Big match amaro: Udine supera l’Unieuro 81-69

Sconfitta a testa alta per la Pallacanestro 2.015 al PalaCarnera di Udine nel primo big match stagionale. Gli uomini di coach Sandro Dell’Agnello sono infatti finiti ko per 81-69 dinanzi ad un Old Wild West dimostratasi sì di uno ‘scalino’ superiore, ma certamente non in maniera eccessiva. Vero è che i padroni di casa hanno sempre (o quasi) tenuto tra le mani il pallino del gioco, ma è altrettanto vero che Forlì, pur costretta ad inseguire nel punteggio, se l’è giocata alla pari, di fatto, per tre quarti e mezzo di gioco. Con qualche fischio un po’ meno casalingo, insomma, parleremmo di passivo sicuramente meno pesante (per non dire altro) e lodi a Forlì. Anche perché nel finale di gara i padroni di casa non erano così distanti nel punteggio.

Sì, perché Udine (priva di Andrea Amato in cabina di regia) ha dominato in lungo e in largo i primi cinque minuti del terzo quarto, piazzando il break che le ha poi consentito di tenere sempre a distanza di sicurezza gli avversari. Sarebbe forse bastato poco anche per riprenderla, in seguito. Magari qualche canestro di Pierpaolo Marini, qualche giocata positiva di Jacopo Giachetti (sicuri che la coppia con Watson funzioni? Il playmaker USA in solitaria ‘funziona’ molto di più), qualche difesa più solida al rientro dagli spogliatoi. Resta il ko, insomma, anche l’amara realtà di una compagine friulana apparsa più avanti nel lavoro e probabilmente anche più completa, ma Forlì, nel complesso, non ha demeritato, pur non avendo disputato una prestazione eccelsa. L’immediata occasione per rifarsi è dietro l’angolo nel doppio turno casalingo in arrivo.

LA CRONACA

Ottimo avvio di partita per l’Unieuro, che dopo il canestro iniziale di Cromer trova grande intensità difensiva e con un Marini attivissimo – a canestro ma anche e soprattutto sotto le plance – si porta sul +5 (4-9). Udine a suon di triple si rifà sotto e impatta (13-13), con capitan Antonutti che, sempre da dietro l’arco ribalta tutto: 18-13 per i friulani dopo 6′ di gioco. Forlì rialza subito la testa con Watson (19-18), ma a cavallo tra prima e seconda frazione in campo c’è solo l’Old Wild West: parziale di 8-0 e Fabi conduce i suoi sul 27-18. Per la prima volta nella partita i biancorossi, in questa fase, paiono subire la fisicità avversaria. Il solito Watson (saranno 14 per lui all’intervallo) suona la carica (29-24, 13’25”), prontamente silenziata da Cromer che manda a bersaglio il +10, 34-24. È il momento più complicato per la Pallacanestro 2.015, che però esce rigenerata dal timeout chiamato da Dell’Agnello e con un break di 0-8 accorcia (34-32), ‘replicando’ poi la reazione repentina anche quando Beverly tenta l’ennesimo sprint (42-34). Grande equilibrio all’intervallo: 42-38 il parziale della prima metà di gara.

Dagli spogliatoi rientra però una Udine tonica e pimpante, che prende presto tra le mani l’inerzia della sfida. Perché gli uomini di Ramagli, in avvio, trovano con continuità e successo i propri lunghi sotto canestro (‘doppietta’ Beverly, 46-38), poi l’Unieuro si infila in un ‘buco nero’ sul fronte difensivo, col senno di poi decisivo. Proprio in questo frangente di gara, infatti, i friulani piazzano l’allungo che spezza l’equilibrio, approfittando di erroracci forlivesi nella propria metà campo e dormite assortite. Il primo vero vortice della sfida è aperto: 57-44 dopo 25’30”. Forlì prova a reagire aggrappandosi a Benvenuti e Ndoja, ma non riuscirà mai ad andare oltre il -10, infrangendosi contro la fisicità e l’intensità difensiva degli avversari. Nella seconda parte di gara l’attacco Unieuro accusa qualche passaggio a vuoto di troppo, spesso anche infilandosi in situazioni di gioco rivedibili. Nell’ultimo periodo la difesa a zona iniziale disegnata da Dell’Agnello porta qualche frutto in più e con Bruttini, al 35′, l’Unieuro riesce ad accorciare fino al -8 (69-61). Passivo invariato anche a -2’15”, sul 73-65, con palla in mano. Ultima speranza forlivese per riaprire la sfida, ma Giachetti sotto canestro pasticcia (con fallo a favore non fischiato), perde palla e sulla partita si abbassa la serranda. Perché a Dell’Agnello viene fischiato il secondo fallo tecnico (espulso il coach livornese) e Udine fa suo il match in virtù di una seconda parte di gara di estrema sostanza.

