Dell’Agnello: «Contro Napoli una partita tutta da vivere. Ma non è decisiva»

È vigilia di big match in casa Pallacanestro 2.015 Forlì. Nel pomeriggio di domenica (palla a due ore 17, diretta in chiaro su TeleRomagna) all’Unieuro Arena sbarcherà infatti la temibile corazzata Napoli. Uno scontro diretto ad altissima quota che, in un verso o nell’altro, al di là della classifica, andrà a chiarire ulteriormente i valori in campo in questo scorcio iniziale di campionato. A ventiquattr’ore dal match, a coach Sandro Dell’Agnello, dunque, gli onori di presentare la sfida. «Noi siamo in buone condizioni fisiche – spiega –. Sarà una partita sicuramente bella da giocare per entrambe le squadre. Del resto si affrontano i due organici che stanno facendo meglio in campionato, Forlì senza sconfitte e Napoli con un solo ko. Sarà bella da giocare, poi, anche perché si affrontano due squadre con caratteristiche abbastanza diverse. Le due differenti impostazioni stanno pagando, ma, ad ogni modo, sono molto felice di giocarla con i giocatori che ho a disposizione».

SUL CLIMA DA PARTITA DECISIVA…

«Non lo è, assolutamente. Non è decisiva su nessun fronte, mancano ancora tre quarti di campionato alla fine dei giochi. Ci teniamo a vincerla, certo, ma innanzitutto per continuare il percorso che stiamo facendo. Anche per i due punti in classifica, ci mancherebbe, ma sicuramente questa partita determina poco e niente. Psicologicamente, invece, sarebbe un bel viatico. Ma quando ci ritroveremo tra tre mesi oppure ai playoff, pensare a com’è andata a inizio gennaio è davvero relativo».

SUGLI AVVERSARI…

«Anche Napoli è molto profonda ed è esperta, che sono le loro armi principali. Qualche giocatore ha fatto addirittura il protagonista in serie A. È una squadra forte, sarà durissima, ma cercheremo di fare la nostra parte provandoli a mettere in difficoltà. Non cambierei nessuno dei miei giocatori con i loro, per intenderci. I singoli? Mayo è un fattore, al di là del fatto che parta dalla panchina. Alla fine gioca una buona dose di minuti, in cui sa coinvolgere i compagni e prendersi i suoi tiri. È soprattutto un ottimo tiratore. Anche i loro lunghi, Iannuzzi e Zerini, si completano bene. Uno è difensore, l’altro è un buon attaccante e sanno dividersi bene minuti e ‘occasioni’».

LA PARTITA DI FORLÌ…

«Sul fronte offensivo dovremo prestare attenzione principalmente a due cose: non fermare il pallone e non concedere palle perse che inneschino le ripartenze partenopee. Sono due cose banali da dirsi, specialmente il primo aspetto, ma non così facile a farsi. Muovere la palla in ogni azione sarà davvero fondamentale. Detto ciò, mi verrebbe da dire che la partita si giocherà fino alla fine, sia da una parte che dall’altra. Poi può succedere di tutto, però la sensazione è questa. Anche perché se una squadra prende un minimo di sopravvento, l’altra ha tutte le carte in regolare per piazzare il contro-break in ogni fase della gara. È successo a noi come è successo anche a Napoli, sia in situazioni di svantaggio che di vantaggio».

I FATTORI CHE INCIDERANNO…

«Se loro conoscono Roderick, se Sandri sa come difendere su Terrence dopo averlo marcato per un’intera stagione in allenamento, allora noi conosciamo a memoria Marini. Non credo possa essere un vantaggio per loro né uno svantaggio per noi, e viceversa. In fin dei conti i giocatori più forti delle due squadre si conoscono tutti molto bene. Diciamo che ognuna delle due formazioni può contare su giocatori che possono mettere in difficoltà quelli dell’altra formazione. Questo sicuro. Se aver giocato mercoledì con Chieti influirà su Napoli? Onestamente non credo. Siamo squadre lunghe e non penso influisca nella maniera più assoluta».