folate offensive di De Laurentiis rimettono Forlì in carreggiata (10-12, quindi 14-17), ma la difesa locale continua ad essere fin troppo permissiva: 20 punti subiti in appena 7′, avversari sempre liberi dalla lunga sugli scarichi. Valli mescola le carte inserendo Donzelli, Bonacini e Oxilia, e, proprio questi ultimi due, costruiscono un break di 7-0 che vale il sorpasso (21-20, 8’40”). Ma Cagliari continua a viaggiare ancora su ritmi elevati: 25 punti in un quarto al Palafiera… E non abbiamo ancora visto nulla.

L’Unieuro inizia infatti il secondo parziale con buoni propositi (33-29), ma da quel momento in poi va in onda uno spettacolo imbarazzante da parte dei padroni di casa. Una difesa semplicemente indecente, quasi come se si fosse alle prime uscite estive, con le frequenze ancora da sintonizzare. Non va certo meglio, poi, nella metà campo offensiva: zero schemi, zero riferimenti offensivi (Johnson e Lawson andranno all’intervallo con 8 punti in due), attacchi fermi che arrivano ai 24″. Sta di fatto che Forlì, in poco più di 7′, riesce a segnare appena un canestro dal campo, l’entrata a canestro di Melvin. Mentre Cagliari, dall’altra parte, veleggia indisturbata verso un netto, rotondo e meritato +16 dell’intervallo (38-54). Con un parziale complessivo di 5-25 (3-25 se tolto l’appoggio di Lawson nei secondi conclusivi).

Rientro dagli spogliatoi, Forlì azzanna la partita? Nemmeno per sogno. L’Unieuro Arena, con un grande gesto d’amore, applaude e tenta di caricare i suoi beniamini, ma sul campo i biancorossi sono ancora su Marte. Cagliari tocca infatti in un amen il +20 (40-60), quindi +24 (45-69) al giro di boa del terzo quarto e, infine, il punto esclamativo del +25 (52-77) al 27′. A giochi oramai chiusi già da un pezzo, tre triple filate (Bonacini bis e Lawson) danno un barlume di speranza a via Punta di Ferro: 61-77 a 28’30”, riazzerando di fatto tutto al punteggio dell’intervallo. Ci pensa un inaccettabile Melvin Johnson a rovinare il tutto, con una tripla no sense. Il +21, 64-85, dopo il quinto fallo di De Laurentiis (con tanto di tecnico per proteste) abbassa la serranda sulla partita. Per onor di cronaca, Cagliari riuscirà poi a toccare addirittura il +26 sul 70-96.

Unieuro Forlì – Hertz Cagliari 87 – 101 (23-25, 38-54, 61-80)

FORLI’ – Tremolada ne, Giachetti 10 (1/2, 1/4), Marini 7 (1/8, 1/7), Donzelli 4 (2/3, 0/3), Bonacini 12 (1/1, 3/5), Squarcia ne, Flan, Ravaioli ne, Oxilia 18 (6/10, 2/2), Lawson 18 (5/10, 2/6), De Laurentiis 6 (3/3), Johnson M. 12 (3/8, 2/9). All. Valli.

Tiri da 2: 22/45 (49%) – Tiri da 3: 11/36 (31%) – Tiri Liberi: 10/12 (83%) – Rimbalzi: 35, offensivi 15 (Lawson 13) – Palle perse: 10 – Fuori per Falli: De Laurentiis.

CAGLIARI – Miles 21 (9/11, 0/2), Allegretti 18 (2/4, 4/6), Rullo 18 (6/6, 2/5), Gallizzi (0/1 da 3), Rovatti (0/1, 0/1), Matrone ne, Bucarelli 6 (2/2, 0/2), Johnson J. 19 (6/11, 2/2), Picarelli 7 (2/3, 1/1), Janelidze 12 (1/2, 1/2). All. Iacozza.

Tiri da 2: 28/40 (70%) – Tiri da 3: 10/22 (45%) – Tiri Liberi: 15/19 (79%) – Rimbalzi: 34, offensivi 6 (Johnson J. 9) – Palle perse: 15.

Key Facts

  • Partiamo dal risultato finale. 87-101, grasso che cola, per quanto visto. Ancor di più scorrendo lo scout, dove è complicato capire come l’Unieuro abbia potuto straperdere una partita del genere. 81 tiri tentati contro i 62 di Cagliari, 15 rimbalzi offensivi contro i 6 di Cagliari, 10 perse contro le 15 di Cagliari. Soltanto che, a pochi minuti dalla sirena, la stessa Cagliari era sopra 70-96.

 

  • Tocca dunque andare a pescare nel ‘torbido’, nella testa della squadra. Aspetti che chiaramente, spesso e volentieri, sfuggono per cause di forza maggiore a qualsiasi tipo di allenamento o di strani ‘maneggiamenti’ da parte dello staff tecnico. Contro i cagliaritani l’Unieuro ha steccato clamorosamente sotto il profilo di atteggiamento e carattere, oltre che di approccio alla partita e, perché no, sottovalutazione dell’avversario.

