Unieuro, con Udine una sfida che vale. E Dell’Agnello sprona Watson

Ora si fa sul serio. Perché in palio in 40 minuti c’è l’accesso alle Final Four di Supercoppa Lnp. Perché andarsi a giocare un trofeo al Pala Lido di Milano (sfidando poi venerdì la vincente di Treviglio-Tortona) stuzzica l’appetito prima di sedersi alla tavola del campionato. Perché l’avversaria con cui giocarsi questa opportunità si chiama Apu Udine e, al di là della rivalità tra le due piazze, quella friulana è indicata con buone ragioni quale possibile prima antagonista di Verona alla promozione in massima serie. E per dirla tutta, a Verona ci ha anche vinto garantendosi, così, la chance di sfidare i biancorossi in un test che vale nell’immediato e conta forse ancora di più come esame in vista della stagione regolare del torneo di A2.

Un primo faccia a faccia e, pertanto, un primo test. Soprattutto per Forlì, che dopo la palla a due che verrà alzata al Pala Galassi alle 18, conoscerà qualcosa in più di se stessa. Conoscerà meglio, attraverso il confronto diretto, i propri valori e i limiti sui quali deve ancora lavorare. Vincere la partita non significherà avere la certezza di essere superiori a Udine, così come perderla non implicherà esserne inferiori. Però da questo braccio di ferro si potranno trarre tantissime indicazioni e il primo a cercarle è proprio coach Sandro Dell’Agnello, chiamato domani a un curioso derby livornese con il collega Alessandro Ramagli.

«Arrivati sin qui, tutti vorremmo accedere alle Final Four, sarebbe una grande soddisfazione. Udine è una delle due favorite, con Verona, alla promozione e misurarsi con un’avversaria così importante deve servirci a consolidare quanto di buono fatto sinora, e ce n’è parecchio, e a fare un ulteriore passo avanti. Oltre non vado perché nessuna delle due squadre può dirsi pronta come, invece, lo sarà in campionato».

In campo l’Unieuro avrà tutti i suoi effettivi, fatta quasi certamente eccezione per Klaudio Ndoja, che sta comunque superando i suoi problemi ai muscoli del collo e ha ripreso gradualmente ad allenarsi con la squadra. Udine, invece, recupera Riccardo Cortese, avrà un Amato pienamente ristabilito, mentre Michele Antonutti è alle prese con un problema al polpaccio. L’unica assenza certa è quella del play Penna.

«Fisicamente non stiamo benissimo, gli acciacchi hanno obbligato alcuni ragazzi a saltare qualche allenamento, ma è tutto nella norma e meno parlo di questo meglio è perché non voglio che queste situazioni creino, inconsciamente, degli alibi. Di Udine non so esattamente lo stato dell’infermeria, mi concentro sul campo dove dovremo fare grande attenzione, come con Piacenza, a non concedere libertà ai tiratori perché i nostri avversari hanno almeno quattro giocatori pericolosissimi al tiro».

Insomma, servirà ancora una volta il marchio della difesa Unieuro, però Dell’Agnello chiede un “upgrade” ai suoi. Non a rimbalzo dove è convinto si possa migliorare ma «in fin dei conti abbiamo sofferto solo nel primo tempo di Ravenna». Il coach chiede più iniziativa ai propri esterni e, soprattutto, a Maurice Watson Jr.

«Anche senza Ndoja i nostri lunghi stanno facendo bene, anche se non dovete aspettarvi che Benvenuti sia uno da 20 punti a partita. Certo, cresce di settimana in settimana, lo farà costantemente, ma le sue qualità non sono quelle, non abituiamoci ai ventelli.

Su Watson bisogna capire che in questo momento è un po’ sbalestrato visto che ha tre bambini piccoli con sè e gli è appena nato il quarto, però gli ho parlato a lungo perché anche io lo vedo giocare con il freno a mano tirato. Lui vuole conoscere, vuole inserirsi senza pestare i piedi a nessuno ed è un ragazzo serio e altruista. Però questo altruismo a volte è quasi esagerato. Deve sciogliersi di più, avere più iniziativa e prendersi le soluzioni che sul campo si creano anche per lui. Un po’ più di sfrontatezza in attacco l’ho chiesta anche a Giachetti e Marini, perché può permettersela ciascuno di loro».