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Aggrapparsi alle sviste arbitrali non è mai cosa saggia e certamente non può essere la corretta giustificazione quando le cose non vanno nel verso giusto. Compresa in questa occasione. Di certo, però, erroracci possono rovinare una partita ed instradarla in una direzione ben precisa senza che a farlo sia stato il campo in modo preponderante. È proprio ciò che è avvenuto al PalaGalassi di Forlì negli ultimi minuti del terzo quarto del match tra l’Unieuro e Udine, quando cioè l’arbitro trevigiano Alberto Perocco ha combinato un misfatto che non può che definirsi grave. Già nei possessi precedenti aveva palesato qualche difficoltà (fallo di Landi su Johnson, quando in realtà l’esterno bianconero si era semplicemente ‘schiantato’ sull’immobile Landi), quindi, sul -10 Forlì, ha segnalato un fallo in attacco a Roderick e non al bianconero Mobio che sbracciava e lo tratteneva a palla ferma sulla rimessa. Concludendo la brillante scelta con un doppio fallo tecnico a T-Rod – che evidentemente deve aver fatto volare qualche parola di troppo, su questo non ci piove e la reazione non è accettabile, anche se sovente si risolve tutto con un ‘semplice’ tecnico – estromettendolo così dalla gara con l’espulsione. Terzo quarto ‘nerissimo’, che ha concluso fischiando un fallo in attacco ad Amato lontano dal pallone e non la più netta infrazione di passi del compagno di squadra. Per certo, nemmeno Terrence è esente da colpe, anzi: deve cospargersi il capo di cenere. Ma rovinare una partita così ‘tirata’ – che con ogni probabilità gli ospiti avrebbero ugualmente portato a casa – in questo modo…

Messa da parte l’intemerata nei confronti dell’opacissima serata arbitrale, va comunque detto che l’Old Wild West ha meritatamente strappato i due punti all’Unieuro Arena (che viene violata per la prima volta in stagione; Forlì non perdeva in casa dal 28 dicembre 2019) rimescolando ancora una volta tutte le carte nel girone Bianco. Insomma, la PF contro Udine non può davvero farcela: tre sconfitte su tre nell’ultimo mese evidenziano un accoppiamento complicato – per non dire impossibile – per gli uomini di Dell’Agnello. Che hanno brillato per 15′, quindi sono andati in difficoltà quando Udine ha alzato chili e centimetri prima di ‘sbragare’ totalmente nel terzo periodo. Senza T-Rod, l’Unieuro ha poi anche abbozzato una reazione di grande orgoglio, avvicinandosi fino al -2 a metà dell’ultimo quarto, ma la faccenda restava ugualmente a dir poco complessa e i friulani, stringendo i bulloni e rialzando la fisicità, hanno fatto proprio la partita sigillandola dall’arco. Giachetti e compagni pagano anche una pessima serata al tiro da 3: 5/10 al 10′, la PF ha chiuso con 8/25, con due triple mandate a bersaglio a giochi chiusi.

Forlì parte di nuovo con Roderick dalla panca – oramai arma tattica ben definita – e Bolpin in campo, mentre Udine risponde con Schina dall’inizio a causa del forfait di Giuri. E i biancorossi partono subito fortissimo, perché il prodotto Reyer mette lo zampino nei primi tre canestri di casa (due triple e un recupero per il canestro di Rodriguez) e l’Unieuro si porta subito a +4 quindi, con gran ritmo, allunga fino al +5 (13-8). Gli ospiti si aggrappano ad Antonutti, che crea vantaggi e conclude ‘costruendo’ anche un paio di rimbalzi offensivi che Foulland azzanna (13-11). La PF, però, non si lascia sorprendere, conferma l’ottima propensione al tiro da fuori e, mandando a bersaglio la quinta tripla della partita (non ne metterà più nel primo tempo) scappa via sul +8 (19-11) a metà della prima frazione. Il computo dei primi 10’, del resto, parla di una Forlì pressoché perfetta: col 53% dal campo, 4 recuperi e una sola persa è un bell’andare. Boniciolli cambia ‘gioco’ negli ultimi possessi della prima frazione, mettendo in campo tre piccoli (Amato, Nobile e Johnson) contemporaneamente ed i frutti di tutto ciò maturano nel secondo periodo. Perché, dopo aver accorciato fino al -4 ed essere di nuovo respinti fino al -7 (31-24, quindi 33-26 a 13’45”), i bianconeri fanno valere tutta la loro fisicità con un quintetto tutto italiano che Forlì digerisce a fatica. Amato, poi, si rivela un importante fattore (8 suoi punti valgono il -2 sul 35-33) e la gara torna completamente in bilico. Roderick e Bolpin provano ad imporre un nuovo sprint, ma la faccenda è a dir poco maschia e l’antisportivo fischiato a Giachetti a 3” dalla pausa lunga vale il -1 udinese (39-38) a metà match.

