Unieuro prenditutto: vittoria di carattere su Piacenza e pass per le Final Eight

La magia del Natale in arrivo invade Forlì e l’Unieuro Arena. Sì, perché l’Immacolata regala ai biancorossi una domenica dal sapore dolcissimo. L’Unieuro ribalta infatti Piacenza nel secondo tempo del match, fa sua con merito la partita e fa un gran bel passo in avanti per conquistare l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia (occorrerà attendere i conti della Lega per averne contezza), la prima volta dal ritorno in serie A2. E per un soffio sfugge pure l’aggancio alla vetta, considerando la vittoria sulla sirena di Ravenna a Mantova. Ci sarà tempo per toccare con mano anche il primo posto: per il momento prendiamoci su la coppa di inizio marzo (a Forlì?).

L’81-67 con cui Forlì si è sbarazzata dell’Assigeco, ad ogni modo, non rende certo onore a quanto visto in campo. Perché gli uomini di Sandro Dell’Agnello, ‘rinforzati’ dall’atteso rientro in campo di Oxilia, hanno vissuto una prima parte di gara a dir poco buia, riuscendo a restare aggrappati alla partita con le unghie e con i denti. Nei primi 20′, infatti, l’Unieuro non ha trovato modo di ‘rompere’ l’aggressiva difesa piacentina, di fatto la zona attuata da coach Ceccarelli e come attaccarla erano rebus irrisolvibili. Tutto più facile, poi, nel secondo tempo, quando Forlì ha alzato il ritmo – prima, al contrario, vi era una certa tendenza ad adeguarsi alle marce basse avversarie – e si è fatta sentire sotto le plance, acchiappando rimbalzi con energia e spingendo il piede sull’acceleratore con transizioni veloci ed efficaci. Qui la partita è svoltata, nonostante Piacenza sia comunque rimasta in gara fino al 27′: da quel momento, con un break complessivo di 24-5, i biancorossi hanno rotto definitivamente gli equilibri.

Partenza sprint da parte dei padroni di casa, che si aggrappano letteralmente all’attività offensiva di Erik Rush e dopo 2″55 volano sul 9-6 con l’1/2 dalla lunetta dell’ex Ferrara, autore ‘in solitaria’ dei primi 9 punti del match forlivese. La luce biancorossa, però, si spegne improvvisamente ed inspiegabilmente. All’Unieuro vengono infatti fischiati due falli antisportivi nel giro di due possessi, prima a Marini poi a Watson (fischio decisamente dubbio per non dire inesistente, perlomeno in quanto a ‘gravità’ del fallo), con Piacenza che sfrutta alla grande il favore e mette la testa avanti sul 9-12. Forlì fatica incredibilmente ad attaccare la zona Assigeco, ad imbastire trame di gioco nella metà campo avversaria, e così la fisicità avversaria continua a fare il buono e cattivo tempo: break di 0-13 e gli emiliani, al 7′, sono già in doppia cifra di vantaggio (9-19). Il ritorno in campo di Tommaso Oxilia porta una fugace ventata di aria fresca ai padroni di casa, ma è soprattutto l’ingresso del piacentino Andy Ogide ad incidere maggiormente, perché Piacenza continua a menare le danze e arriva a toccare il +13 (13-26) in avvio di seconda frazione col decimo punto della partita del lungo americano.

Per l’Unieuro sono invece lunghi, interminabili minuti di grande fatica sul fronte offensivo, ritrovando la via della retina dal campo soltanto dopo 45″ nel secondo quarto con Watson: conclusioni forlivesi sbilenche per ben 7’50” complessivi, dunque, col 18% al tiro del primo quarto che fotografa al meglio la situazione. Petrovic, poco più tardi, accorcia fino al -8 (20-28) con un bel 2+1, dando il ‘la’ ad una lunga fase di equilibrio. In cui Forlì prova a svoltarla entrando a canestro (ma con una difesa così grossa, intensa e lunga è impresa ardua) e trovando punti pesanti da Giachetti, mentre Piacenza prende forza vincendo con una certa costanza la lotta sotto le plance e a 16’10” è ancora avanti con una certa tranquillità (28-35). La tripla di Rush e il 2/2 del ‘solito’ Giachetti svegliano l’Unieuro Arena e riportano per la prima volta i biancorossi in partita (33-35, 17’50”), ma ci pensano Hall e un fantasmagorico 3+1 di Santiangeli a fissare il punteggio sul meritato 35-43 piacentino.

Il terzo periodo forlivese, però, è di tutt’altra pasta. Certo, il rientro dagli spogliatoi non è dei più positivi, perché un paio di scelte sbagliate e il terzo fallo di Watson consentono a Piacenza di tornare di nuovo avanti in doppia cifra (37-48). Però sale ben presto in cattedra, nel vero senso della parole, Jacopo Giachetti, autore di un terzo quarto di altissimo livello. Il playmaker livornese segna 10 punti filati, quindi arma la mano di Marini che da dietro l’arco infila il primo canestro della sua partita e a 24’50” ribalta inerzia e punteggio: break di 13-0 Unieuro e +2 sul 50-48. Un vantaggio Forlì imperniato principalmente intorno ad una difesa intensa e precisa, tra recuperi e finalmente una certa consistenza pure a rimbalzo. Piacenza non ci sta e risponde colpo su colpo con Ogide e Hall (55-56), proprio quando Marini combina una frittata che rischia di pregiudicare la partita dei forlivesi: fallo antisportivo su Santiangeli, il secondo della sua partita, ed espulsione per l’esterno abruzzese.

