Pazza Forlì amala: brivido finale, ma Milano è ko 80-79

Premessa: i cuori deboli si astengano dalla visione degli ultimi 90″ di gara. Del resto, se l’Urania Milano nelle tre sconfitte prima di far visita all’Unieuro Arena ha sempre perso con scarti davvero minimi, un motivo ci sarà. E anche Forlì ha tastato con mano la ‘consistenza’ dei meneghini, che nei secondi finali di partita hanno addirittura tirato per vincere, con i padroni di casa ad un millimetro dal gettare al vento una vittoria già messa in cascina a metà dell’ultima frazione. Rischiando di rovinare tutto solo e soltanto con le proprie mani.

Tiriamo un sospiro di sollievo, però, perché gli avversari non hanno trovato il fondo della retina e l’Unieuro ha così potuto festeggiare il pronto riscatto dopo il passo falso di Udine superando l’Urania 80-79. Una partita che Forlì ha sempre condotto, senza però riuscire mai ad assestare la spallata definitiva, complice anche la caparbietà, la diligenza e la forza mentale dei lombardi, rimasti sempre aggrappati alla partita. Ci ha provato Marini al rientro dall’intervallo, ci ha provato Giachetti con due triple a pochi minuti dalla fine: nisba. Ma Forlì, ancora una volta dopo il derby con Ravenna, non può permettersi il lusso di staccare la spina nella metà campo offensiva negli ultimi minuti, senza andare più a canestro nei conclusivi 4’10” di gioco. Tra pochi giorni, domenica prossima, contro Ferrara (che ha vinto di 12 su Udine…) servirà ben altro.

LA CRONACA

Partenza sprint da parte della Pallacanestro 2.015, che approfitta di un’Urania scesa in campo con un piglio sin troppo molliccio volando sul 10-2 dopo 3’40” trascinata dai canestri dei soli Bruttini e Ndoja. Milano si desta dopo il timeout chiamato da coach Villa e accorcia (13-11 dopo 6’10”), dando il ‘la’ ad una fase di sostanziale equilibrio che si protrae fino al termine della prima frazione. Sì, perché l’Unieuro è troppo monocorde in fase offensiva, con la palla che spesso circola troppo poco e non porta ad alcunché sul fronte offensivo. Dal 12-6, del resto, Forlì riesce a segnare appena 9 punti in 6’20” (0/5 da 3), con 16 punti sui 19 del primo parziale mandati a bersaglio dai soliti Bruttini & Ndoja. Al rientro dalla mini-pausa, dopo aver accusato il sorpasso milanese sul 20-22, ecco finalmente il primo break forlivese. Marini, sino a quel momento timido, vede la retina dalla lunga, Watson spezza la difesa ospite con ripetute ‘infilate’ a canestro e un complessivo 14-2 di parziale fa volare i biancorossi sul 33-24 a 15’20”, arrotondato poi fino alla doppia cifra di vantaggio (36-26). Forlì che dilapida poi tutto il vantaggio in pochi minuti prima della pausa lunga: Piunti (…) realizza 7 punti di fila, tutti facilmente nel pitturato in appoggio a canestro, e riporta i suoi a contatto sul 38-35 dell’intervallo.

L’intervallo rivitalizza (finalmente) Pierpaolo Marini, che al rientro dagli spogliatoi è un’autentica forza della natura. Con 9 punti in nemmeno 5′ di gioco, infatti, l’esterno abruzzese propizia il nuovo tentativo di fuga forlivese, con un 15-2 Unieuro che al giro di boa del terzo parziale vale il +14 (53-39) fatto di tanto lavoro di gomito difensivo e un’ottima manovra offensiva. Watson sprinta e fa male alla difesa milanese, ma non appena l’Unieuro abbassa un po’ l’intensità, ecco che ancora una volta l’Urania esce dal guscio. Vero che Dell’Agnello pesca un Benvenuti a farsi trovare prontissimo dalla panchina (58-44), ma con i primi ‘colpetti’ della partita di Raivio e il solito Piunti, al termine del terzo periodo è tutto da rifare: 61-55. L’Unieuro tenta la spallata decisiva (67-57), Milano non muore mai e resta sempre aggrappata con le unghie e i denti alla partita: 71-65 al 34′. Proprio quando capitan Giachetti manda a bersaglio due triple che, a 35’50”, paiono chiudere ogni discorso sull’80-70. Peccato che quello sia l’ultimo canestro della partita forlivese. Non che l’Urania dall’altra parte faccia poi granché per approfittare del buio pesto dei padroni di casa, ma l’ultimo minuto e mezzo fa letteralmente rabbrividire l’Unieuro Arena. 80-74 a 1’25” dalla sirena, quindi una sanguinosa palla persa di Marini (80-76) e una tripla di Raivio dopo un canestro fallito da Bruttini: 80-79 con 35″ ancora da giocare. La palla scotta, Forlì combina il nulla se non un’infrazione dei 24″ e, a -8″8, Milano tira per vincere. Sabatini libera Benevelli, che per nostra fortuna ha la mira sbilenca e trova solo il ferro, il batti e ribatti sotto canestro premia la decisiva ‘spazzata’ difensiva di Marini. Ma che fatica…