 

  • Un dramma, sin qui, leggendo queste righe. Perché (purtroppo) questo è, nelle ultime tre partite, da Mantova in poi. E’ forse quasi doveroso drammatizzare fino a questo punto, quando ancora si è in tempo per correre ai ripari, in una qualche maniera. Perché di questo passo si rischia di far la fine di un gatto in tangenziale e precipitare in classifica.

 

  • Un ko che fa male, malissimo, ma, come detto, si è ancora ampiamente in tempo per ripartire e tornare la Forlì che tanta paura ha fatto fino al 30 dicembre scorso. Riazzerare tutto, ma proprio tutto, rimettere nel motore Marini e ripartire. Certo, il calendario non aiuta, ma una reazione se non altro di carattere è quantomeno doverosa.

Le Pagelle

FORLI’

Giachetti 4 – Gioca sin troppo elementare, in un pomeriggio in cui, nella pochezza totale da parte di tutti, ci si attende uno ‘sbuzzo’ in più da parte di qualcuno. Magari da un giocatore esperto che di situazioni del genere ne ha già vissute in carriera.

Marini 4 – Non sta ancora bene e si vede, dunque inutile infierire sulla croce rossa. Perché 2/15 al tiro sarebbe inconcepibile su un campo da basket, per di più da un giocatore della sua importanza. AAA Marini cercasi, altrimenti per Forlì son guai.

Donzelli 4 – Nei 21′ in campo non si nota. Zero difesa, zero intensità, zero tutto.

Bonacini 5 – Cuor di capitano, con Oxilia è il migliore in campo dei suoi. Tenta di rianimare il Palafiera nelle battute conclusive del terzo quarto con due triple di fila, ma predica nel deserto quando il passivo è già troppo pesante. L’ultimo a ‘darla su’, probabilmente stanotte non riuscirà a prendere sonno.

Flan sv – In campo nel finale, si ‘piazza’ bene per un paio di tiri, ma Melvin decide che non è ancora il suo momento e gli nega tutto.

Oxilia 5 – Entra in campo nel primo quarto con la solita ‘tigna’ sui due fronti di gioco, rimettendo sui binari i suoi. Ma, come detto per Bonacini, è l’unico dei suoi connesso con la partita. Top scorer Unieuro a quota 18 punti.

Lawson 4,5 – I 4 punti all’intervallo dicono tutto. Ne mette poi 14 nel secondo tempo, vero, ma è tutta roba che serviva prima. Doppia doppia da 18+13, 27 di valutazione, ma è tutto inutile.

De Laurentiis 4,5 – Non entra nel novero dei migliori in maglia Forlì soltanto per il modo in cui si ‘toglie’ dal campo: quarto e quinto fallo davvero spesi in malo modo. Prima, però, risulta spesso essere l’unico appiglio offensivo.

Johnson 3,5 – Non è serata e si vede subito, ma la negatività di Melvin viene in realtà da ben più lontano. E quest’oggi ne è soltanto la punta dell’iceberg. Due bombe nel finale di gara, prima è però 0/7, con atteggiamento e prestazione da dimenticare al più presto. Un americano, in genere, deve prendersi sulle spalle la squadra in fase d’attacco, soprattutto nei momenti di difficoltà. Qualità che non è evidentemente nelle sue corde e non gliene si può certo fare una colpa.

Tremolada, Squarcia, Ravaioli ne


CAGLIARI

Miles 8 – Un grimaldello in attacco capace di squarciare con facilità imbarazzante i raddoppi romagnoli e propagarsi come un’onda tellurica fino a canestro sfruttando ogni pick’n roll. Mette il cappello a una prova super (21 punti con 9/11 da 2) mettendo in ulteriore imbarazzo il peggior Johnson (Melvin) di sempre.

Allegretti 7,5 – La difesa Unieuro è una collezione di birilli: la condizione ideale per uno tra i giocatori più esperti dell’A2. Il classe ’83 colpisce senza pietà e indisturbato, specie quando Forlì tenta il disperato (e scoordinato) recupero a inizio III. 18 punti, 4/6 da 3, 5 rimbalzi in 25′.

Johnson 8 – Il ragazzone made in Kentucky in teoria avrebbe dovuto subire il maggior talento di Lawson e la pari fisicità di Donzelli. Come non detto: 19 punti, 6/11 da 2, 2/2 da 3, 9 rimbalzi e tanta “corpulenza” spazzano via i due di cui sopra.

Rullo 7,5 – Dosa talento con maestria mostrando di meritare ancora piani più alti. Nell’apatia degli avversari pasteggia lautamente: 18 pt, 6/6, 2/5, 5 assist. La sfida con Marini è nettamente a suo favore.

Picarelli 7 – Lavora molto nelle retrovie, offrendo comunque 7 punti e solidi riferimenti ai giochi Academy.

Janelidze 7 – Il lungo di movimento mette in costante allarme Forlì, costretta a mandarlo in lunetta 9 volte, dove segna 7 dei 12 punti complessivi (in 23′).

Bucarelli 6,5 – Come Picarelli, il collante tra bocche da fuoco ispirate.

Rovatti 6 – Minuti a esclusiva vocazione difensivista. Ma va bene così.

Galizzi sv

Matrone ne