Dell’Agnello: «Occhio alla ‘corsa’ di Latina. Ma ora la mia Forlì è al completo»

Con le fatiche del confronto con Ravenna ancora sulle gambe, per la Pallacanestro 2.015 è già tempo di tornare sul parquet. Il calendario non concede tregua e ad attendere Giachetti e compagni c’è subito Latina – freschissima, al contrario: non gioca dal 20 febbraio scorso –, pronta ad ospitare i biancorossi al PalaBianchini (palla a due alle ore 18 di domenica). Torpedone biancorosso che si metterà in marcia alla volta del Lazio già nel pomeriggio di sabato, portando finalmente con sé l’ultimo arrivato Kalin Lucas, pronto per l’atteso esordio in maglia Unieuro. Così, alla vigilia del prossimo impegno di campionato, a coach Sandro Dell’Agnello non mancano di certo temi da affrontare sul presente e sul futuro della compagine forlivese.

ULTIMO SGUARDO SUL DERBY. «Veniamo da una partita ruvida contro l’OraSì, in cui nessuna delle due squadre accettava la sconfitta. Fondamentalmente abbiamo lasciato per strada i due punti a causa di un paio di aspetti. Le nostre banali palle perse a metà campo dopo ottime difese, nel corso dell’ultima frazione. Ma anche e soprattutto per la bomba di Tilghman a giochi rotti a 45″ dalla fine, sul -1. Su questo purtroppo non potevamo ‘intervenire’. Poi, chiaramente, col 17% dall’arco vincere è sempre faticoso. Dispiace per il risultato, ma il ko non ci ha demoralizzato».

UNIEURO NON-STOP. «Giovedì con Ravenna, ora subito a Latina: non abbiamo preso respiro in queste ore. Torniamo ad allenarci un po’ nel pomeriggio di sabato, chiaramente venerdì non abbiamo fatto nulla in palestra. In tutto ciò, a Faenza la squadra ha dimostrato di essere viva e determinata, con la giusta dose di arrabbiatura, nonostante la situazione emergenziale. L’obiettivo, ora, è di trovare per strada qualche canestro facile in più nel corso della partita, oltre ovviamente ad inserire Lucas nei nostri meccanismi».

FINALMENTE KALIN. «A Latina senza dubbio lo butterò nella mischia. Purtroppo atleticamente non è al 100%, dal momento che quando è arrivato a Forlì, ormai un paio di settimane fa, era un po’ giù fisicamente. Ha avuto a che fare col Covid tra dicembre e gennaio, poi il recupero è stato un po’ tribolato e quindi ha lasciato la squadra turca. È in una condizione fisica che oserei dire medio-buona, ma non ottima. Per questo dobbiamo innanzitutto recuperarlo fisicamente, quindi, parallelamente, inserirlo nei nostri giochi».

COSA CAMBIA CON LUCAS? «Rivestirà certamente un ruolo importante per noi, sarà un protagonista. In prima battuta per il ‘puro’ coinvolgimento offensivo, ma anche perché, essendo un ‘1-2′, potrà portar palla e quindi essere un po’ il faro della squadra. Ci porterà punti, ma non dobbiamo passare da un estremo all’altro. Non dobbiamo cioè fermarci e guardare Kalin, ma i ragazzi dovranno dimostrarsi dinamici, adattandosi e facendosi sempre trovare pronti. Certamente sarà un’arma fondamentale per noi, anche perché chi ha dovuto fare la ‘prima punta’ in questi mesi, non essendolo propriamente, tornerà al proprio ‘ruolo’. Nondimeno, naturalmente, il ‘range’ del minutaggio individuale andava sempre a farsi benedire».

PUNTO DI (RI)PARTENZA. «Per noi a Latina inizia un nuovo campionato. Ci saremo tutti e finalmente torneremo ad una rotazione a nove uomini, più Bandini e Ndour, che ci eviterà quantomeno di arrivare al 40′ ‘spompati’. È dal 14 novembre che non scendiamo in campo al completo. Dovremo cercare di prendere le squadre che ci precedono, tenendo conto che prima dei playoff ci attendono 12 partite mentre ad alcuni avversari ne mancano soltanto 10. I nostri margini di crescita? In attacco mi aspetto senza dubbio qualcosa in più, pur considerando che dovremo cambiare il nostro modo di giocare per la terza volta. Dobbiamo aumentare la produttività collettiva, cercando di sveltire la nostra manovra. Al contempo, mi tengo la ritrovata solidità difensiva, che, sperando di esserci sempre tutti, non dovremo disperdere».

FOCUS LATINA. «I pontini sono una squadra diametralmente opposta a Ravenna. Se i bizantini sono maggiormente ‘statici’, gli uomini di Gramenzi corrono molto e tendono a tirare da fuori. Uno stile di gioco del tutto diverso. Dovremo cercare di non concedergli troppe transizioni e limitarli nelle conclusioni da 3. Per riuscirvi, sarà determinante non perdere stupidamente possessi, come avvenuto nell’ultima uscita».

I PROGRESSI DI PULLAZI. «Rei nell’ultimo mese è cresciuto tanto. Ha ottimi numeri, ma credo che questo venga un attimo in secondo piano, perché è proprio cambiato il suo modo di giocare. È affidabile, ci mette energia e ci assicura un certo rendimento: è tutt’altro giocatore. Probabilmente non era abituato a giocare in questo modo e ha impiegato tempo per ambientarsi, ma ora è riuscito ad alzare l’asticella e ha trovato il ritmo di una squadra che vuole vincere. Siamo molto contenti di questo».