Dell’Agnello ormai vede una squadra “Sandrokanizzata”

Parti male e chiudi in trionfo: per Sandro Dell’Agnello e la sua Unieuro la quarta vittoria consecutiva è il segnale di un carattere ormai molto vicino a quello che “El Grinta” o “Sandrokan” che dir si voglia, aveva nella sua fulgida carriera da giocatore e che ha continuato a dimostrare, poi, come allenatore. Al di là di una classifica che ora brilla veramente, è questo l’aspetto che induce alla fiducia in vista del doppio derby in trasferta che attende i biancorossi prima della fine del 2019.

«Abbiamo battuto una squadra che aveva vinto cinque delle ultime sei gare ed era, alla prova dei fatti, la più in forma del campionato. L’abbiamo fatto con una panchina che ha realizzato più punti dei giocatori del quintetto a dimostrazione che non conta chi parte, ma che si possa ruotare tanti uomini importanti a partire da Giachetti che è un finto non-titolare. E poi abbiamo vinto concedendo appena 24 punti nella ripresa che è qualcosa di eccezionale per i miei giocatori e di cui dobbiamo essere soddisfatti».

Il tutto dopo un primo parziale che aveva allarmato. Il coach ne spiega le ragioni.

«L’aspetto negativo è il primo periodo, ma il problema solo all’apparenza era difensivo. In realtà era in attacco dove per 13-14 minuti abbiamo sbagliato ritmo prendendo tiri che non stavano né in cielo né in terra esponendoci al contropiede di Piacenza e perdendo equilibrio. Potevamo pagarlo caro, ma poi siamo stati bravi a cambiare pelle».

E’ stata anche la domenica di Tommaso Oxilia e il tecnico biancorosso si unisce alla soddisfazione generale di società e tifoseria.

«Siamo molto contenti che sia rientrato. In questo momento il più felice è lui, sta bene e se certamente deve ritrovare un po’ di ritmo e un po’ di forma, già oggi ha fatto cose molto importanti e sicuramente sarà una risorsa in più per noi. L’ho inserito in una fase difficile, ma quando nella testa presumi che ti possa dare una mano, devi metterlo quando ancora non volano i cazzotti veri. Faccio l’esempio del pugilato: non lo inserisci alla sesta ripresa, ma alla prima così se prendi due pugni, ti svegli subito. Era quello che dovevamo fare con lui. Sapevamo che poteva darci dei minuti ed era giusto inserirlo il prima possibile per farlo entrare in ritmo partita».

Ultima annotazione su Jacopo Giachetti. Straordinario, fondamentale, ma non è che in certi momenti, come nel terzo periodo, ci sia “troppo Giachetti” a scapito degli altri?

«Era stata preparata. Piacenza fa una difesa molto contenitiva in certe situazioni e Jacopo ha mille doti di cui la maggiore è il palleggio-arresto-tiro e abbiamo cercato di metterlo nelle condizioni di poterlo fare o, al limite, andare al ferro con la mano destra. Fortunatamente ci siamo riusciti diverse volte e lui è stato bravissimo ad approfittarne e a fare canestro».