Sull’onda positiva di due preziosissime vittorie consecutive, la Pallacanestro 2.015 è pronta ad ospitare un osso duro tra le mura amiche dell’Unieuro Arena (palla a due ore 18 di domenica). In Romagna sbarcherà infatti la grande sorpresa del campionato, l’Umana Chiusi quarta della classe, autrice di un campionato assolutamente al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Per Forlì, dunque, un match che si preannuncia particolarmente ‘spinoso’, in cui però i biancorossi – imperativo da qui al termine della regular season – dovranno andare a caccia dei due punti senza se e senza ma. Così, alla vigilia della sfida, è coach Sandro Dell’Agnello a presentare il banco di prova in arrivo.
UNIEURO, MOMENTO UP. «Il ‘flusso’ di fiducia della squadra è innegabile. Lo si nota dalle prestazioni e da come stiamo in campo. Stiamo crescendo, sia a livello di forma fisica che tecnicamente. Avendo recuperato tutti, la condizione comincia ad avvicinarsi al livello ottimale a 360°. Se gli impegni ravvicinati faranno sentire le fatiche? Credo di no, perché alla fine ultimamente tutti hanno giocato meno di 30’. Dovremo solo prestare un po’ di attenzione con Palumbo e Riush, entrambi alle prese con un’infiammazione all’adduttore. Andranno un po’ gestiti, perlomeno fino a domenica prossima».
OCCHIO A CHIUSI. «L’ avversario è molto difficile, sta facendo un campionato importante. L’Umana è un’ulteriore dimostrazione che, con due stranieri di livello a roster, si disputa una buona stagione. Questo noi lo sappiamo bene, poiché per almeno metà delle partite abbiamo giocato con un solo straniero. Medford e Wilson sono due americani di assoluto livello, Jeremiah in particolare si è rivelato un super acquisto. Insieme a loro, poi, ci sono due veterani del campionato come Musso e Ancellotti, preziosi».
COME SI SUPERANO I TOSCANI? «Sotto canestro sono particolarmente attrezzati. Wilson sta facendo sfracelli, probabilmente è il miglior ‘4’ del campionato. Con Ancellotti compone un duo dinamico, ma con molti centimetri. È una gran bella coppia per la categoria. Inoltre, tirano molto dall’arco, è la loro peculiarità. E corrono molto: controllare il ritmo della partita e difendere sui tiratori saranno le chiavi della sfida».
SCONTRO DIRETTO OPPURE NO? «Credo non sia ‘pratico’, in questo momento, guardare sopra o sotto di noi in classifica. Dobbiamo guardare davanti a noi. Questo significa che giochiamo con Chiusi e dobbiamo pensare a batterli sul campo. Anche se fosse un’altra squadra, avremmo comunque bisogno dei due punti. La classifica, nelle condizioni in cui siamo, dobbiamo per forza guardarla alla fine. Non ci interessa se lo scontro è diretto o indiretto, perché ci serve sempre soltanto la vittoria. Dove possiamo arrivare? La stagione è ancora molto lunga. Dobbiamo giocare nove partite prima dei playoff, considerando pure l’orologio. Con 18 punti a disposizione può succedere di tutto, sia in positivo che in negativo».
CAPITOLO LUNGHI. «Abbiamo giocato a lungo senza Bruttini, tirando così il collo a Benvenuti. La squadra non era stata pensata in questo momento. Finalmente ora stiamo tornando a una rotazione dei minuti più consona e ne sta guadagnano il rendimento di tutti. Innanzitutto di Davide, che è un giocatore di qualità e una garanzia per 20’. Se deve giocare dieci minuti in più, partendo in quintetto, fatica, come normale che sia. Benvenuti è un giocatore poco appariscente ma importante per tutte le ‘chiusure’ che fa in difesa. Recuperandone uno, insomma, ne stiamo guadagnando due».
TRA APPROCCIO E… PUBBLICO. «Della partita contro Fabriano, abbiamo riguardato soltanto il primo quarto, perché dobbiamo avere tutt’altro approccio. Purtroppo siamo stati troppo ‘morbidi’ in avvio, anche se il ‘contorno’ non aiutava. Al palasport non c’era pubblico, si giocava con l’ultima: inconsciamente, pur non dovendo, può capitare che non si accendano tutti gli ‘allarmi’. Comunque è un errore che contro Chiusi non deve succedere. Tra l’altro, l’ultima in casa, contro Ferrara, abbiamo potuto contare su un palazzetto molto caldo e ‘partecipativo’, che ci ha aiutato moltissimo. In epoca Covid non è scontato avere questo pubblico. Spero che anche contro l’Umana sia così. La nostra gente potrà essere un fattore».