Tanta amarezza nel clan Pallacanestro 2.015 per quella che doveva essere una prova di maturità e che ha visto tanti, troppi interpreti della sfida con Mantova, esprimersi al di sotto del loro potenziale e delle “promesse” della vigilia. Quelle che le ultime due gare vinte avevano autorizzato, ma che la partenza shock della Grana Padano Arena ha irrimediabilmente riposto in un cassetto. Nell’attesa di essere tirate fuori in un’altra occasione. Più propizia. Ma affinché sia tale, servirà un’altra Forlì. Sin dalla palla a due.
«In queste ultime gare abbiamo un problema che va al di là dell’andamento del match stesso – afferma Sandro Dell’Agnello -. Partiamo e in 5’ subiamo 20 punti. Non va bene. Questa volta per la verità ci ho messo del mio perché ho fatto scelte tattiche che non han pagato, ma è chiaro che giocare contro un quintetto molto competitivo come quello di Mantova e partire così ad handicap non potevamo permettercelo perché stavolta era più dura che con Ferrara. Ci dobbiamo lavorare».
Certamente sì, ma poi l’Unieuro la gara l’aveva ripresa in mano e se l’è fatta risfuggire. E nel secondo tempo a ogni ritorno è corrisposta una sciocchezza che ha ridato slancio a Mantova.
«E’ vero che ci siamo riaffacciati più volte, ma poi non siamo stati in grado di riacciuffare una squadra che ne aveva indubbiamente di più. Tra falli su canestro e quattro falli su tiri da tre abbiamo regalato una marea di liberi. Non sto discutendo gli arbitri, è una constatazione statistica. Un regalo in una gara chiusa con questo punteggio è un altro aspetto pagato a caro prezzo».
Se il tecnico forlivese motiva l’assenza di Watson nel quintetto del terzo periodo con una scelta in base a quanto visto nei primi 20′, sul finale e i 18 punti subiti in meno di 5′ nella seconda metà della quarta frazione, Dell’Agnello sospira.
«Nel finale avevamo meno energie in quanto le avevamo spese per recuperare dal 20-9 iniziale. E poi ci sono state situazioni contingenti legate ai falli dei nostri giocatori. A decidere la partita sono stati l’inizio di cui sono anche io complice e i falli sui tiri da tre che hanno portato tanti tiri liberi a Mantova».