Tre partite, tre vittorie con scarto a favore sempre in doppia cifra e accesso ai quarti di finale di Supercoppa (in gara secca contro Udine) centrato in carrozza. Ci sono tante sensazioni positive che le prime gare ufficiali della stagione lasciano in dote in vista della prova del campionato e il tecnico della Pallacanestro 2.015, Sandro Dell’Agnello, non può fare finta di nulla anche se, ovviamente, deve sempre mantenere alto il livello di guardia e, pertanto, sottolineare pure ciò che non ha girato a pieno regime. E nei primi 20′ della gara con l’Assigeco Piacenza, la sua Forlì non è stata brillantissima.
Il prepotente e perentorio terzo periodo, però, ha cambiato prospettive e giudizi.
«Il computo di queste prime gare di Supercoppa è sicuramente positivo. Abbiamo vinto con uno scarto medio a favore che supera i 15 punti e abbiamo dato prova di grande autorevolezza in campo. Soprattutto nel terzo periodo del match con Piacenza, perché nel primo tempo siamo stati decisamente rivedibili in attacco. Anzi, abbiamo anche fatto scelte scellerate che si sono trasformate in palle perse banali, però, la difesa ci ha sempre sostenuto durante tutto l’arco del match».
Ed è proprio questa la grande forza di Forlì. Avversari sotto i 60 punti, tenuti a percentuali bassissime dalla distanza e con la battaglia a rimbalzo vinta pur non disponendo di lunghi verticali. L’unico neo, in effetti, le 19 palle perse, ma l’allenatore biancorosso ha anche altre ragioni per elogiare i suoi.
«Devo ringraziare i miei ragazzi che hanno voglia di sacrificarsi, di aiutarsi l’uno con l’altro e non sono per nulla egoisti. Ho poi alcuni ringraziamenti ulteriori e sono per Erik Rush che aveva 38 di febbre in mattinata eppure ha voluto giocare e lo stesso dicasi per Watson e Benvenuti che in settimana avevano accusato delle distorsioni e per Marini che accusava un dolore a una gamba. In altri contesti di preseason non avrebbero giocato, ma volevano vincere e volevano esserci e questo vale tanto».
E Klaudio Ndoja, invece, quando si prevede il suo rientro? Con Udine sarà possibile vederlo sul parquet?
«Sta meglio ed è pronto a tornare a lavorare in gruppo. Non so esattamente se sarà pronto tra due, quattro o cinque giorni, ma spero che domenica prossima possa esserci. Nel frattempo devo rimarcare le prestazioni anche degli Under come Petrovic e Kitsing che hanno giocato e dato molto. Poter essere a questi livelli senza rinunciare ai tre Under per me vale molto».
Così come vale dare l’impressione (ma non è solo impressione, è realtà) di una squadra fisica. Siamo sinceri… l’Unieuro nelle tre stagioni scorse è sempre stata tutto tranne che una formazione ad alto tasso di fisicità. Anzi, la subiva costantemente da chi ne aveva più di lei. Ora è il contrario, Forlì è fisica e sfrutta appieno questo plusvalore.
«Siamo stati costruiti sul mercato per esserlo: fisici e profondi. Queste risorse ci serviranno per sopperire ai momenti down che inevitabilmente verranno. Intanto continuiamo nel nostro percorso e cerchiamo di migliorare ancora. Soprattutto nei movimenti in attacco che possono evitarci di perdere così tanti palloni come con Piacenza».