Dell’Agnello: «Guardiamo con fiducia al futuro. Rimbalzi e ‘fluidità’ offensiva per impensierire Cento»

Il ritorno in campo contro Verona ha lasciato con sé spunti positivi e fiducia in ottica futura, ma la Pallacanestro 2.015 ha anche e soprattutto la necessità di muovere la propria classifica. Per farlo, Giachetti e compagni andranno a caccia dei due punti in un crocevia fondamentale in quel di Cento (palla a due alle ore 18 di domenica alla Milwaukee Dinelli Arena). Non sarà certo un compito semplice, anche per i ‘soliti’ motivi legati al roster e all’identità tecnica da ritrovare. Ma, alla vigilia del match, coach Sandro Dell’Agnello guarda il bicchiere mezzo pieno.

RIPARTIAMO DA VERONA. «Dobbiamo essere contenti di quanto fatto domenica scorsa, anche in relazione all’avversario. Ci manca un giocatore che metta qualche canestro in certi momenti della partita, questo è innegabile. Per questo stiamo provando a lavorare in maniera diversa da prima. In attacco dobbiamo cercare di condividere di più il pallone, per trovare vantaggi di squadra. Perché Hayes effettivamente sapeva tirar fuori le castagne dal fuoco, in certi frangenti. Ora quel giocatore non c’è e dobbiamo giocare in maniera diversa. Però il piglio visto lo scorso fine settimana ci fa ben sperare per il futuro e per l’immediato».

A CENTO COL COLTELLO TRA I DENTI. «Veniamo da una discreta settimana di lavoro, non possiamo lamentarci. L’unico che è ancora in gestione è Benvenuti. Il ginocchio di Lorenzo va ‘centellinato’, poiché, in sostanza, è stato due mesi immobilizzato. Non riesce ancora a lavorare come gli altri, ma mi auguro che possa riproporre perlomeno la partita positiva di una settimana fa. Come si supera Cento? Il loro sistema difensivo è più o meno definito. Tendono cioè a chiudere l’area, stando molto ‘stretti’ tra loro. Da parte nostra, sarà fondamentale mantenere un certo ritmo di circolazione della palla per metterli in difficoltà».

LE FATICHE A RIMBALZO. «La lotta sotto canestro sarà un aspetto fondamentale della partita di Cento e, in generale, delle prossime uscite. Per conformazione non siamo super atletici – come non lo eravamo gli scorsi anni –, ma possiamo mettere chili in campo. Possiamo quindi lavorare sul tagliafuori, ad esempio. Con Verona è un aspetto che è mancato e va allenato giornalmente. Resta il fatto che, considerando anche l’innesto di Rush e il recupero di Benvenuti, siamo una squadra che si può far valere».

CAPITOLO MERCATO. «Stiamo cercando di trovare un degno sostituto di Hayes, anziché prendere il primo che capita. Pur coscienti di correre il rischio di perdere un po’ di tempo. Questa è la nostra posizione. Ci siamo posti una deadline ‘immaginaria’, nel senso che non andremo avanti a oltranza senza un giocatore e, a un certo punto, prenderemo il meglio a disposizione. Che è poi ciò che ha fatto Cantù: non ha potuto prendere ciò che cercava, ma si è accontentata».

IL CALENDARIO È TIRANNO, MA… «Il tempo stringe, senza dubbio. È facile pensare che le prossime due-tre partite non avremo ancora il nuovo giocatore, considerando la gara contro San Severo e poi l’infrasettimanale con Chieti. Pur trovandolo ipoteticamente oggi, non potrà essere qui prima di una settimana circa, con i tempi burocratici richiesti dalla concessione del visto. È comunque un rischio calcolato. Non dobbiamo dimenticare che da qui all’inizio dei playoff mancano ancora 17 partite. Siamo a febbraio e psicologicamente sembra che il campionato non sia agli sgoccioli ma quasi, in realtà non siamo ancora nemmeno a metà della regular season».