È già vigilia di campionato per la Pallacanestro 2.015. Nella serata di mercoledì (palla a due ore 20.30) all’Unieuro Arena sbarcherà infatti la Poderosa Montegranaro dell’adorato ex capitano Davide Bonacini. Biancorossi che giungono dall’ennesima convincente prova della stagione, questa volta a Caserta, con l’obiettivo di ‘staccare’ la settima vittoria consecutiva che blinderebbe il secondo posto al termine della regular season (con conseguenti ‘riflessi’ positivi sulla successiva fase a orologio). Alla vigilia del match, dunque, ecco le parole di coach Sandro Dell’Agnello, un mix tra ‘passato’ e presente.
Sul momento positivo: «Stiamo bene, stiamo facendo buone partite. La squadra sta crescendo di giornata in giornata ed è evidente. Abbiamo trovato, per ora, una quadratura del cerchio importante e siamo molto fiduciosi di quello che facciamo, anche nei momenti in cui magari le cose non girano per il meglio: sappiamo sempre a cosa aggrapparci e cosa fare. Credo sia un sintomo di ‘concetto’ di squadra davvero notevole».
Su Ndoja e Benvenuti tornati in ritmo: «Mi fa molto piacere per entrambi, che recentemente avevano avuto qualche passaggio ‘grigio’. Ndoja, del resto, sappiamo quanto ha tribolato nel corso del campionato perdendo ritmo, confidenza col pallone e col ‘giocato’ vero e proprio. Ora sta crescendo e ci sta dando un apporto importante, assolutamente. Stesso discorso vale per Benvenuti. Questa squadra, ad ogni modo, prescinde dai singoli. Nell’ultima partita, per dire, Marini ha fatto solo 5 tiri, pur venendo da una serata da 34 punti. A Caserta è però stato il primo a giocare sempre per gli altri, da buon altruista, mettendosi a disposizione. Questo è sintomatico di una squadra che crede in sé stessa».
Su Montegranaro: «Al momento hanno vinto 5 partite su 7: è un passo da primissimi posti e da squadra che vince. Stiamo attenti, perché il loro ruolino nelle ultime uscite è particolarmente pericoloso. Poi si sono rimessi in corsa per un posto nei playoff e verranno a Forlì con grandi motivazioni. Gioca molto di uno contro uno, con Aaron Thomas che è forse tra i migliori del campionato in questa peculiarità, e ‘condividono’ molto la palla. Usano molto i blocchi, inoltre. Senza sottovalutare l’aggiunta di Delas, un lungo poco appariscente che, nonostante il ruolo, è di fatto un secondo playmaker in campo. Col pallone in mano è un pericolo soprattutto per i passaggi intelligenti per i compagni al momento giusto. Viene da una stagione importante a Capo d’Orlando. Non so in che stato di forma sia, ma sa giocare e sa creare vantaggi ai giocatori che ha intorno».
Sul secondo posto finale: «Le partite che mancano sono sempre di meno e, mantenendo inalterato il vantaggio che abbiamo, la sicurezza aumenta sempre di più. Però Montegranaro non è uno spartitraffico, bensì soltanto una nuova opportunità per mettere altri punti in cascina ed essere più tranquilli per i playoff. Ragiono infatti più in ottica futura: mancano 5 partite, sì, ma ne mancano 11 complessivamente alla fine della regular season. Non considero la fase a orologio come a sé stante».
Sulla costruzione della squadra in estate: «Mi sembra che le scelte stiano pagando. Lo dice la classifica e lo dice la squadra. Resto dell’idea che quando costruisci una squadra, non si debba prendere solo degli architetti, ma anche dei muratori. All’atto pratico, se si decide di avere italiani importanti come i nostri, di prima fascia, trovo sbagliato prendere due stranieri ‘mangiapalloni’ nell’ottica di costruire una chimica di squadra. Poi si può disquisire sul valore del singolo, assolutamente, ma non possiamo mettere insieme giocatori da 15 tiri a partita: si gioca solo con un pallone. E se prendi un giocatore abituato a far sue tutte le manovre offensive ma il pallone lo vede col contagocce, ecco che diventa il peggior acquisto possibile».