Semaforo rosso al mondo dello sport italiano fino a venerdì 3 aprile. Una decisione inevitabile, considerando l’emergenza attuale del Paese, proposta dal Coni e avallata dal governo col nuovo Dpcm entrato in vigore proprio da queste ore. Naturale conseguenza, pure il basket di serie A2 è costretto a fermare il pallone e attendere nuovi sviluppi nelle prossime settimane.
Nelle ‘stanze dei bottoni’, ad ogni modo, il lavoro è più impegnativo che mai, come conferma il presidente di LNP, Pietro Basciano. Vi sono da sistemare parecchie questioni, in primis quella relativa al futuro calendario quando si riprenderà a giocare. Di tutto ciò si è parlato nel Consiglio Federale Straordinario della FIP tenutosi nel pomeriggio di lunedì. «Abbiamo espresso le richieste dei club di serie A2 e B – spiega Basciano –. Quindi proposto di sospendere fino al 3 aprile i campionati e valutare, in accordo con il Settore Agonistico, nelle prossime 2-3 settimane l’evolversi della situazione. Si è anche discusso della necessità di modificare le DOA (le Disposizioni Organizzative Annuali, l’abc di ogni campionato di basket, ndr), visto il contesto attuale. LNP, ad ogni modo, è in stretto contatto con il Settore Agonistico e, sentiti i club di A2 e B, nelle prossime settimane valuteremo varie opzioni da sottoporre che garantiscano la conclusione dei campionati. Chiaramente abbiamo anche espresso le difficoltà di carattere tecnico-economico nelle quali i nostri club stanno operando, chiedendo un forte intervento da parte della FIP verso gli organi preposti».
Lega Nazionale Pallacanestro che, oltre a tutti i problemi legati al basket giocato, deve fare i conti anche con altre criticità ‘interne’. «Siamo una realtà estremamente complessa e variegata – prosegue Basciano –, che racchiude al suo interno 91 società e che di conseguenza, in una situazione di normale attività, vede la disputa di 45 gare in un weekend. Dal 25 febbraio, data del primo messaggio di sospensione dei campionati decisa dalla FIP, i nostri uffici hanno lavorato ininterrottamente nel ruolo di coordinamento tra le esigenze delle società ed il rapporto costante con i vertici della FIP ed il Settore Agonistico. In uno scenario che ogni giorno mutava, non era mai lo stesso del giorno precedente. Le problematiche non riguardavano poi solo le squadre, le quali magari provenivano da zone geografiche senza restrizioni, ma lo era per gli arbitri oppure per gli ufficiali di campo, ed il problema delle liste ricadeva sulle partite».
A questo punto, con tutte le problematiche e le incognite tutt’ora presenti, quando si ripartirà e come? «La prima scadenza per tutti è il 3 aprile, fissata da CONI e FIP – afferma il presidente LNP –. Non mi sento di dire per tornare in campo, ma come data nella quale il governo confida di vedere contenuta l’emergenza, valutando l’efficacia delle misure intraprese. Se lo scenario sarà questo, come tutti ci auguriamo, è ipotizzabile pensare ad una ripresa dell’attività nel giro di una settimana-dieci giorni, per dare tempo alle società di calarsi nuovamente in un clima agonistico. Ma la prudenza è più che d’obbligo».
Di conseguenza le ipotesi di calendarizzazione, tentando di salvaguardare la validità della stagione. «Questo è l’obiettivo di tutti – conclude Basciano –. Prima cosa, cercare di capire quante date resterebbero a disposizione e conseguente possibilità di allungare la stagione nel mese di giugno, oltre le date già fissate, se le società daranno disponibilità. E da lì capire se le formule di serie A2 e B possono essere salvaguardate: integralmente, parzialmente, o con necessarie revisioni. Qualunque scenario oggi non può essere realistico. Tutti hanno una soluzione, ma in realtà nessuna di queste può risultare quella giusta finché non sapremo quando l’attività potrà riprendere. Unica certezza è che si cercherà il più possibile di salvare la stagione, nel rispetto di ciò che finora ha espresso sul piano sportivo e degli investimenti già fatti dai club».