Dopo aver guardato al bicchiere mezzo pieno al termine di Gara 1, Marcelo Nicola si fa un po’ più realista e ‘crudo’, al termine del secondo appuntamento del PalaSojourner, e non nasconde la difficoltà attuale della serie playoff contro Rieti. Certo, nulla è ancora perduto, ma a Forlì servirà davvero ben altro per raddrizzare il tutto. “Dovremo sicuramente migliorare l’attacco. Segnando 61 punti non si può vincere. Oggi siamo stati costretti a tornare più volte, troppe volte, in partita, sforzandoci oltremodo. Poi, quando ci siamo riavvicinati, qualche errore di troppo ci ha condannato di nuovo, costringendoci all’ennesimo sforzo per rifarci sotto. Così è difficile. Un po’ di numeri. Dalle nostre 17 palle perse, Rieti ha segnato ben 20 punti: sono tanti, vincere così è davvero complicato. Inoltre nel primo tempo i laziali hanno tirato 14 liberi, noi siamo andati in lunetta solo una volta, con il computo dei falli a quota 11-6. Non è semplice giocare a un certo livello di energia e intensità. Comunque all’Unieuro Arena dobbiamo alzare il livello di concentrazione ed esecuzione, cercare di stare più uniti nei momenti di difficoltà. Dove arriva il merito Rieti e dove il demerito nostro? Siamo ai playoff, Rieti è tutta la stagione che gioca così. Ma lo sapevamo e ce lo attendavamo. Bisogna resistere, prendersi i contatti, accettarli combattendo e andare avanti. Tutto qua”.
Morale alle stelle, invece, dall’altra parte per Alessandro Rossi, tecnico di Rieti. “Siamo contenti per aver mantenuto il fattore campo, ma saremmo davvero ingenui a pensare che la serie sia finita qui e che Forlì non ci creda più, anche perché ha giocato due partite ampiamente alla pari. Oggi, però, siamo anche stati più bravi di Gara 1 per certi aspetti, ma è chiaro che si tratta di una serie equilibrata che si decide sui dettagli. Forlì, ad esempio, ha messo in ritmo Lawson in maniera importante. Mi aspetto un’altra musica all’Unieuro Arena e la serie è apertissima, oggi più che mai”.