Forlì corsara al PalaLido 72-70. Ma che fatica…

Al termine di un match certamente non brillante, a dir poco combattuto e sempre in bilico nel punteggio e nei valori complessivi, la Pallacanestro 2.015 conquista un impianto storico del basket italiano (un autentico gioiellino dopo la recentissima ‘ricostruzione’). L’Unieuro ha infatti violato l’impianto milanese di piazza Stuparich superando i padroni di casa dell’Urania per 72-70, portando a casa la terza vittoria di fila in un finale di gara più che mai bollente. Decisivo il canestro di Bruttini, altrettanto decisiva la successiva stoppata di Rush, ma Forlì deve certamente ringraziare Pierpaolo Marini, autore di una prova da 23 punti e, soprattutto, mandando a segno canestri fondamentali nelle fasi più concitate. Con questa vittoria, dunque, l’Unieuro resta al secondo posto in classifica in solitaria, a -4 da Ravenna che giocherà nella serata di giovedì.

Dopo una (breve) fase iniziale di ‘studio’ che porta le squadre a braccetto sul 4-4, Milano piazza subito il primo strappo. Il pick and roll meneghino è infatti di difficile comprensione per il quintetto Unieuro, che subisce le incursioni a canestro di Reggie Lynch, che porta avanti i suoi sul +7 (11-4) dopo 4’30” di gioco. Dell’Agnello costretto al timeout immediato, dal quale Forlì, con i vitali ingressi in campo di Giachetti e Bruttini, si riporta a contatto a stretto giro di posta. Sì, perché è proprio sull’asse play-pivot, pick and roll che in questa fase funziona davvero alla meraviglia, che nasce per intero un break di 0-8 ospite che al 7′ regala a Forlì il primo vantaggio della sua partita (11-12). Milano rimette la freccia con Raivio e Piunti, quindi, in apertura di seconda frazione, allunga fino al +5 (23-18), fino ad arrivare al nuovo +7 (27-20, 14’40”) sulle ali di un Raivio caldo come mai prima nel match. L’Unieuro, dall’altra parte, oltre a evidenziare non poche disattenzioni difensive, fatica incredibilmente ad entrare in ritmo nella metà campo offensiva: fino a quel momento 10 punti Bruttini e 6 Giachetti, poi il nulla. Coach Dell’Agnello alza la voce nel timeout, dal quale esce una Forlì effettivamente rigenerata. Sì, perché l’Urania getta al vento in malo modo un’infinità di possessi, finalmente Marini entra in partita – si prende poi per intero il finale del secondo periodo – e i biancorossi, con un break di 2-14 nel volgere di nemmeno 4’20”, rimettono il becco avanti sul 29-34. Non brilla Forlì (non che Milano faccia di più: 0/13 da 3 complessivo delle due squadre alla pausa lunga), ma, considerando l’andazzo generale della prima parte di gara, meglio guardare il bicchiere mezzo pieno.

Chiedevamo tiri dalla lunga distanza? Il match ci accontenta subito. Sì, perché proprio dall’arco, in avvio di terzo quarto, Montano a 23’25” manda a bersaglio il nuovo vantaggio milanese (37-36) a cui segue l’immediata risposta di Erik Rush sempre da 3. Ed è proprio l’ex Ferrara che mette poi in mostra le proprie capacità offensive con un paio di tiri ben costruiti spalle a canestro, ma, alla lunga, la solidità e fisicità avversaria riesce a scavare un piccolo solco. Trovando importanti riferimenti sotto canestro in Benevelli e Lynch, infatti, l’Urania arriva ripetutamente sul +5 (48-43, quindi 51-46), prima che salga in cattedra nuovamente Pierpaolo Marini. Il forlivese, proprio come avvenuto prima della pausa lunga, torna a monopolizzare gli attacchi ospiti, mandando a bersaglio 7 punti dei 9 che, sulle ali di un break di 0-6, riporta avanti Forlì (51-52) negli ultimi secondi del terzo periodo. Con tanto lavoro di gomito, però, sono i mestieranti meneghini a rompere nuovamente le uova nel paniere all’Unieuro: prima Bianchi e Piunti (59-54), quindi Montano dalla lunga distanza a 35’25” fa esplodere il PalaLido segnando il 64-59 che lascia l’inerzia del match tra le mani dei padroni di casa. Ma il momento, si sa, è quello di Marini, al PalaLido decisamente su di giri nei minuti conclusivi di ogni quarto. Così prima impatta sul 64-64 (-3’15”), quindi, con l’Urania nel frattempo portatasi sul +4 con le triple di Raivio e Montano (70-66, -2’13”), non ha alcun timore a sparare da dietro l’arco per il -1 (70-69) a -1’10”. Il finale è infuocato, la palla scotta, la giocata decisiva è di capitan Giachetti: fallo subito in difesa, quindi un autentico cioccolatino (dopo un canestro fallito con tanto di rimbalzo offensivo del ‘solito’ Marini) servito sotto canestro a Bruttini, che a 26″ dalla sirena finale sigla il sorpasso sul 70-71. L’Urania ha la palla del nuovo potenziale vantaggio, ma Rush cancella Raivio con una splendida stoppata (-6″), quindi il tiro in angolo di Montano in uscita dai blocchi non va oltre il ferro. Forlì torna a vincere al PalaLido di Milano.