Unieuro che, in realtà, ha un autentico e portentoso moto d’orgoglio in seguito a tale episodio. Con Rush ed un Benvenuti che sfrutta alla grande gli assist di Giachetti, i biancorossi costruiscono un break di 6-0 che, arrotondato poi da Bruttini e Watson, li fa volare sul +6 (65-59) in apertura di ultimo quarto. Piacenza è completamente al tappeto: zero energie, attacchi del tutto ‘disgregati’, una difesa che si scioglie come burro dinanzi ad ogni attacco avversario. L’Assigeco va a segno una volta dalla lunetta, ma soprattutto il primo canestro dal campo dell’ultima frazione arriva soltanto al 38′. Nel mezzo, per Forlì è un gioco da ragazzi piazzare lo strappo decisivo, trovando punti da tutti e piazzando un ‘facile’ parziale, questo volta ben più sostanzioso (14-0) che vale il +18 (79-61) con 3′ ancora da giocare. All’Unieuro Arena è diventata una non competitiva: game, set and match.

Unieuro Forlì – Assigeco Piacenza
(13-24, 35-43, 63-59)

FORLÌ – Rush 21 (3/4, 4/10), Kitsing (0/1 da 3), Giachetti 25 (5/9, 1/2), Campori (0/1 da 3), Watson 10 (4/6, 0/3), Petrovic 8 (2/3, 1/2), Marini 3 (0/2, 1/3), Dilas, Bandini (0/1), Oxilia 2 (0/3), Benvenuti 7 (2/6, 0/2), Bruttini 5 (2/3, 0/1). All. Dell’Agnello.

Tiri da 2: 18/37 (49%) – Tiri da 3: 7/25 (28%) – Tiri Liberi: 24/27 (89%) – Rimbalzi: 39, offensivi 14 – Palle perse: 11 – Fuori per Falli: Watson – Espulso: Marini per doppio antisportivo

PIACENZA – Montanari ne, Ogide 16 (3/7, 2/7), Molinaro 2 (1/1), Rota (0/3 da 3), Gasparin 5 (0/1, 1/1), Piccoli 16 (5/6, 0/2), Ihedioha (0/4, 0/1), Ferraro, Santiangeli 12 (3/7, 1/7), Hall 16 (4/6, 2/8). All. Ceccarelli.

Tiri da 2: 16/32 (50%) – Tiri da 3: 6/29 (21%) – Tiri Liberi: 17/18 (94%) – Rimbalzi: 38, offensivi 13 – Palle perse: 20 – Fuori per Falli: Ogide

LE PAGELLE

Rush 8 – Monopolizza letteralmente l’avvio di partita offensivo della Pallacanestro 2.015, quindi si mette ‘a sedere’ rimboccandosi le maniche in difesa contro Hall e compagnia con grande energia ed efficacia. Nel mezzo, in realtà, continua pure a bersagliare la difesa piacentina a suon di triple. Eccellente lavoro.

Kitsing sv – Una tripla che entra ed esce nel secondo periodo, poi spiccioli di partita nel finale a giochi chiusi.

Giachetti 8,5 – Prestazione d’altri tempi per il capitano biancorosso, ancora una volta. È lui il vero piede di porco che ha scardinato Piacenza, mandando a bersaglio 13 dei 28 punti del terzo quarto forlivese con entrate a canestro che prendono costantemente d’infilata la difesa piacentina. Parallelamente, anche tanto lavoro per i compagni, distribuendo cioccolatini che spesso non riescono però a scartare.

Campori sv – Al contrario delle ultime uscite, non è stata la sua partita. Partenza in quintetto, poi un minuto e poco più soltanto nel finale.

Watson 6 – Fino all’intervallo si adegua ai canoni della squadra: inconcludente e scarso spirito. Copione che non cambia nemmeno nel terzo periodo, quando Dell’Agnello lo panchina dopo pochi minuti e mogio mogio resta a guardare i compagni a braccia incrociate. Nell’ultima frazione, però, l’ha girata anche e soprattutto lui, con 6 punti e prendendo tra le mani le redini della squadra.

Petrovic 7 – La prima ‘vera’ partita in maglia Forlì. Disputa 15′ di sostanza ed energia, rivelandosi un’arma efficace anche sul fronte offensivo. Segna la tripla che affonda Piacenza.

Marini 5 – Non è un momento facile per lui e lo si nota facilmente dal linguaggio del corpo e soprattuto del volto. È palese quando, al primo canestro del suo match dopo 26′, i compagni lo festeggiano come fosse il tiro della vittoria. Prima dell’espulsione che rovina tutto ci sono anche un paio di buoni segnali incoraggianti in difesa, decisamente apprezzati anche da Dell’Agnello. Ancora, però, non basta.

Oxilia 6,5 – L’innesto in corsa della Pallacanestro 2.015, finalmente torna sul parquet dopo un infinito calvario in seguito all’infortunio al ginocchio. Deve ancora fisiologicamente trovare ritmo partita e riprendere feeling con i contatti di gioco e l’intensità della partita. Ma sta in campo 17′ alla grande e lancia ottimi segnali.

Benvenuti 6,5 – Tanto lavoro sporco in difesa, lotta e battaglia agonistica contro i temibili lunghi piacentini. Potrebbe forse dare qualcosina di più in attacco (2/8 al tiro, le assistenza di Giachetti non sfruttate al meglio), ma sotto canestro è un baluardo. Anche 7 rimbalzi all’attivo.

Bruttini 6,5 – Come il compagno di reparto, anche se il primo tempo è stato di una sofferenza ancor maggiore. Alla fine, ad ogni modo, fa ampiamente il suo, perché capisce di non poter dare una grossa mano nella metà campo avversaria e sigilla il suo di pitturato acchiappando pure 10 rimbalzi.

Dilas, Bandini sv