Al rientro dagli spogliatoi Udine è un tornado. Perché complica ogni azione d’attacco degli avversari, che riescono a trovare il canestro per la prima volta nel secondo dopo 2’10” con Roderick, quando l’Apu ha già marchiato uno 0-6 che è valso il primo sorpasso del match sul 39-44. Foulland e Italiano rintuzzano poi fino al +8 (41-49). Forlì è in evidente difficoltà, non riuscendo a pareggiare l’intensità della squadra ospite ed esaurendo già il bonus dopo appena 3’45”. In tutto ciò, sfruttando le sue armi migliori, Mobio (nemmeno un secondo in campo nel primo tempo) è un grande protagonista del break, mettendo la ciliegina sulla torta siglando il +11 e quindi propiziando il massimo vantaggio della gara (+12, 45-57). È qui che la terna arbitrale – e in particolare il sopracitato Perocco – combina la frittata rovinando la sfida col doppio tecnico a Roderick. Forlì, pur con qualche scelta offensiva rivedibile, reagisce d’impeto, prova a non lasciarsi abbattere e chiude il terzo parziale sotto di 5. Con un parziale di 6-0 a cavallo dei due periodi, capitan Giachetti suona la sveglia dal nulla (55-60), prima che la tripla di Johnson (32’30”) calmi di nuovo gli animi. Va detto che, nella concitazione di questi minuti, passa quasi inosservato l’ottimo lavoro della difesa biancorossa, che tiene a secco Udine dal campo per ben 6’40”. Di nuovo un 6-0 di esperienza, tutto targato Giachetti e Natali, risveglia di nuovo Forlì che riesce ad avvicinarsi fino al -2 (61-63). Proprio sul più bello, ecco le due bombe che chiudono definitivamente la contesa: Johnson e Antonutti siglano il +8 (61-69) a 3’40” dalla sirena. L’Unieuro riesce a riavvicinarsi fino al -4 con Bruttini (67-71, -1’55”), ma il match ha già preso la strada di Udine.

Unieuro Forlì – Old Wild West Udine 74-83
(25-19, 39-38, 51-60)

FORLÌ – Giachetti 15 (5/7, 0/1), Bolpin 14 (2/5, 3/4), Bruttini 12 (4/10, 0/1), Landi 9 (3/8, 1/5), Rush 8 (1/2, 2/8), Roderick 8 (3/8, 0/2), Natali 5 (1/2, 1/2), Rodriguez 3 (0/2, 1/2), Campori, Ndour ne, Dilas ne. All. Dell’Agnello.
Tiri liberi: 12/17 – Rimbalzi: 35, offensivi 11 (Rush 9) – Assist: 13 (Giachetti, Rush 4)

UDINE – Antonutti 20 (3/5, 3/6), Johnson 16 (2/4, 4/9), Amato 13 (1/4, 2/5), Foullan 12 (5/9), Italiano 9 (1/2, 1/2), Schina 5 (1/3, 1/1), Mobio 5 (2/3, 0/2), Pellegrino 3 (1/1, 0/1), Deangeli (0/2, 0/1), Nobile (0/2), Giuri ne. All. Boniciolli.
Tiri liberi: 18/24 – Rimbalzi: 34, offensivi 7 (Foulland 10) – Assist: 11 (Johnson, Amato 3)