Valli scioglie le cautele: “Ora giochiamoci fino in fondo l’accesso alla Coppa Italia”  

Non è usuale vedere Giorgio Valli agli estremi opposti, imbufalito poi raggiante. Il match con Udine avrà tra le sue mille pieghe anche questa piccola pagina: il coach, prima furente nell’imboccare gli spogliatoi a fine primo tempo, infine festante insieme ai suoi ragazzi e al pubblico allo scoccare del 40’. Un double-face che ricalca l’andamento di squadra, davvero inguardabile nel primo tempo, esaltante nei secondi venti minuti. “Abbiamo vinto una partita da film, sotto di venti punti spuntarla contro una squadra così attrezzata che tutti danno tra le prime 4 del girone è stata una vera impresa. Devo dire bravi tutti i ragazzi per aver dimostrato una forza mentale prima che fisica per ribaltarla. Ci ricorderemo a lungo di questa partita, spero soprattutto i ragazzi: lo ripeto da tempo e continuerò a dirlo, non siamo ancora una squadra che possa permettersi di prescindere dalla difesa, ci mancano ancora quegli automatismi che possano compensare i cali di concentrazione. Se dimentichiamo chi siamo, ecco, quel parziale di primo tempo sarà la norma. La fotografia di ciò che non dobbiamo essere è l’ultima azione del primo tempo, tre uomini a inseguire Pinton senza che nessuno faccia fallo. Ecco lì abbiamo mancato gravemente di concentrazione e se incappi in questa superficialità non sempre riesci a rimediarla. Il rischio di buttar via tutto il lavoro svolto è altissimo”, spiega il tecnico. Valli che prosegue citando poi la splendida prova di Jacopo Giachetti. Giachetti meriterebbe una standing ovation per quello che ha fatto nonostante le condizioni fisiche; idem Melvin che, pur non al top, ha messo a segno canestri di peso in piena trance agonistica. Tutti i ragazzi hanno dato il massimo e gli 80 punti così ben distribuiti sono un bel segnale. Ma dobbiamo migliorare, sfruttare meglio quanto può darci Lawson: lui deve far di più per cercare falli e canestri in area ma noi dobbiamo esser più bravi nel servirlo”. Ora, lo sguardo cade sulla classifica. I 2 punti agguantati con la APU permettono all’Unieuro di salire a 18, in solitaria terza piazza, a +2 su Verona e Montegranaro e +4 sui friulani. In piena corsa per il 3°/4° posto di boa che vorrebbe dire Coppa Italia. “Questo successo ci dà uno spiraglio per guardare alle Final Eight. Giù la maschera, ora ci dobbiamo provare, anche se sarà durissima. Ma se giocheremo con lo spirito del secondo tempo… Domenica ci aspetta la Fortitudo, andremo per giocarcela”. Nota finale per Davide Bonacini: il capitano, vittima di una distorsione alla caviglia sinistra nell’ultimo quarto, parrebbe non aver subito nulla di grave. Meglio, comunque, incrociare le dita e attendere i prossimi giorni.

Demis Cavina, tecnico Udine, rimarca il rammarico per una partita che pareva una cavalcata in solitaria, risolta con un nulla di fatto: “Spiace soprattutto alla luce del risultato finale del primo tempo. Abbiamo concesso a Forlì di tornare in partita troppo presto. Complimenti a Giachetti e Marini per la loro capacità di penetrare, cercare falli. A noi è mancata la loro capacità di punirli e far nostri gli episodi. Ancora volta ci siamo dimostrati vulnerabili quando le partite si fanno punto a punto. Se nel primo tempo ci siamo superati in difesa su Lawson e Johnson, nel secondo non siamo riusciti a tener Giachetti e Marini e a permetterci di toglierci il ritmo. Peccato perché ci credevamo. Ora dobbiamo solo pensare a non perder la bussola”.