Friends will be friends: Forlì saluta Davide Bonacini

FORLI’. «Era ieri di primo mattino, mi ero alzato prima dell’alba e mi sono veramente divertito durante la mia permanenza, ma devo proprio andar via. Come un re senza castello, come una regina senza trono. Devo riprendere la mia strada per mantenermi giovane. Come una barca senza ancora». 

Goodbye Bonna, è stato bello. Spero che troverai il tuo paradiso. Anche se ora sarà a Montegranaro e non più a Forlì.

Abbiamo fatto una scelta precisa, quella dei Supertramp e di un capolavoro come Goodbye Stranger per commentare la notizia della separazione ufficiale tra Pallacanestro 2.015 Forlì e Davide Bonacini, il play-guardia biancorosso che nonostante un contratto garantito che lo legava al club di viale Corridoni anche per la prossima stagione, non farà parte della rosa allenata da Sandro Dell’Agnello. Una notizia che è tutto fuorché un fulmine a ciel sereno. Diciamo la verità, sin da quando si è distintamente percepito che l’orientamento tecnico di Renato Pasquali e del coach era quello di blindare Jacopo Giachetti e scegliere i due stranieri sul perimetro, la logica diceva che per il capitano dell’ultima stagione, non ci sarebbe stato spazio. Nonostante qualche pensiero legato soprattutto all’assenza iniziale di Tommaso Oxilia, avesse indotto a vagheggiare l’ipotesi di una sua permanenza a minutaggio ridotto per allungare le rotazioni. Non è stato così e lo immaginavamo. Eppure i saluti ufficiali che poche ore fa il club ha doverosamente tributato a quello che può definirsi un “fondatore sul campo” della società biancorossa, toccano nel profondo più di qualsiasi altro comunicato di commiato.

Sì, perché Davide Bonacini è arrivato a Forlì da “stranger” come la canzone dei Supertramp e ne esce da “forlivese”. Anzi, molto di più. E’ arrivato da un anno di inattività vissuto a Londra a prestare servizio in un ristorante e lascia ora la “Pieffe” sia da giocatore che in A2 ha dimostrato di starci a buonissimi livelli, sia da uomo che ormai ha scelto la città di San Mercuriale per farne la propria casa. E chissà che per lui non valga il “Non escludo il ritorno” cantato da Franco Califano. Non a fine carriera, ma prima.

Stop, tenete in tasca i fazzoletti, ora smettiamo di farvi versare le lacrime. Almeno per qualche riga di questo articolo. Poi chissà, potremmo autorizzarvi a ritirarli fuori. Veniamo ai fatti. Il 29enne “scoperto” da Maurizio Massari va alla Poderosa Montegranaro firmando un contratto annuale con opzione per una seconda stagione.

Lascia la città dopo 4 campionati (tutti quelli disputati dalla Pallacanestro 2.015), una promozione in A2, una Coppa Italia di B, 135 presenze complessive e 810 punti realizzati con un high di 20 il 17 dicembre 2017 contro l’Assigeco Piacenza. Lascia dopo un’ultima stagione che, soprattutto nel girone di ritorno, è stata la meno fortunata e convincente del suo quadriennio. Sicuramente un’annata deludente per tutti e anche per lui che in una situazione di tensione continua dentro la squadra e tra squadra e pubblico, ha visto calare il proprio rendimento. Gli va comunque riconosciuto che anche nell’ultima esperienza, così come in tutte le precedenti, è stato un esempio per i compagni e un faro nello spogliatoio.

Davide Bonacini è arrivato in città portato da Gigi Garelli che lo allenò a Latina e che con lui fu un padre anche severo. Sì, perché in quella stagione quando ci si doveva giocare la promozione in A2, “Bonna” fece tribuna… Eppure Garelli lo volle a tutti i costi dopo un anno di lontananza dai parquet, lo rimise sull’aereo da Londra alla Romagna e fu un’intuizione felicissima perché lui, Michele Ferri, Sebastian Vico, Roberto Maggio e Rodolfo Rombaldoni spadroneggiano in cadetteria e Forlì vince tutto. Proprio nella decisiva gara-4 a Cento, si infortuna subito Ferri e sono lui e Maggio a tenere la barra dritta sino alla triplissima di Vico. Viene riconfermato e l’impatto con l’A2, per la società e per lui non è semplicissimo. Nel tourbillon di cambi di giocatori, finisce nuovamente in tribuna, ma poi con Giorgio Valli e un assetto di squadra degno della salvezza, è uno dei primattori della sua conquista. Trova anche il quintetto base e sfoggia prestazioni di impatto difensivo straordinarie. Dal successo chiave con Recanati in poi, per lui salgono minuti, punti, responsabilità, fiducia. Insomma, è decisivo.

Meritatissima la conferma che lo vede vivere nel campionato 2018-2019 il momento forse migliore della sua carriera. Gioca, sfoggia prestazioni anche offensivamente da lustrarsi gli occhi (a Trieste in assenza di Naimy ad esempio) e tutta Forlì spinge per il prolungamento del contratto. Che arriva, forse con qualche tentennamento di troppo a livello di tempistica, ma è accolto con grande entusiasmo dalla piazza. Biennale e gradi di capitano che ognuno sente siano per lui meritati. Sì, perché era un giocatore in parabola ascendente e una persona capace di farsi rispettare e apprezzare. Il “giocatore delle porta accanto”, verrebbe da dire, quasi un amico per tanti tifosi.

Ecco, come già detto l’ultimo campionato non è stato pari alle aspettative. Anche alle sue, ne siamo certi. Per questo la separazione con l’Unieuro può rappresentare un’occasione. Di riscatto, mai di rivalsa. Perché tra Davide Bonacini e Forlì, il rapporto d’affetto durerà per sempre.

E adesso chiudiamo con le parole della società affidate al presidente Giancarlo Nicosanti: «Insieme abbiamo condiviso la nascita della Pallacanestro 2.015. Insieme abbiamo affrontato i primi passi, insieme abbiamo condiviso vittorie e sconfitte, ci siamo abbracciati dopo una vittoria e ci siamo consolati dopo una sconfitta! Grazie Davide per tutto quello che ci hai dato, e in bocca al lupo per la tua nuova avventura. Non saremo mai nemici sul campo, al massimo saremo avversari che si rispettano. Sono certo che questo non sarà un addio ma un arrivederci! Un abbraccio da parte mia e di tutti i soci della Fondazione Pallacanestro Forlì».