La domenica perfetta dell’Unieuro che si prende partita, differenza canestri e mette virtualmente 6 punti di margine tra se e la terza è la domenica di Pierpaolo Marini, certamente, ma anche di una squadra sempre più sicura dei propri mezzi che anche in difesa è cresciuta esponenzialmente.
Tutto da incorniciare, quindi. Tutto o quasi perché qualche pelo nell’uovo c’è e coach Sandro Dell’Agnello lo vede e, nel complimentarsi coi suoi ragazzi, prende le pinzette e lo toglie dal tuorlo.
«Il principale punto di forza di Mantova è il gioco a due tra Clarke e Lawson e noi avevamo fatto scelte estreme per cercare di limitarli. Nei primi 20 minuti ci siamo riusciti benissimo, ma come tutte le scelte estreme anche questa non ha avuto una durata infinita e nel terzo periodo i nostri avversari si sono aggiustati e potevo svegliarmi 3-4 minuti prima io e cambiare perché abbiamo subito un paio di triple di Clarke e due schiacciate di Lawson. Li spiego così i 30 punti subiti dopo l’intervallo, forse dalla panchina potevo fare qualcosa di diverso e farlo prima. Ci siamo comunque riassestati e nel quarto periodo abbiamo ripreso in mano le redini della partita».
Motivi per essere soddisfatti, però, non ne mancano.
«Assolutamente, siamo molto contenti perché Mantova, lo dice la classifica, è un avversario molto buono con un quintetto di prim’ordine e avrei firmato per vincere di un punto. E invece abbiamo anche ribaltato la differenza canestri. E poi abbiamo avuto un tifo calorosissimo, ma anche molto corretto e lo sport, per me, si vive così».
Vittoria figlia della difesa, dei recuperi e del contropiede, ma anche 87 punti a segno contro la migliore difesa del girone. Tutto perfetto, no?
«Per certi aspetti siamo stati più bravi in attacco che in difesa nell’arco dei 40 minuti. In avanti abbiamo smesso un po’ di eseguire, ma solo perché al ritorno dopo l’intervallo eravamo sopra di 15 punti e ci siamo sentiti un po’ troppo belli, ma è vero che abbiamo segnato in tanti al di là della serata strepitosa di Marini e questo nonostante abbiamo tirato maluccio da tre e ai liberi. Quindi fare lo stesso 87 punti… complimenti ai miei ragazzi».
Quindi Forlì si scopre forte? Quanto ancora può crescere la squadra e quanto ha ormai assimilato?
«Avere vinto essendo abbastanza in controllo con una squadra che mette le mani addosso, aumenta la fiducia che ci siamo conquistati in questo periodo. Ai miei collaboratori dicevo che avremmo avuto un poker di gare molto impegnativo e ne siamo usciti con un filotto.
Sono contento. Siamo anche forti? Con me si sfonda una porta aperta perché per me i giocatori che alleno sono i più forti al mondo, ma è vero che lo devi dimostrare sempre sul campo e ridimostrare di volta in volta. Lo sport è così, fino ad oggi hai fatto, ma domani hai davanti un’altra sfida e non la vinci mai per quello che hai fatto ieri. La nostra nuova sfida è Caserta domenica».