Arriva la terza vittoria di fila per la Pallacanestro 2.015, che, al termine di un match decisamente ‘bruttino’ per tre quarti, vìola il PalaMaggetti di Roseto disputando un’ultima frazione di livello che ha ‘spaccato’ in due la partita. Certo, i padroni di casa ci hanno ampiamente messo del loro, ma negli ultimi 10′ si è in parte rivista quella Forlì che sette giorni prima aveva letteralmente distrutto Verona. Numbers don’t lie, i numeri non mentono: 0-16 di parziale nell’ultimo quarto, poi ‘corretto’ fino a 3-25, con Roseto capace di segnare appena 13 punti in 16′.
Prima, però, c’è stata anche tanta ‘sofferenza’ nel saper prendere le misure agli avversari, specie in un secondo periodo da dimenticare su tutto il fronte. Ma andiamo oltre e prendiamo su questi (doverosi) punti di platino, che consentono a Forlì, priva di Ndoja, di tenere il passo della capolista solitaria Ravenna e gettarsi al suo inseguimento con un plotone compatto a quota 14 punti composto anche da Mantova, Piacenza (sbarcherà domenica prossima all’Unieuro Arena) e Verona. Senza dimenticare, poi, la vera e propria lotta per le Final Eight di Coppa Italia, quando mancano appena due turni al giro di boa.
Nella serata in cui torna a referto Tommaso Oxilia, la partenza dei biancorossi è positiva, col canestro di Benvenuti e la tripla di Marini che segnano lo 0-5 iniziale. Altrettanto buona poi anche la manovra difensiva, che ‘porta’ Roseto a sbloccarsi dopo ben 3’30” di gioco. Forlì, col senno di poi, non sa approfittare dei primi 5′ di gara – ben contenuti anche dalla difesa a zona abruzzese, va detto – per prendere un minimo di vantaggio, perché poi i padroni di casa entrano in ritmo, sono energici e al 7′ mettono la freccia sul 10-9. L’Unieuro risponde con Watson, che con un moto d’orgoglio dopo uno 0/2 dalla lunetta riporta avanti i suoi, ma è un brevissimo sussulto e nulla più. Dall’altra parte, infatti, Lattin e soprattutto Bayehe sono un rebus indecifrabile. Tutte le giocate offensive degli Sharks passano dall’atletismo e dalla forza fisica sotto canestro (approfittando di un Bruttini rivedibile), che valgono il primo vero allungo del match, nella prima metà del secondo quarto, sul +7 (24-17). Il tabellino dello stesso Bayehe, qui, la dice lunga: 9 punti e 10 rimbalzi, di cui ben 5 offensivi. Forlì rialza la testa con l’1/2 di Benvenuti a 14’40”, ma sono Pierich dalla lunga distanza e Mouaha a tenerla di nuovo a distanza di sicurezza (29-20). Per i biancorossi è notte fonda, nulla ‘funziona’ a dovere (1/10 da 3, Marini già a 3 falli) ed è il solo lungo ex Bergamo a salvare il salvabile nelle vesti di unico realizzatore (7 dei 12 punti del secondo periodo). Perlomeno prima del rivitalizzante ingresso di Petrovic che manda a bersaglio 5 punti e fissa il punteggio sul 33-27 prima della pausa lunga, in una prima parte di gara ricca di incognite e punti interrogativi per gli uomini di Dell’Agnello.
Al rientro dagli spogliatoi è tutt’altra Pallacanestro 2.015. Fuori Watson e Marini, occhi della tigre, difesa intensa e ‘agile’ e, con un break di 0-8, in soli 4’10” Forlì ribalta punteggio (34-35) e inerzia. Protagonista del parziale, come avvenuto più e più volte nelle ultime uscite, anche Luca Campori, ancora una volta energico ed abile a togliere ‘respiro’ agli avversari. Dopo il timeout chiamato da coach D’Arcangeli, Roseto rialza la testa con Canka e Bayehe (38-35, 25’15”), quindi l’Unieuro si ricorda di avere a disposizione anche Erik Rush, che ritrova la retina dopo una lunghissima astinenza da 1/8 al tiro. Il finale di terza frazione è una mezza disperazione biancorossa: quarto per fallo per Marini a 28’20”, poi ci pensano Mouaha e Canka a dare una nuova mini-spallata per il +5 (46-41). Ma è questo l’ultimo ‘sprint’ degli squali abruzzesi, perché poi la quarta frazione è un autentico collasso verticale. Dopo soli 55″ di gioco, infatti, Pierich esce per falli, dopo 1’50” – con Forlì che intanto ha già messo la freccia con Watson (46-47) – Roseto ha già terminato il bonus. Aggiungendo a tutto ciò una difesa avversaria a dir poco permissiva, l’Unieuro, ora sì solida in difesa e finalmente precisa in attacco, ha vita a dir poco semplice nel prendere il largo e non voltarsi più indietro. Giachetti manda a bersaglio due triple di fila che valgono la prima doppia cifra di vantaggio del match (46-57) a 34’30”, quindi Rush replica l’operato del capitano e sigilla il +16 (47-63) che a 35’45” fa calare la saracinesca sul match sulle ali di un break forlivese mortifero.