Unieuro Forlì – Urania Milano 80 – 79
(19-19, 38-35, 61-55)

FORLÌ – Rush 4 (2/5, 0/3), Kitsing (0/1, 0/1), Giachetti 11 (2/4, 2/3), Campori ne, Watson 14 (7/9, 0/2), Petrovic ne, Marini 20 (4/7, 3/5), Dilas ne, Bandini ne, Benvenuti 8 (3/6), Bruttini 12 (6/9), Ndoja 11 (4/7, 1/3). All. Dell’Agnello.

Tiri da 2: 28/48 (58%) – Tiri da 3: 6/17 (35%) – Tiri Liberi: 6/9 (67%) – Rimbalzi: 38, offensivi 7 – Palle perse: 12

MILANO – Piunti 13 (5/9, 0/2), Pagani (0/1), Negri 9 (0/2, 3/4), Benevelli 6 (3/5, 0/1), Montano 9 (2/4, 1/3), Giardini ne, Piatti ne, Lynch 8 (4/11), Raivio 18 (4/14, 2/3), Bianchi 10 (4/5, 0/2), Sabatini 6 (2/2, 0/1). All. Villa.

Tiri da 2: 24/53 (45%) – Tiri da 3: 6/16 (38%) – Tiri Liberi: 13/14 (93%) – Rimbalzi: 33, offensivi 8 – Palle perse: 6

LE PAGELLE

FORLÌ

Rush 5 – Un accenno di vitalità nel terzo periodo, poi torna in letargo. Ci si attendeva un riscatto dopo l’opaca prestazione di Udine, l’attesa è rimasta tale. Nell’ultimo quarto, di fatto, Dell’Agnello lo tiene seduto in panca per tutto il tempo.

Kitsing sv – I quasi 7′ in campo confermano come l’estone sia ben visto dallo staff tecnico. Ruoli diversi, ok, ma ha più minuti lui di Petrovic.

Giachetti 5,5 – Riscatta una prova insufficiente prendendo tra le mani le redini della squadra negli ultimi 10′ di gioco, mandando a bersaglio pure due pesanti bombe d’esperienza che spezzano l’equilibrio. Decisamente da rivedere, però, la gestione degli ultimi minuti, proprio in occasione del rientro avversario: qui il giudizio del capitano biancorosso torna verso sud…

Watson 7 – Tutto di marca sua l’allungo del secondo quarto, quando è una costante spina nel fianco della difesa milanese ‘frullando’ ripetutamente a canestro. Continua ad accendersi e spegnersi ad intermittenza, anche se in misura minore rispetto al recente passato e per l’occasione sono di gran lunga più gli aspetti positivi dei negativi. Buona la prova al tiro (7/11).

Marini 7,5 – Solita prima parte di gara da ‘vorrei ma non posso’, in cui rifiuta anche un paio di tiri aperti da dietro l’arco non da lui. Si riscatta alla grande, però, al rientro dalla pausa lunga, dove firma ben 12 punti con un perfetto 5/5 al tiro nel solo terzo periodo. Segnali del ‘vecchio’ Pierpaolo: bentornato!

Benvenuti 6 – Porta intensità, dinamismo e pure canestri nel terzo quarto, all’interno di un match comunque discretamente anonimo. Anche qui, però, da apprezzare la ‘ripresa’ emotiva.

Bruttini 7 – Contro Lynch (6′ in campo nel secondo tempo il non irresistibile lungo milanese) non ha certo vita complicata, ma a rompergli le uova nel paniere sono piuttosto Benevelli e un tarantolato Piunti. Se la cava alla grande, tra botte da orbi d’esperienza, rimbalzi (8) e lottando come un leone su ogni possesso, cosa che via Punta di Ferro gradisce particolarmente. 10, 100, 1000 Bruttini.

Ndoja 6,5 – Partenza a spron battuto, poi calano un po’ (fisiologicamente) i giri del motore dell’italo-albanese, anche se di par suo non si risparmia mai. A piccoli passi sta mettendo su minuti (oggi 30′ in campo): fondamentale ritrovare il miglior Klaudio.

Campori, Petrovic, Dilas, Bandini ne