In riva al Mincio non si passa. Per la quinta volta nelle cinque trasferte in terra mantovana dal 2014 in avanti, infatti, Forlì va incontro all’ennesima sconfitta alla Grana Padano Arena, che rimane così un campo completamente stregato. Questa volta Mantova porta a casa con merito la sfida, conducendo le danze, di fatto, dall’inizio alla fine, tolto un fugace colpo di reni forlivesi a inizio secondo periodo. In una partita, va detto, caratterizzata dai fischi arbitrali a dir poco imbarazzanti: ai padroni di casa sono stati fischiati ben quattro falli da dietro l’arco…
Passi indietro numerosi ed evidenti, quelli mostrati dalla Pallacanestro 2.015 rispetto alla vittoria su Ferrara, tanto sul fronte offensivo (attacchi ‘disgregati’ e poco gioco di squadra) quanto più su quello difensivo: 90 punti concessi agli estensi, 92 a Mantova. Insomma, si può fare di più, anche perché nel finale di gara i virgiliani hanno semplicemente banchettato. Non può bastare, in serate del genere, la verve solitaria di Jacopo Giachetti, così come non può bastare l’accendi e spegni di Rush. Perché Marini deve assolutamente dare di più, idem Watson per l’occasione, se non altro in termini realizzativi. E, soprattutto, c’è da migliorare l’approccio alla partita, ancora una volta.
Sì, perché Mantova in attacco fa semplicemente ciò che le pare e piace nelle prime fasi di gara. Nei primi 5’ si assiste a un assolo dei padroni di casa, in grado di segnare senza alcun tipo di fatica 18 punti con un immacolato 100% di realizzazione (4/4 da 2, 3/3 da 3), arrivando poi a toccare addirittura il +11 (20-9) col canestro di Raspino. Giachetti e Watson provano a suonare la carica e, con un minimo di ‘disciplina’ difensiva in più e la precisione di Bruttini dalla lunetta, l’Unieuro chiude il primo periodo sul -6 (24-18) contenendo tutto sommato i danni, considerando quanto visto nei primi 10’. Abbastanza ‘simbolica’, in fin dei conti, la profondissima rotazione attuata da Dell’Agnello, che tiene per larghi tratti i vari Ndoja, Marini e Rush in panchina dando spazio (ben ripagato) a Campori, Kitsing e Petrovic. Proprio l’ala americana ex Ferrara, però, risveglia i suoi dal torpore: parziale di 0-10 e dopo poco più di 2’ nel secondo periodo tutto è ribaltato, con Forlì a condurre 26-28. Peccato che sia solo un’illusione, però, perché poi in più di 7’ i forlivesi riescono a segnare soltanto 6 punti e Mantova torna a prendere il largo trascinata da un Raspino che gigioneggia facilmente (10 punti, 8 rimbalzi, 3 recuperi, 21 di valutazione all’intervallo). Break di 11-0 e nuovo +10 al 15’ (40-30), gap mantenuto poi sino alla pausa lunga. A chiudere una prima parte di gara totalmente da dimenticare per l’Unieuro.

Al rientro dagli spogliatoi, dopo un primo tentativo di reazione (46-38) respinto al mittente dalla tripla di Lawson, Forlì riesce a riportarsi a contatto, di fatto, nel giro di un minuto. Sì, perché con tre pesantissimi recuperi di fila l’Unieuro è ancora viva e vegeta, sul 49-45 a 24’15”. Il solito Kenny risponde dalla lunga distanza, ma Giachetti e la tripla frontale di Ndoja segnano il -2 (52-50) che rianima tutto lo spicchio forlivese al seguito. Peccato sia l’ultimo sussulto degli ospiti, esattamente a metà del terzo periodo. Perché poi Mantova, ‘rinforzata’ dai fischi della terna, si presenta ripetutamente in lunetta e, nonostante una precisione non proprio impeccabile (7/13 in pochi minuti), scappa via sul +9 (67-56). Il capitano forlivese, ben assistito poi nell’ultima frazione da Benvenuti, tenta di rianimare i suoi (70-66), mentre anche la difesa torna a battere qualche colpo. Ma, di nuovo, è pura illusione. Nei 4’30” conclusivi, infatti, Mantova segna la bellezza di 18 punti, e con la tripla di Clarke al 36′ trova la doppia cifra di vantaggio sul 78-68. L’Unieuro non muore mai, riesce a portarsi ripetutamente sul -7 senza però dar mai la sensazione di poter ribaltare l’inerzia della sfida, consegnando così la vittoria ai padroni di casa.
