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C’era davvero tutto il mondo Junior Basket Ca’ Ossi (e non solo) in Piazza Morgagni, al Jump Cafè, in una mattinata davvero importante per la società caossina ma anche per l’intero movimento cestistico forlivese. Un incontro particolarmente atteso, in cui la compagine biancoblù ha illustrato l’offerta formativa del proprio settore giovanile, presentato ‘concretamente’ la figura di Paolo Carasso e chiarito una volta per tutte la diatriba legata ai cinque classe 2002 che hanno preso la strada di San Marino.

Per arrivare al giorno d’oggi occorre però riavvolgere il nastro esattamente a un anno fa. Quando cioè Ca’ Ossi, allora all’interno della galassia OneTeam, iniziò la propria uscita progressiva per ‘mano’ del consigliere Marco Montanari. «Ci sono motivi ben precisi dietro la nostra uscita – spiega lo stesso Montanari – Diciamo che l’addio di Filippo Cicognani (ex presidente OneTeam, ndr) ha dato il ‘la’ a tutto ciò. Con Cicognani condividevamo infatti tutte le idee e le prospettive. Venuta meno la sua figura, sono venute a mancare tutte le direzioni intraprese con lo Statuto interno. Ho dato le mie dimissioni sei mesi prima per una questione di rispetto, non di affronto come da tanti è stata vista. Ca’ Ossi non è uscita per disintegrare tutto il mondo giovanile forlivese, bensì per seguire l’unico progetto interessante in ottica futura. E proprio da qui parte la profonda ristrutturazione in atto oggi».

Quasi una rivoluzione, verrebbe da dire. Che Andrea Ruscelli, consigliere Ca’ Ossi, sviscera in ogni singolo dettaglio. «È palese che qualcosa negli ultimi anni sia mancato. A Forlì c’è grande passione e cultura sportiva, specie nel mondo del basket, e sarebbe un peccato non sfruttarla nel mondo dei giovani. Così abbiamo scelto un percorso che ‘copra’ tutte le risorse che in questo momento in città non ci sono o che comunque in passato non ci sono state. Lavoriamo da ben otto mesi dietro le quinte, scegliendo le persone giuste per noi, di altro profilo, tra cui Paolo Carasso, che pensiamo sia decisamente la figura migliore tra tutte per le capacità manageriali e tecniche. Il suo arrivo non è una critica ai tecnici forlivesi, si badi bene. Ma andava cercato un filo conduttore, a livello di campo, che permettesse di compiere quell’ulteriore step in più».

Già, proprio Paolo Carasso, ‘pietra dello scandalo’ che ha fatto tuonare il mondo del basket forlivese, additando allo ‘scippo’ dei migliori talenti nostrani. Ma, sotto questo punto di vista, Ruscelli tiene a precisare bene la questione. «Il progetto è tutto nostro, riguarda solo e soltanto lo Junior Basket Ca’ Ossi, non altre società romagnole – spiega – Dal punto di vista sportivo, a riguardo del polverone alzatosi nelle ultime settimane, qualsiasi tipo di scelta spetterà ai ragazzi, da parte nostra non c’è assolutamente alcuna costrizione. Ca’ Ossi fa e farà attività sportiva per il territorio forlivese, nel territorio forlivese e per i ragazzi del territorio forlivese. C’è scetticismo su questo? D’accordo, spiace, ma saranno i fatti a dimostrarlo e darci ragione».

Tocca dunque a Paolo Carasso, nuovo timoniere tecnico Ca’ Ossi, spiegare e, per certi versi, ‘invogliare’ ragazzi e genitori a scegliere il mondo caossino. Con grande decisione e precisione, il deus ex machina delle giovanili sottolinea la mission aziendale sua e della società. «Sono qui a Forlì per creare giocatori – spiega –, giocatori che possano militare nella categoria più alta possibile. Il ragazzo, inteso come persona e come atleta, è per noi davanti a tutto e noi siamo al suo servizio. Formarsi, crescere e quindi provare in prima squadra, serie A, A2, B o C che sia: sono queste le tappe che ogni ragazzo Ca’ Ossi dovrà compiere. Il nostro obiettivo è quello di far lievitare il numero di iscritti ed appassionati, portandolo ad almeno 1.200-1.300 unità. A Forlì ho trovato ragazzi particolarmente abili nelle varie situazioni di gioco, ma vi sono anche grandi carenze tecniche, nel movimento individuale, e sotto il profilo motorio. Ecco, lavoreremo forte per completarli il più possibile: Carasso è qui per rendere i ragazzi giocatori migliori, con una proposta che non ha eguali».

