Brutti, sporchi e cattivi, ma maledettamente efficaci e soprattutto vincenti. Si può riassumere così il successo della Pallacanestro 2.015 sul campo di Roseto, maturato soltanto nel corso di un ultimo periodo in cui Forlì ha riscattato una prima parte di gara completamente da dimenticare e poi rimessa sui binari giusti soltanto al rientro dalla pausa lunga.
Vittoria che rende a dir poco soddisfatto e felice anche coach Sandro Dell’Agnello, tecnico forlivese. «Mi immaginavo una partita del genere – spiega –, cattiva e un po’ sporca e siamo venuti a Roseto con l’idea di rimboccarci le maniche e ‘darci dentro’. Temevo questa sfida in Abruzzo. Nel primo tempo non siamo però stati ripagati abbastanza di quanto fatto e prodotto. Questo perché non abbiamo quasi mai segnato. Nei secondi 20’, invece, l’abbiamo ‘girata’ subendo soltanto 22 punti, grazie a un miglior controllo dell’area contro i loro centimetri e contro la loro forza e atletismo. Nel quarto periodo, poi, abbiamo prevalso definitivamente con la personalità dei ragazzi, che non hanno sbagliato nulla: né scelte né tantomeno tiri, mentre prima non sbagliavamo scelte ma i tiri sì».
Dell’Agnello che poi ‘legge’ il match sotto un’ulteriore interessante chiave. «Al di là del successo e dei due punti importantissimi, questa vittoria ci fa compiere ben due passi avanti. Perché l’abbiamo vinta dopo aver lottato, sbuffato e sudato. Brillando solo a tratti, sì, ma provandoci con grande costanza. Una partita così non l’avevamo ancora vinta e tutto ciò mi rende molto soddisfatto».