Urania Milano – Unieuro Forlì 70 – 72
(19-16, 31-35, 53-52)

MILANO — Piunti 8 (4/7, 0/2), Pagani (0/3), Negri (0/1, 0/1), Benevelli 8 (2/3, 0/2), Lazzari ne, Montano 15 (2/6, 3/6), Giardini ne, Piatti ne, Lynch 14 (5/7), Raivio 17 (6/10, 1/1), Bianchi 4 (2/3), Sabatini 4 (1/3, 0/2). All. Villa.

FORLÌ – Rush 9 (3/4, 1/4), Kitsing (0/1 da 3), Giachetti 9 (4/9, 0/1), Campori, Watson (0/2, 0/1), Petrovic (0/1), Marini 23 (6/14, 3/3), Oxilia 5 (2/4), Benvenuti 8 (4/8), Bruttini 15 (7/7), Ndoja 3 (0/2, 0/2). All. Dell’Agnello.

LE PAGELLE

Watson 4.5 – Nulla da fare, all’Allianz Cloud si scrive un’altra pagina di una stagione tutta up & down per il play USA: quasi 19′ in campo con 0 punti (0/3 complessivo), 4 perse e una brutta involuzione difensiva dopo la bella prova contro i piccoli di Udine. Sembrava uscito dal cono d’ombra, invece…

Marini 8 – Un Pier modello “vecchi tempi”, quello che s’incendia e spezza il ritmo facendo virare il match verso il porto biancorosso. 10 punti (sui 23 totali con 3/3 dall’arco) nell’ultimo periodo inchiodano l’Urania proprio sul più bello, consegnando alla PF quel terminale cui affidarsi quando la palla brucia. Buona anche la prova nelle retrovie.

Rush 6.5 – Una sufficienza tonda frutto della media non-algebrica tra il 5 pieno rimediato in attacco (appena 9 punti, 3/4 in area) e il 7 strappato invece in difesa dove sa mettere intensità e la museruola al bomber milanese Raivio, confezionando, nel finale, anche il dolcissimo cioccolatino della stoppata sul cannoniere USA lanciato verso il cesto decisivo.

Ndoja 5 – Si gioca con Watson la palma di delusione di serata. Si vede che non è ancora al top fisicamente ma, francamente, Forlì da lui si aspetta più cattiveria, fosforo e letture, non solo verve fisica. 3 i punti in 23′, tutti raccolti dalla lunetta.

Benvenuti 6 – La fisicità di Lynch fa scintillare i limiti difensivi del pivot biancorosso che soffre tantissimo il lungone avverario, almeno finché i falli non tolgono dal match l’ex Kalev Cramo. Anche dall’altra parte del campo è meno fluido delle precedenti uscite (4/7).

Giachetti 6.5 – Nella nebbia d’avvio romagnolo, entra e illumina di sapienza il gioco di Forlì. Punti e un dialogo fatto d’assist con Bruttini rianimano l’Unieuro in difficoltà. Anche se cammin facendo perde il feeling col match (dei 9 punti totali appena 3 segnati dal secondo quarto in poi), resta il faro e l’ispirazione per i compagni.

Oxilia 7 – La concretezza e l’intelligenza fatta giocatore. Come nell’omonimo film di Spike Lee, Tommy fa sempre la “cosa giusta”: punti pesanti quando Milano nel IV periodo vuol fuggire, un paio di ottime letture degli attacchi avversari e un recupero decisivo nel finale.

Bruttini 7.5 – 15 punti (7/7 da 2) e un’attenta vigilanza su Lynch, sono i pilastri dell’8ª vittoria forlivese nelle ultime 10 uscite.

Campori 6 – Un uomo, una missione: difesa, difesa, difesa. Difficile chiedergli di più.

Kitsing 6 – 6′ minuti per il giovane estone, quasi tutti in veste di play aggiunto. Non sfigura, anzi.

Petrovic 5 – Come sale, Dell’Agnello lo dosa con tanta, tanta, parsimonia. C’è da dire che un paio di svarioni difensivi lo auto-condannano alla panchina.

(f.m.)