Caserta lancia l’azionariato popolare

La nuova proprietà casertana, guidata da patron Nicola D’Andrea, si è insediata poche settimane fa ed è già più che mai in azione alla ricerca di forze fresche a livello finanziario. Con uno strumento indubbiamente innovativo che nel resto d’Europa, in ambito cestistico ma anche e soprattutto calcistico, sta riscuotendo sempre più successo. Sì, perché la Juve, alle prese con la costruzione di un roster che possa quantomeno strappare la salvezza in A2, ha annunciato che “nei prossimi giorni partirà ufficialmente la campagna di azionariato popolare”, che si è prefissata obiettivi certamente ambiziosi.

La proprietà, infatti, si auspica di “ottenere un aumento di capitale dagli attuali 10.000 euro a 2 milioni di euro”. Per riuscirvi, il presidente D’Andrea ha affidato il progetto “ai professionisti che hanno curato lo sviluppo del progetto Pordenone Calcio e hanno contribuito alla realizzazione della Dacia Arena di Udine”: l’avvocato Nadir Plasenzotti e il dottor Alberto Rigotto, entrambi co-fondatori presso il Pro Crowd’s.

Una notizia, quella dell’avvio della campagna di azionariato popolare, che non ha però trovato consenso unanime da parte della tifoseria campana. Le reazioni dei tifosi bianconeri si sono infatti rivelate a dir poco contrastanti. Un’occasione di rilancio per “poter far tornare la storica società bianconera ai fasti di un tempo”, come confida il club, oppure lo scetticismo – peraltro già espresso anche nelle scorse settimane – verso la società e i dubbi verso le sue reali disponibilità economiche?