È Landi il colpaccio della PF: «Cara Forlì, ci sarà da divertirsi»

Rispettati in pieno i pronostici della vigilia: nessuna sorpresa nella diretta social della Pallacanestro 2.015 e Renato Pasquali dal suo cilindro estrae Aristide Landi, da oggi a tutti gli effetti un nuovo giocatore biancorosso.

Reduce da una positiva stagione con la maglia di Pistoia in massima serie (7,1 punti e 3,6 rimbalzi in 17′), il classe ’94 potentino, particolarmente tecnico ma anche ‘muscolare’, si va così ad incasellare tra Nicola Natali e Davide Bruttini nel reparto lunghi Unieuro. Sarà il ‘5’ titolare di Dell’Agnello, ma un ‘5’ prettamente atipico, in grado di fornire quella bidimensionalità fondamentale per puntare ai vertici del prossimo campionato. «È successo tutto in poche ore – afferma Landi –. Una trattativa sviluppatasi molto velocemente e poi concretizzatasi negli scorsi giorni. Arrivo in una società molto solida, che mi ha convinto col suo progetto. Sono felice di vestire la maglia di Forlì e speriamo di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».

SULL’ARRIVO DI LANDI

Giancarlo Nicosanti (presidente): «Siamo molto contenti, perché Aristide sin dall’inizio del mercato era l’obiettivo numero uno indicato da Sandro e Renato per la squadra. È un ragazzo giovane, classe ’94, con esperienze importanti in A2 (ha vinto un campionato a Roma, ndr) e soprattutto viene dalla serie A. Non era semplice portarlo a Forlì, tante squadre avevano messo gli occhi su Aristide, ma siamo felici di esserci riusciti. Siamo un po’ entrati nel suo ‘cuore’ e non appena gli abbiamo prospettato le nostre idee, la trattativa è stata molto semplice e veloce. L’interesse è cominciato settimane fa, ma si è concretizzato soltanto oggi. E credo sia importante realizzare i propri obiettivi».

Renato Pasquali (gm): «È stata una blitzkrieg, una ‘guerra lampo’. Nel momento in cui ha dato la sua disponibilità, abbiamo impiegato poco tempo per accordarci. Sono contento di aver preso un giocatore che ha già vinto un campionato, perché questo è quello che serve. Sa cosa serve per vincere, sa come si vince. Si sposa molto bene col nostro progetto, ha mentalità giusta, fatta di lavoro e sacrificio, e si farà voler bene dal nostro pubblico. Abbiamo preso il meglio che potessimo aspettarci».

Sandro Dell’Agnello (allenatore): «Aristide era nei nostri pensieri già da tempo, ci sarebbe piaciuto inserirlo nella nostra idea di squadra sin da inizio mercato. Allora non era possibile farlo, perché il mercato era in evoluzione, ma oggi, quando si è presentata l’occasione, abbiamo ‘piazzato’ il blitz. Ho parlato con Aristide e abbiamo trovato unità d’intenti in un quarto d’ora. Sono contento possa essere con noi nelle prossime stagioni».

SULLA SCELTA DI FORLÌ

«Non nego che il mio procuratore mi avesse già parlato dell’interessamento di Forlì, che mi voleva a tutti i costi. Ho aspetto un po’ perché volevo valutare anche altro. Ma per come mi hanno parlato dell’ambiente, della società seria e solida, alla fine la firma è stata semplice. Cercavo un progetto importante, al di là della categoria, e vengo qua per riportare Forlì in serie A, non lo nego. Voglio vincere il campionato. Siamo una squadra ‘vera’, molto ben assortita e composta da giocatori esperti che creeranno ottimo gruppo. Non vedo l’ora di iniziare la stagione, davanti a un pubblico spettacolare».

SULLE SUE CARATTERISTICHE

«Porto grinta e voglia di lottare su tutti i palloni, ma anche certamente leadership. Mi piace dare sempre un consiglio in più a un compagno piuttosto che tenerlo per me, per creare un gruppo che remi sempre dalla stessa parte. Dovremo essere uniti in campo, perché parte tutto da lì. La serie A, del resto, si ottiene sempre con l’essere squadra, mai con i singoli. Ripeto, la squadra è fondamentale. Cosa mi porto dalla massima serie? Un gioco più veloce e atletico, alzatosi di livello. A Pistoia abbiamo lasciato un percorso a metà, poiché si è interrotto un campionato in cui stavamo facendo molto bene. Ma ora pensiamo solo e soltanto a Forlì, perché il prossimo anno ci sarà da divertirsi».

SULL’IMPIEGO IN CAMPO

Dell’Agnello: «Aristide ci dà una doppia dimensione importante. Ha tecnica e tiro per giocare da ‘4’, ma anche stazza fisica per essere il nostro pivot. Sicuramente verrà impiegato in tutti e due i ruoli, tenendo conto delle sue caratteristiche tecniche che vogliamo sfruttare al meglio. Quando giocherà da ‘5’ lo farà per aprire il campo e per gli avversari saranno problemi seri».

Landi: «Se vuoi arrivare al piano di sopra, devi avere questa doppia dimensione in squadra. Con Sandro ho già parlato e siamo totalmente sulla stessa lunghezza d’onda, vediamo la pallacanestro allo stesso modo. ‘Specializzarsi’ soltanto su un aspetto non basta».

Pasquali: «In serie A2 è più importante ‘buttarsi per terra’ e sbucciarsi i gomiti, piuttosto che saltare sopra il ferro. Conta avere mentalità e determinazione, capacità di combattere ed essere pronto quando conta. Tutte qualità che Aristide possiede. Ha capacità di adattarsi al gruppo che abbiamo messo insieme. Adesso bisogna solo andare in campo e dimostrarlo coi fatti».

UN TOP PLAYER PER LA PROMOZIONE?

Nicosanti: «Sicuramente è un giocatore importantissimo, però è complicato fare previsioni oggi. Non sappiamo quando partirà campionato e non conosciamo gli avversari, ci sono tante cose ancora da definire. Credo che dobbiamo partire con un un unico obiettivo: dimostrare in campo la stessa serietà che la nostra società sta dimostrando, come ‘esempio’, con i giocatori che arrivano a Forlì. Se saremo una squadra vera, come ha detto Aristide, non ci precludiamo nessun obiettivo. Se avremo grandi persone in gruppo, gli obiettivi verrano da sé».

SUL FUTURO ‘IN CAMPO’

Landi: «Il parquet manca tantissimo. Sono riuscito ad allenarmi molto spesso in queste settimane e ora non vedo l’ora di tornare a sudare ogni giorno. Spero si possa tornare presto ad allenarsi insieme, come stanno facendo altri sport, e sbarcare a Forlì il prima possibile per conoscere i tifosi e la città. Siamo molto carichi e speriamo che anche il pubblico possa tornare all’Unieuro Arena per riempire le nostre tribune».