Il PalaLido di Milano se lo prende l’APU Udine. Con una prova di grande costanza per tutto l’arco dei 40′, condotta praticamente dall’inizio alla fine, i friulani hanno infatti avuto la meglio dell’Unieuro per 95-85 e centrano così il colpo grosso strappando il pass per le Final Four di Supercoppa. Udine ha fatto meritatamente sua una partita in cui si è mostrata già più oliata ed amalgamata rispetto ai padroni di casa. Al tempo stesso, però, a Forlì va dato merito di non aver mai sbragato, anche nei momenti più complicati, evitando un parziale finanche più pesante. Anche se qualche passaggio a vuoto di troppo (specie in fase difensiva) ‘stona’ un po’ con le più recenti uscite.
Fuori Ndoja da una parte, fuori Penna (più un Cortese a mezzo servizio) dall’altra. Pronti, via e all’Unieuro Arena è subito partita da ritmi altissimi, giocata principalmente sulla verve offensive delle due squadre. Così, dopo un avvio prettamente di marca udinese, Forlì mette il becco avanti prima con la tripla di Marini (10-8) quindi sulle ali di un attivo Benvenuti (12-10). Sul fronte difensivo il lungo livornese – e con lui anche Bruttini – finisce però letteralmente stretto nella morsa dei lunghi avversari, che fanno il buono e il cattivo tempo nel pitturato. Antonutti va in doppia cifra dopo soli 5’35” di gioco, l’armadio Beverley trova praterie verso canestro e Udine vola sul +7 (13-20) con un break di 3-12. Giachetti pare far rivedere la luce in fondo al tunnel ai suoi (18-21), ma i friulani trovano qui grande fiducia nel tiro dall’arco (5/6 da 3 nel solo primo quarto) e scappano di nuovo: 20-29 il punteggio al termine della prima frazione.
Musica che non cambia nemmeno nei secondi dieci minuti di gioco. Perché se l’Unieuro Arena si ‘carica’ per i primi punti della partita di Watson (25-31), Forlì risulta ancora piuttosto ‘pastrocchiona’ e ballerina al tiro (10/30 dal campo nei primi 14′), mentre Udine dall’altra parte è a dir poco precisa e in grande fiducia. Il 2/2 dalla lunetta di Beverley a 16’30”, anch’egli già in doppia cifra, decreta un parziale severissimo per i biancorossi di casa: -13, 27-40. Un parziale di 6-0 costruito da Rush e un positivo Giachetti consente poi all’Unieuro di accorciare nel punteggio (33-40), ma la prima parte di gara parla ad ogni modo di una PF 2.015 costretta ‘giustamente’ a inseguire nel punteggio dinanzi a una Ramagli band più tonica e amalgamata.

Dagli spogliatoi rientra però una Forlì di tutt’altra pasta. La palla circola infatti in maniera più che discreta, i lunghi non hanno timore a fare a sportellate con i pari ruolo avversari e la partita è ancora lì a portata di mano. Sì, perché Rush manda a bersaglio una manita di punti in un amen portando i suoi sul -5: 44-49, 23’40”. Proprio qui, però, quando l’inerzia pareva capovolta, la partita ritorna nelle mani dei friulani, cavalcando una serie di errori da matita rossa dei forlivesi. Dà il ‘la’ lo stesso Erik mancando il gioco da tre punti, quindi Marini sbaglia una clamorosa tripla in solitaria scheggiando appena il ferro (sarebbe stato il 47-51) e, per chiudere il cerchio, due sanguinose palle perse degli americani in maglia Forlì. Udine, da grande squadra quale si è dimostrata, non esita e cala sul tavolo uno 0-9 che vale il +14 (44-58) che fa pendere decisamente la bilancia verso il Friuli.
Anche perché i padroni di casa, nei minuti successivi, non riescono a riprendere realmente il filo del discorso, senza riuscire ad andare mai oltre il -8 (56-68), mentre Udine fa segnare il massimo vantaggio della partita (+15, 60-75) in apertura di ultimo quarto. Fase della gara in cui a mettersi in grande evidenza è il big man di Ramagli, Gerald Beverly, che arriva costantemente al ferro con una facilità imbarazzante inchiodando schiacciate su schiacciate. Rush e Giachetti tentano il tutto per tutto (66-75), l’Unieuro confeziona pure un mini-break di 5-0 (73-81), ma l’APU, intensa ed energica fino alla sirena, non si lascia scappare di mano una partita condotta di fatto per 40′ e meritatamente portata a casa.
UNIEURO FORLI’ – APU UDINE 95 – 85
(20-29, 35-45, 58-72)
FORLI’ – Ndoja ne, Marini 10 (2/5, 1/6), Cinti ne, Watson 3 (1/8, 0/1), Dilas, Rush 17 (4/8, 3/7), Petrovic 3 (1/4 da 3), Kitsing, Campori (0/1 da 3), Giachetti 19 (5/10, 0/2), Benvenuti 19 (6/10, 1/4), Bruttini 14 (5/8). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 23/49 (47%) – Tiri da 3: 6/25 (24%) – Tiri Liberi: 21/24 (87%) – Rimbalzi: 37, offensivi 14 – Palle perse: 11
UDINE – Cromer 11 (4/10, 1/2), Amato 21 (5/8, 3/8), Antonutti 12 (4/6, 1/1), Fabi 12 (1/2, 3/3), Zilli 11 (4/5), Cortese 10 (1/2, 2/6), Jerkovic ne, Beverly 18 (6/10, 1/1), Nobile (0/1 da 3), Micalich ne. All. Ramagli.
Tiri da 2: 25/43 (58%) – Tiri da 3: 11/22 (50%) – Tiri Liberi: 12/15 (80%) – Rimbalzi: 38, offensivi 5 – Palle perse: 14 – Fuori per falli: Cromer, Beverly

UPs
- La stoicità. Non vi è granché da salvare nel ko forlivese nella sfida contro Udine, questo va detto. Se non altro, però, la Pallacanestro 2.015 non ha mai staccato la spina dalla partita, restando sempre sul pezzo nonostante gli avversari si presentassero nella metà campo forlivese come carri armati pronti ad arare tutto e tutti. Una squadra, oltre che sui risultati – però effimeri in pre-season, Supercoppa o scrimmage che siano –, prende forma anche su tutto ciò: mentalità e capacità di far quadrato. Ecco, sotto questo punto di vista l’Unieuro ha fatto un passo un avanti. E inoltre: dopo settimane in cui si è voluto forse sin troppo in alto, il ko riporta un po’ tutti con i piedi per terra. Può essere una sconfitta salutare?
DOWNs
- Il livello tecnico. È parso evidente come Udine sia di una tacca superiore alla Pallacanestro 2.015. Una squadra, quella friulana, costruita per puntare alla massima serie, con giocatori di grande classe in grado di punire ogni minima esitazione avversaria. Questa differenza, a onor del vero, è sembrata forse addirittura più evidente di quello che in realtà è o, comunque, sarà quando si farà sul serio tra due settimane.
- La sterilità offensiva. 85 punti segnati non sono pochi, certo. Ma Forlì sin dalla palla a due ha tirato con percentuali piuttosto bassine, sempre al di sotto della soglia del 40%. Il tabellino a fine partita, del resto, parla chiaro: su ben 74 conclusioni prese dal campo, appena 29 sono andate a bersaglio. Numeri che si fanno ancora più grigi se si esamina il tiro dalla lunga distanza (6/25). Pomeriggio sfortunato. Anche se i 10 di Marini e i 3 di Watson…