Ancora un lungo mese di attesa, poi finalmente si inizierà a fare sul serio. Nella penultima settimana di agosto (il 19, salvo novità), infatti, la Pallacanestro 2.015 si ritroverà in palestra per le prime fatiche stagionali, per conoscersi e prendere contatto con i nuovi compagni. E, al tempo stesso, preparare i primi impegni ufficiali in Supercoppa.
In attesa di tutto ciò, mentre anche a livello dirigenziale alcune cose iniziano a sistemarsi (tra cui il ‘nuovo’ settore giovanile, con l’importante arrivo di Lorenzo Gandolfi come responsabile tecnico) continua a impazzare il tormentone-mercato. Ai biancorossi forlivesi manca di fatto una sola pedina per chiudere definitivamente il roster e presentarsi fatti e finiti ai blocchi di partenza. Sì, perché nella giornata di sabato la compagine biancorossa ha ufficializzato l’arrivo di ‘Mo’ Watson, playmaker ‘tascabile’ in arrivo dal campionato olandese, il tanto atteso prodotto del basket «sommerso», citando il gm Renato Pasquali. Un colpo potenzialmente in grado di sparigliare le carte, secondo quanto sostenuto da più parti, tra gli addetti ai lavori.
L’inserimento dell’altro tassello mancante, ad ogni modo, sarà fondamentale tanto nell’economia di squadra quanto più per capire i reali propositi di classifica forlivesi. Nelle ultime ore, dopo qualche sussurro iniziale che pareva più fantabasket che altro, il nome di Erik Rush è balzato in vetta ai preferiti di viale Corridoni. Ala piuttosto versatile, di esperienza (era a Brindisi, in serie A, lo scorso anno) e sostanza, con Rush, di passaporto svedese, si risparmierebbe pure uno dei due visti a disposizione per gli stranieri.

Magari il prescelto non sarà Rush (la Fortitudo sul giocatore non è ancora ‘morta’, anzi…), ma il profilo cercato, grossomodo, è quello. Vale a dire un’ala ‘a tutto tondo’, in grado di garantire un minutaggio di qualità in più ruoli. Non una guardia, insomma, a dispetto di quanto si andava a pensando sinora: quel ruolo sarà di Pierpaolo Marini, sul quale Dell’Agnello aveva sin dall’inizio un progetto di ‘2’. Una scelta che, tatticamente, potrebbe anche rivelarsi piuttosto interessante a nostro modo di vedere.
Fatte le dovute premesse, dunque, e considerati gli acquisti piazzati sinora, viene naturale collocare l’Unieuro ai vertici del girone Est in vista del campionato che scatterà il prossimo 6 ottobre. Posto che la composizione del raggruppamento ‘orientale’ non è ancora stata comunicata in via ufficiale (manca ancora la ratifica del ripescaggio di San Severo e Caserta, che dovrebbe avvenire tra martedì e mercoledì), la concorrenza è comunque ben agguerrita. A cominciare da due compagini che lo scorso campionato hanno preceduto Forlì in classifica, come Verona e Udine.
Proprio la Scaligera, sulla carta, è la grande favorita del girone per il salto in massima serie. Tre conferme pesanti come quelle dell’ex Forlì Giovanni Severini, di Mattia Udom e di Francesco Candussi (più un’altra ‘pesante’ dalla panchina, Mitchell Poletti), ma sono i nuovi arrivati ad impressionare davvero. Su tutti, inevitabilmente, Guido Rosselli, un vero e proprio jolly tattico e maestro nelle promozioni: già il solo ex Fortitudo, insieme ai confermati, sarebbe sufficiente per consegnare alla Scaligera di coach Dalmonte le ‘stellette’ da favorita. Ma non finisce qui, perché, oltre agli arrivi di Giovanni Tomassini e del promettente under Alessandro Morgillo, il quintetto base è ulteriormente impreziosito dalla coppia di esterni a stelle e strisce formata da Jermaine Love (11,1 punti all’Holargos, serie A greca) e soprattutto da Kenny Hasbrouck. Vi basta?