Old Wild West Udine – Unieuro Forlì 81 – 69
(23-18, 42-38, 62-52)

UDINE – Cromer 26 (7/12, 3/5), Minisini ne, Osasenaga ne, Amato ne, Antonutti 9 (2/7, 1/3), Fabi 9 (3/3, 1/5), Zilli 6 (3/3), Cortese 10 (2/3, 2/5), Jerkovic, Beverly 16 (5/8, 1/1), Nobili 2 (1/1, 0/2), Penna 3 (0/1, 1/5). All. Ramagli.

Tiri da 2: 23/38 (61%) – Tiri da 3: 9/26 (35%) – Tiri Liberi: 8/16 (50%) – Rimbalzi: 39, offensivi 11 – Palle perse: 12

FORLÌ – Rush 7 (3/6, 0/4), Kitsing, Giachetti 3 (1/5, 0/1), Campori ne, Watson 16 (4/12, 2/3), Petrovic 2 (1/1, 0/2), Marini 13 (3/10, 1/6), Cinti ne, Dilas ne, Benvenuti 6 (3/4, 0/1), Bruttini 14 (5/7), Ndoja 8 (2/3, 1/3). All. Dell’Agnello.

Tiri da 2: 22/48 (46%) – Tiri da 3: 4/20 (20%) – Tiri Liberi: 13/18 (72%) – Rimbalzi: 41, offensivi 17 – Palle perse: 11

LE PAGELLE

FORLÌ

Watson 7 – 34’ di carattere. Poco se non per nulla tutelato dall’arbitraggio, finché gira lui Forlì tiene botta. Non esaltano il 4/12 dentro l’arco e qualche sbavatura difensiva sull’MVP di serata, TJ Cromer, ma Mo ha meno demeriti di altri nella sconfitta.

Marini 5 – Si salva a rimbalzo (10) e per falli subiti (7), per il resto è una prova storta a 360°: al tiro e in difesa sui piccoli APU.  Tempo per rimettere il mirino sulla canna del fucile ce n’è, soprattutto per ritrovare verve e cattiveria ben incanalata. Forza Pier!

Rush 5 – Una caviglia non al meglio è scusante che ha poco fiato – anche perché, non fosse stato al top, 35’ in campo non stava…  Devastante nel turno casalingo con San Severo, l’universale si perde a Udine, prosciugandosi su Cortese, offrendo in attacco appena 7 punti.

Ndoja  5 – Dell’Agnello ne gestisce il minutaggio, lui fa quel che deve a livello di numeri puri. Non traspare, però, la cattiveria e il mestiere da veterano (vedasi, Antonutti in casa friulana) che all’Unieuro servono come il pane nei momenti in cui c’è poco gioco corale.

Bruttini 6 – Fa meglio in attacco (14 punti, 5/7 da 2) che nelle retrovie dove i lunghi bianconeri fan valere muscoli e kg. In una serata di poca grazia dei compagni, chiedere che faccia reparto da solo è troppo.

Giachetti 5 – La giocata di fino, il capitano, la serve sempre sul tavolo. Servirebbero, però, anche qualche guizzo difensivo in più (Penna e Cromer lo bruciano sistematicamente). L’arbitraggio ondivago certo non lo aiuta e Jacopo si ferma a 3 punti con 1/5 da 2.

Kitsing 5 – 7’ impalpabili sia da guardia, sia da play aggiunto.

Petrovic 5 – Se Ndoja stenta, Dani dovrebbe compensare. Non è stato così.

Benvenuti 5 –  Zilli, Anonutti, Beverly son “bestie” senza pari in A2. L’alfiere di Dell’Agnello non è in serata per domarle subendone l’intensità offensiva.

Campori, Dilas, Cinti ne