A partire proprio dalla classe 2002, che da settembre militerà con la maglia di San Marino in U18 Eccellenza e in serie C Silver. «Vanno fatte due premesse per questo gruppo – afferma Carasso – Innanzitutto tengo a precisare che il cartellino di tutti questi elementi sarà al 100% di proprietà Ca’ Ossi, che così non perderà più giocatori. Inoltre nessun ragazzo è stato obbligato a spostarsi, poteva scegliere la soluzione migliore insieme alla famiglia. Come ha fatto Luca Fabiani, ad esempio, che ha deciso di tentare l’avventura al Basket Bassano».

Quindi si entra nello specifico di chi andrà sul Titano. «Flan, Squarcia e gli altri avranno la possibilità di crescere in una realtà speciale – prosegue –, formata da un gruppo ‘unico’ con atleti di San Marino, Insegnare Basket Rimini (IBR, ndr), Santarcangelo e Villa Verucchio. E’ un roster con potenzialità davvero incredibili, tra le prime squadra U18 in Italia. I ragazzi di Ca’ Ossi, nel corso di una settimana tipo, svolgeranno due allenamenti a Forlì, uno ‘concentrato’ con tutti i compagni e uno individuale, quindi uno a Santarcangelo e uno a San Marino. Lo stesso gruppo, inoltre, farà anche la C Silver con la maglia dei Titans, con l’aggiunta di tre soli senior». Due ragazzi di Ca’ Ossi, poi, giocheranno in serie D con la maglia dei Baskérs Forlimpopoli di Cristhofer Gardelli, il ’99 Biffi e il 2001 Gorini. Un’ulteriore «sinergia forte, ma non vincolante, per far crescere il movimento giovanile forlivese», come spiega lo stesso Gardelli.

Questo il presente. E il futuro? «Come ho detto, i ragazzi sono e rimarranno tesserati Ca’ Ossi – afferma ancora Carasso – Non abbandoneremo il ragazzo finita l’esperienza in U18. Se merita Forlì, giocherà a Forlì, altrimenti si valuteranno altre piste. Personalmente ho incontrato Renato Pasquali, general manager della Pallacanestro 2.015, ben tre volte negli ultimi tempi. Abbiamo cercato una condivisione di idee e di ‘fatti’, ma purtroppo non si è trovata una via da percorrere insieme. Da parte nostra, non potevamo venir meno alle promesse di gestione del giocatore, togliendoci la possibilità di garantire un futuro dopo l’U16. Quindi ci prendiamo le nostre responsabilità al 100%, con tutti i rischi che ne conseguono, e ci mettiamo la faccia».

Questi, dunque, i temi più bollenti. Ma l’offerta formativa dello Junior Basket Ca’ Ossi non si ferma qua. Sì, perché la società forlivese conterà su tre squadre giovanili proprie: i 2005 (giocheranno in U15 Eccellenza), 2006 (U14 Elite) e 2007 (U13 Elite). Parallelamente, presenti più che mai anche le squadre del minibasket, comparto ulteriormente potenziato con la presenza di quattro annate (2007 e 2008, 2009, 2010 e 2011, dal 2012 al 2014) e centri di reclutamento ‘aperti’ alla Cava e al Ronco. Rimane vuota, dunque, una sola casella, quella dei 2003 e 2004. «Purtroppo abbiamo le mani legate – ammette Andrea Ruscelli –, dal momento che i cartellini delle due annate sono di OneTeam. Spero ci venga fatta una proposta per cercare un accordo e poter contare quantomeno su una squadra».