Pompea Mantova – Unieuro Forlì 92 – 86
(24-18, 44-34, 67-58)
MANTOVA – Sarto 3 (0/2, 1/2), Colussa ne, Poggi (0/1), Raspino 15 (5/9, 1/3), Visconti 24 (2/2, 3/5), Ferrara, Ghersetti 10 (2/2, 2/6), Epifani ne, Clarke 12 (3/4, 2/5), Lawson 25 (7/11, 3/6). All. Finelli.
Tiri da 2: 20/32 (63%) – Tiri da 3: 12/27 (44%) – Tiri Liberi: 16/23 (70%) – Rimbalzi: 36, offensivi 7
FORLÌ – Rush 19 (3/4, 4/11), Kitsing 3 (1/1), Giachetti 20 (5/8, 1/4), Campori, Watson 7 (2/4, 1/3), Petrovic, Marini 8 (3/8, 0/3), Dilas ne, Zambianchi ne, Benvenuti 12 (3/3, 1/2), Bruttini 8 (2/6), Ndoja 9 (3/5, 1/2). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 21/38 (55%) – Tiri da 3: 9/27 (33%) – Tiri Liberi: 17/20 (85%) – Rimbalzi: 34, offensivi 12

LE PAGELLE
FORLÌ
Watson 4.5 – Partita senza un senso compiuto qualunque ruolo Dell’Agnello gli affidi. Si salva dall’ecatombe solo per la voce rimbalzi (9) e assist (4).
Marini 4 – Avvio a ginocchia anchilosate, nel prosieguo non incide mai. Visconti lo brutalizza per numeri (24 punti, 21 di valutazione) e atteggiamento in campo. Dopo tante prove con pagelle abbastanza generose, cala la mannaia dei bocciati senza scusanti.
Rush 5.5 – Ogni suo timido risveglio coincide con le poche cose buone fatte da Forlì. Alla distanza paga la poca mira da 6.75 (4/11) e la pressione mantovana che gli toglie le corsie verso il ferro.
Ndoja 5 – 17′ di attesa prima di incidere. Buone percentuali (per appena 9 punti però) mentre è preoccupante la virgola a rimbalzo. Il meglio lo dà in difesa quando spegne un indemoniato Ghersetti.
Bruttini 6 – Con Giachetti, l’unica vera certezza di questa PF2.015 d’inizio stagione. Sbaglia un paio di facili appoggi ma l’esperienza per la causa vuol dire tanta sostanza nelle retrovie.
Giachetti 6.5 – Il cuore oltre l’ostacolo quando tutta Forlì è in balia della tempesta chiamata Mantova, è l’unico a gettarlo. Talvolta eccede forzando le entrate ma senza la sua tigna (e i 20 punti con 5/8 da 2) la sconfitta sarebbe stata una rotta.
Kitsing 6 – Si sbatte e lotta come deve. In quasi 11′ di gioco la partita non gli offre spazio per caricare la tripla.
Petrovic 5 – Solo virgole nel tabellino di Danilo. Vero è che ha minuti spezzati in campo, resta che non fa nulla per meritarsene di più.
Benvenuti 6 – Probabilmente incappa nell’unica prova maiuscola di Lawson anche in difesa e nel mestissimo gioco forlivese, avarissimo di palle giocabili. Riesce solo nel finale a metterne 12 per una sufficienza risicatissima.
Campori 6 – Come contro Ferrara, Dell’Agnello gli riserva il compito pedagogico di svegliare i compagni dall’incubo di un approccio al match terribile. Ci mette anima e cuore ma stavolta non funziona.
Zambianchi e Dilas ne
[Francesco Mazza]