Sapori Veri Roseto – Unieuro Forlì 56 – 69
(16-15, 34-27, 46-41)
ROSETO – Fokou, Lattin 11 (5/9), Giordano 1 (0/2 da 3), Menalo 2 (1/4), De Fabritiis (0/2, 0/4), Mouaha 8 (3/6, 0/1), Canka (3/6, 0/1), Nikolic 7 (1/4, 0/2), Oliva (0/1, 0/2), Ciribeni ne, Bayehe 14 (5/8, 1/3), Pierich 5 (1/2, 1/4). All. D’Arcangeli.
Tiri da 2: 19/42 (45%) – Tiri da 3: 2/19 (11%) – Tiri Liberi: 12/17 (71%) – Rimbalzi: 39, offensivi 12 – Palle perse: 17 – Fuori per Falli: Pierich
FORLÌ – Rush 15 (3/8, 3/7), Kitsing (0/2 da 3), Giachetti 12 (3/3, 2/4), Campori 5 (1/1, 1/2), Watson 6 (2/6, 0/2), Petrovic 8 (1/3, 2/2), Marini 4 (0/2, 1/4), Cinti ne, Dilas ne, Oxilia ne, Benvenuti 15 (7/9, 0/1), Bruttini 4 (1/3). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 18/35 (51%) – Tiri da 3: 9/24 (38%) – Tiri Liberi: 6/11 (55%) – Rimbalzi: 39, offensivi 9 – Palle perse: 16 – Fuori per Falli: Benvenuti

LE PAGELLE
Rush 6,5 – Prova da dimenticare (se non altro sul fronte offensivo) per 25′ abbondanti, poi rialza la testa mandando a bersaglio il secondo canestro della sua partita e da quel momento si rianima. Nell’ultimo quarto è pressoché una certezza al tiro e sigla le due triple consecutive che inchiodano Roseto sul -16 regalando ai suoi la vittoria. Bene anche in difesa nel finale, non che fosse troppo complicato…
Kitsing sv – In 6′ ci prova due volte dall’arco senza vedere la retina.
Giachetti 7 – Altra prova da incorniciare per il capitano, il migliore dei suoi anche in quanto a continuità nell’arco della partita. Una spina nel fianco della difesa rosetana, sia in proprio che mettendo in ritmo i compagni. Chiude in doppia cifra (tirando bene, peraltro: 5/7 dal campo) e con due triple regala ai suoi la doppia cifra di vantaggio a metà ultimo quarto.
Campori 7 – ‘Sotto-utilizzato’ da Dell’Agnello nella prima parte di gara? Probabilmente sì. Perché, subito in campo al rientro dagli spogliatoi, mostra la solita faccia tosta nella propria metà campo, ‘piazza’ difese da veterano e si fa sentire anche sotto le plance. Segna poi anche i primi punti della sua stagione, chiudendo a quota 5 in 20′ tondi di impiego. Ormai ma non è più una sorpresa bensì un autentico fattore quando c’è da stringere i bulloni dietro. +23 di plus/minus.
Watson 5,5 – Ci prova e si ‘sbatte’ come suo solito, pur non riuscendo mai a trovare il bandolo della matassa. Ma, ripetiamo, a differenza di altri prova a svoltare la sua partita in ogni salsa. Spesso forzando e cercando linee di passaggio che neppure Mago Merlino vedrebbe, va detto. Nell’ultima frazione tiene però le redini della squadra, mettendosi al servizio dei compagni e ‘smazza’ 9 assist.
Petrovic 6,5 – Chiamato agli ‘straordinari’ in virtù dell’assenza di Ndoja, fa ampiamente il suo nei 17′ giocati. Bene in difesa contro i lunghi avversari e a rimbalzo (6 carambole acchiappate), segnando inoltre due canestri che tengono a contatto Forlì prima della pausa lunga.
Marini 4 – Come i punti della sua partita. Ecco, a differenza di Watson lui non si sbatte e, anzi, a tratti è quasi irritante. Ha l’attenuante di giocare da rosetano ‘doc’, d’accordo, ma una partita di questo tipo è inconcepibile. Una tripla in avvio e poi il nulla, solo falli e nervosismo ‘figli’ di un volto contratto e occhi sempre bassi. Pier, abbiamo bisogno di te.
Benvenuti 6,5 – È l’unico dei suoi a tenere a galla la ‘baracca’ nel primo tempo: nel secondo quarto, di fatto, segna soltanto lui. Poi si posiziona nelle retrovie del gruppo e inizia a lavorare sporco, mettendo la museruola ad un Bayehe inizialmente dominante. Esce per falli, sintomo di una partita di estrema sostanza e intensità.
Bruttini 6 – Stesso discorso fatto per il compagno di reparto, non fosse che in avvio il rosetano Lattin (già tagliato) gigioneggia e fa un po’ ciò che gli pare e piace e subisce l’atletismo abruzzese. Nella seconda parte di gara, però, l’ex Capo d’Orlando mette le cose in chiaro e sigilla il pitturato (9 rimbalzi).