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Con due ko consecutivi sul groppone – l’ultimo dei quali particolarmente bruciante –, la Pallacanestro 2.015 deve rialzare la testa in casa di Chiusi. È a tutti gli effetti uno scontro diretto in zona playoff, quello contro la neopromossa toscana, che la compagine romagnola affronterà ancora una volta in una situazione di roster particolarmente complessa. Priva di Benvenuti (difficile rivederlo in campo almeno fino a metà gennaio, nella più rosea delle previsioni) e di Hayes (se ne riparla settimana prossima), Forlì è davvero costretta a leccarsi le ferite in quanto ad infortuni ed ‘inciampi’ fisici. Alla vigilia del match, coach Sandro Dell’Agnello non nasconde le difficoltà incontrate in palestra durante le ultime settimane.

UNA CAPORETTO IN VIA PUNTA DI FERRO. «Al netto dell’assenza prolungata di Benvenuti, vorrei fare il punto della situazione della squadra. Non mi soffermo mai troppo su acciacchi e infortuni, ma in questo momento credo sia corretto farlo. La verità è che da tre settimane a questa parte, dal dopo Scafati, ci alleniamo in sei o sette effettivi (da lunedì 15 novembre in poi, mai un allenamento al completo, ndr). Per poter fare cinque-contro-cinque in allenamento, siamo costretti ad attingere costantemente agli Under 19, che non sempre possiamo convocare a causa delle problematiche Covid a scuola. Con questo voglio dire che siamo una buona squadra, perché al completo abbiamo vinto cinque partite su sette. L’ultima di queste, l’ottima prestazione contro la capolista Scafati, l’abbiamo disputata appena venti giorni fa, non quindici anni fa. Il problema è che stiamo vivendo davvero una situazione d’emergenza. Non ci possiamo allenare bene e non possiamo essere efficienti la domenica. Questa è la situazione reale».

LA SOLUZIONE. «Cosa possiamo fare ora? Resistere e combattere. Aggiungo che sul ‘combattere’ non si transige, cosa che invece nel finale contro Latina non è avvenuto. Ci siamo dati qualche ‘cazzotto’ da soli, passando in mano il pallone agli avversari e facendoci prendere d’infilata in contropiede. Questo non deve succedere. È assolutamente un nostro difetto. Però abbiamo bisogno di allenarci, e se riusciamo a farlo soltanto con cinque senior e cinque giovani, non ci alleniamo. E purtroppo è ciò che abbiamo giocoforza fatto lungamente in questo periodo. L’ultimo ostacolo ha riguardato Bruttini, che ha saltato gli allenamenti di giovedì e venerdì a causa di un virus gastrointestinale. Torna in palestra soltanto oggi (sabato, ndr) e vediamo in che condizioni sarà per Chiusi. Tutti, tra ‘campo’ e società, ci rendiamo conto che siamo davvero in emergenza».

CI SI GUARDA INTORNO? «Faccio l’allenatore, quindi se riuscissimo ad aggiungere qualcuno, sarei solo contento. Ne abbiamo parlato e ne riparleremo col nostro general manager, ma, ad oggi, non saprei dire cosa faremo, innanzitutto perché il mercato purtroppo offre ben poco. Non è che la scelta sia scarsa, è che davvero non c’è scelta. Il reparto esterni, col rientro di Hayes, resta competitivo. Nel reparto lunghi, soprattutto senza Benvenuti, iniziamo ad essere corti e limitati. Però, ripeto, avremmo innanzitutto bisogno di essere al completo in palestra».

TESTA A CHIUSI. «È una squadra che ha centimetri. Noi saremo pochi e dovremo inventarci qualcosa per affrontarli. Abbiamo preparato qualche soluzione, più a livello teorico che pratico, considerando i nostri problemi in allenamento. Saranno mosse un po’ più ‘conservative’, ma è inevitabile: non è questa la partita per pressare e raddoppiare. Bisognerà tenere duro a rimbalzo, sfruttando anche le nostre guardie, che dovranno darci una grossa mano. Sono convinto che possiamo fare una partita sufficiente per riuscire a vincere. Ne sono stracerto. Perché con Latina siamo stati brutti, ma nelle due partite prima, soltanto due settimane fa, siamo stati molto buoni. Dopo Verona, abbiamo fatto quattro partite in crescendo, progressi che ora si sono bruscamente interrotti. Credo che un’analisi oggettiva sia questa».

IL PUNTO SU HAYES. «Ha cominciato finalmente a lavorare. Lo continuerà a fare anche in questo fine settimana in palestra, con Ruggeri e Borra, poi verrà con noi a Chiusi. Lunedì lavorerà poi ancora individualmente, con l’auspicio che, seguendo il programma stilato, martedì possa tornare gradatamente in gruppo. Incrociando le dita, sabato prossimo a Roma ci sarà. Sempre considerando che ha saltato a pie’ pari tre settimane. Francamente, Kenny in campo ci cambia la vita, e credo lo abbia dimostrato. Ha sempre fatto 20 punti  a partita senza accentrare troppo il gioco. Inoltre, nei momenti di impasse sa prendersi palla e far da sé. Senza dimenticare che, oltre far canestro, apre parecchio spazio anche per i compagni».