Mastica amaro, e non può essere altrimenti, coach Sandro Dell’Agnello al termine del match del PalaCarnera. Per il risultato finale, chiaramente, ma anche per il modo in cui esso è maturato. Perché nella seconda parte di gara il ‘pieno’ rientro in partita non era poi così impossibile, specie negli ultimi minuti. «Sapevamo sarebbe stato difficile – premette il tecnico della Pallacanestro 2.015 –. Ma il nostro problema più grande è stato lo 0/9 da 3 nel secondo tempo, che ci ha portato a realizzare ‘solo’ 69 punti in tutto. Troppo poco per poter pensare di vincere a Udine, così è parecchio complicato. Sì, abbiamo costruito buoni tiri, al pari dei nostri avversari, però la differenza nella percentuale ci ha penalizzato. Abbiamo afferrato qualche rimbalzo in più, quindi tirato più di Udine, ma abbiamo segnato di meno: così è difficile».
Certo è che qualche episodio, in particolare un fallo non fischiato a Giachetti nei momenti clou del match in terra friulana, non ha ‘girato’ dalla parte di Forlì. «Su Jacopo i due tiri liberi erano sacrosanti – afferma Dell’Agnello –. Gli arbitri hanno sbagliato e può capitare, ma si poteva andare a -6, a 2′ dalla fine, in una partita in cui non abbiamo mai fatto canestro. Insomma, in campo ci siamo stati, con grande presenza, e poteva pure finire con un passivo più pesante. Così non è stato e siamo andati davvero vicini a rosicchiare qualcosa: nel secondo tempo, mettendo qualche canestro in più dall’arco, avremmo assistito a un finale punto-a-punto. Senza togliere alcun merito a Udine, sia chiaro, che ha giocato una grande partita».