Poi, come detto, c’è Udine, ad oggi un passettino dietro Verona e (forse) mezzo avanti rispetto a Forlì. Due i colpacci piazzati dalla dirigenza friulana per coach Ramagli: Andrea Amato in cabina di regia e, potenzialmente un horse catégorie, Gerald Beverly (ex Brescia, in foto sotto) a presidiare il ferro. Un asse play-pivot da leccarsi i baffi. Accanto a loro il confermassimo capitan Riccardo Cortese e il cavallo di ritorno Michele Antonutti, apparso però un po’ troppo spesso a corto di benzina ultimamente. La differenza, in termini di ‘posizionamento’, la farà verosimilmente la guardia americana, che nel caso dei friulani è tutta da scoprire: TJ Cromer, classe ’95, gli ultimi due anni tra Bosnia (16,1 punti al Siroki) e Ucraina (ben 22,9 al Kharkov). Dalla panchina, infine, si alzano pedine piuttosto sostanziose (Lorenzo Penna, Giacomo Zilli e soprattutto l’oriundo Agustin Fabi) ed altre che possono rivelarsi belle sorprese, come Vittorio Nobile e l’under Mihajlo Jerkovic.
Nota a margine: sia Udine che Verona hanno optato per un assetto con meno under di quelli previsti dal regolamento e dunque pagheranno la tassa prevista. I friulani contano su due giovani nati dal ’98 in poi (Penna e Jerkovic), Verona, ad oggi, sul solo Morgillo.

E le altre del girone, invece? Too early to call, parafrasando un ‘verbo’ elettorale in quanto a exit poll e proiezioni. Troppo presto per fare valutazioni realistiche (molte avversarie sono molto indietro nella costruzione del resto), ma si va delineando un raggruppamento davvero ‘al ribasso’. Occhio all’Assigeco Piacenza (Ferguson-Ogide tanta roba, coach Ceccarelli può ovviare ad un ‘intorno’ forse un po’ meno temibile) ma anche alla tanto sottovalutata Montegranaro (scommettete che coach Ciani, con due americani degni del proprio passaporto, saprà far giocare a meraviglia quel manipolo di giovani a disposizione?).
La quarta forza del girone, al momento, pare però essere Ravenna. Uno staff tecnico valido (coach Cancellieri, in uscita dalla lunga esperienza da vice a Milano, coadiuvato da Massimo Bulleri), l’esperienza di Tommaso Marino e Luigi Sergio ma anche la freschezza di Kaspar Treier e un Marco Venuto in uscita dalla panchina. Ma soprattutto il colpaccio sotto canestro: Charles Thomas, ‘4/5’ classe ’87, gli ultimi sei mesi a Legnano (23,5 punti e 8 rimbalzi a partita…) e un trascorso, tra le altre, a Cantù.

E proprio la Piero Manetti Ravenna sarà avversaria della Pallacanestro 2.015 in Supercoppa. La Lega Nazionale Pallacanestro ha infatti comunicato la composizione dei vari gironi di qualificazione al nuovo trofeo, con Forlì inserita nel girone bianco con le emiliano-romagnole Assigeco Piacenza, Imola e, appunto, Ravenna. Non è ancora stato ufficializzato il calendario, ma i biancorossi esordiranno domenica 8 settembre in casa dei bizantini. Non al PalaDeAndré, però. Secondo quanto riportato dalle colonne de Il Resto del Carlino Ravenna, infatti, l’impianto non sarà disponibile in quanto occupato dalla Festa Nazionale dell’Unità. Tra le ipotesi alternative il più piccolo PalaCosta oppure il palasport di Cervia. A seguire, Forlì dovrebbe sostenere un doppio impegno interno: mercoledì 11 settembre con Imola e domenica 15 con Piacenza. Si qualificano al turno successivo la prima classificata di ciascun girone più la miglior seconda dei 7 gironi.