Che caos in A: Cremona salta, Torino passa ai turchi di Ataman e attende

La torrida estate della serie A si arricchisce di un nuovo capitolo. Nel pomeriggio di domenica, infatti, Cremona ha annunciato la sua (quasi) certa uscita di scena, col Consiglio d’Amministrazione che ha preso atto della mancanza di risorse finanziarie necessarie per prendere parte al prossimo campionato di massima serie.

Certo, c’è ancora tempo fino al 29 luglio per un clamoroso ribaltone («siamo al 99%, abbiamo ancora un incontro in programma e, se qualcuno volesse dare un mano, ha ancora due settimane di tempo», ha dichiarato patron Aldo Vanoli), ma la pratica sembra già definita: Cremona si concentrerà sul settore giovanile (e una prima squadra in B?) e la serie A, al momento, è a quota 15 aventi diritti. Con la grossa incognita Virtus Roma.

Numero dispari che potrebbe essere ‘corretto’ al più presto con un ripescaggio dalla serie A2, oppure mantenuto tale per un nuovo campionato impari (in tal caso si assisterebbe a una sola retrocessione a fronte delle due classiche promozioni). Prima di qualche settimana, ad ogni modo, LBA non scioglierà alcuna riserva, perlomeno in via ufficiale. Sicuramente non prima di aver capito con certezza il futuro del club capitolino. Scottata dal ripescaggio prematuro di Torino, la Lega di Umberto Gandini non ha intenzione di compiere ulteriori salti nel buio.

In tutto ciò, però, la stessa società piemontese, con tempismo non certo indifferente, nella mattinata di lunedì ha presentato i nuovi acquirenti pronti a completare il passaggio di consegne societario, indispensabile per un eventuale ripescaggio in serie A. Si tratta di un «importante gruppo finanziario turco», sono le parole del presidente (uscente?) Stefano Sardara, che ha deciso di entrare in proprietà anche in caso di permanenza in serie A2. Contesto in cui la proprietà del club sarebbe condivisa (50% di quote a Sardara, 50% al nuovo gruppo), mentre, se il ripescaggio dovesse avversarsi, i turchi acquisirebbero la totalità del pacchetto azionario. La cessione potrà definirsi con relativa calma, mentre il 24 luglio è la data limite per la dichiarazione d’intenti del nuovo proprietario che, a questo punto, non è più in dubbio.

Ma chi si cela dietro all’identikit? Fondamentalmente due soci: un’agenzia di sport management turca (rappresentano giocatori NBA e allenatori di calcio) e un’altra figura ancora non precisamente indicata. A far da garante e rappresentante di tutto il progetto, niente di meno che coach Ergin Ataman, attuale allenatore dell’Anadolu Efes e legato al nostro Paese per esperienze in panchina e non solo. Ataman, presente alla conferenza stampa di presentazione, metterò a disposizione «l’esperienza sul campo ma anche legata al business», avendo di fatto carta bianca sulla costruzione della squadra.

Anche il tecnico, al pari dei soci entranti, resterà operativo in caso di A2 («ma la squadra per quella categoria è già pronta», ha ammesso), ma logicamente le speranze sono tutte riposte in una nuova chiamata da parte di LBA. «Saremo felici se ci venisse nuovamente data questa possibilità», affermano in coro Ataman e Sardara. Ora, però, il pallino passa nelle mani dei club di serie A, padroni del futuro di Torino.