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Al termine di una partita fisica e combattuta, dal punteggio bassissimo – specie nella prima parte del match –, la Pallacanestro 2.015 capitola dinanzi all’Old Wild West. E lo fa restando con l’amaro in bocca, perché la seconda vittoria sulla compagine friulana, dopo quella dello scorso novembre in Supercoppa, pareva davvero a portata di mano. Cavalcando il solito ultimo periodo di grande intensità e attenzione, Forlì aveva infatti in pugno la semifinale sul +7 a 2’30” dalla sirena finale. Fino a quel momento la ‘gabbia’ difensiva sulle bocche da fuoco avversarie aveva funzionato alla perfezione, quindi Udine ha trovato fiducia con la tripla di Giuri e quindi l’ha portata a casa Matteo Schina. Un ragazzo classe 2001, ai margini delle rotazioni di Boniciolli, ‘sbarcato’ a Cervia nella notte subito dopo esser sceso in campo tra le fila di Monfalcone, in serie B, nella trasferta di Teramo (6 punti in 22′) di giovedì sera. Due gare giocate nell’arco di nemmeno 20 ore, al ritmo di un torneo giovanile, per portare la sua OWW alle semifinali di Coppa Italia, in attesa della vincente tra Torino e Scafati. L’Unieuro, invece, saluta Cervia con tanto rammarico e ora dovrà attendere più di quindici giorni per tornare sul parquet.

Ancora partenza in quintetto base per Dilas, che nelle battute iniziali di gara peraltro non sfigura battagliando con un Foulland che, nonostante ciò, è autentico dominatore del primo periodo. Perché se il primo canestro della gara forlivese arriva dopo 2’ con Rush – in un primo parziale comunque dal punteggio piuttosto basso –, il lungo di Boniciolli imperversa e infilando 9 punti dei primi 11 friulani, facendo toccare ai suoi il +5. L’Unieuro, ad ogni modo, c’è, ‘tiene’ bene in difesa (in particolare sugli esterni bianconeri) ma pecca un po’ di continuità sul fronte offensivo. Con l’ingresso in campo dei ‘soliti’ Bruttini e Giachetti la musica cambia (11-11), quindi Udine allunga di nuovo dalla lunetta prima di subire un mini-break forlivese in avvio di secondo periodo. Quando cioè Natali e Campori da sotto canestro siglano un 5-0 che vale il primo vantaggio biancorosso della gara: 16-15, 11’40”. Udine esaurisce il bonus dopo appena 2’40”, Forlì trova l’abbrivio con due canestri dei suoi di Giachetti (22-20, 13’40”), ma saranno anche gli ultimi canestri dal campo degli uomini di Dell’Agnello nella seconda frazione. Perché intensità ed energia si alzano ancor di più, Mobio ci sguazza e fa rimettere ai suoi la testa avanti (24-26). Prima della pausa lunga, con Antonutti, l’Old Wild West si porta avanti fino al +4 (25-29). Nel mezzo, la PF conferma le proprie difficoltà nel trovare feeling col canestro. Ci provano a turno tutti i biancorossi, arrivando spesso al ferro e trovando anche conclusioni ben costruite, ma il 27% al tiro (appena 1/11 nel complesso per Roderick e Rush, con Terrence ancora a secco dal campo) fotografa alla perfezione una prima metà di gara decisamente più di ‘garra’ e nervi.

Il secondo tempo segue lo stesso copione dei minuti precedenti, con Mobio a prendere per mano i suoi e rispondere per le rime a Natali e Rush (30-33). Landi fissa il pareggio, ma l’Unieuro è troppo imprecisa davanti (3 palle perse in 4’) e, dopo l’antisportivo fischiato a Roderick, è solo costretta a leggere la targa degli avversari (33-38). Lo stesso Terrence alza finalmente la testa, mandando a bersaglio il primo canestro della sua partita dopo ben 25’35” ponendo fine allo 0/6 dal campo, quindi Bolpin risponde presente dall’arco (38-38). Gli ultimi minuti del secondo quarto sono così un inesorabile punto-a-punto, equilibrio che Johnson prova a risolvere con una tripla allo scadere (44-48). +4 Udine confermato da Deangeli in avvio di ultima frazione, quindi Forlì stappa la bottiglia e ‘infila’ la striscia giusta. Mettendo sabbia finissima ma estremamente efficace negli ingranaggi offensivi udinesi, il quintetto tutta sostanza disegnato da Dell’Agnello – con Roderick seduto a quota 4 falli – stappa la bottiglia e sigilla il break che rompe gli indugi. Rush mette 8 punti (due triple), Giachetti e Bolpin rifiniscono: 12-0 in 3’20” e l’Unieuro vola a +8 (58-50, 34’30”). Johnson risponde dall’arco, il ‘solito’ Riccardo preciso dalla lunetta e Forlì conduce sul +7 (60-53) col cronometro che si fa amico (4’40” dalla sirena). Peccato che da quel momento si apra la voragine. Perché Giuri e Schina riaprono la partita (60-58, -1’56”), che si appoggia a Bruttini (62-58) ma viene ancora punita dal classe 2001 allo scadere dei 24” nonostante la buona difesa Unieuro (62-61, -1’15”) quindi, quasi inspiegabilmente, si trova sotto (62-63 di Foulland, -29”). Nel finale di gara, Giachetti ha la tripla del sorpasso a 6” dalla fine ma sbaglia, quindi, sul -3, ‘scalcia’ il pallone dopo una rimessa a lunga gittata sporcata da Giuri. L’avventura al PalaPinarella si chiude così, con i biancorossi che ‘muoiono’ senza più timeout a disposizione negli ultimi 2’25”.

Unieuro Forlì – Old Wild West Udine 62-67
(11-15, 25-29, 44-48)

FORLÌ – Rush 14 (3/9, 2/4), Giachetti 11 (5/7, 0/3), Campori 4 (2/2), Natali 5 (2/4), Bolpin 7 (1/2, 1/1), Landi 6 (0/2, 2/3), Dilas 2 (1/2), Zambianchi ne, Ndour ne, Rodriguez (0/4), Bruttini 8 (3/4), Roderick 5 (2/4, 0/5). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 19/40 (48%) – Tiri da 3: 5/18 (28%) – Tiri liberi: 9/11 (82%) – Rimbalzi: 37, offensivi 10 (Natali 8) – Palle perse: 17

UDINE – Johnson 15 (0/5, 4/9), Deangeli 2 (1/1), Spangaro, Schina 9 (1/2, 1/2), Antonutti 7 (1/4, 0/3), Mobio 11 (3/3, 1/4), Agbara ne, Foulland 13 (6/7), Giuri 5 (1/2, 1/4), Nobile 5 (2/4, 0/3), Pellegrino (0/2, 0/1), Italiano (0/2, 0/3. All. Boniciolli.
Tiri da 2: 15/32 (47%) – Tiri da 3: 7/29 (24%) – Tiri liberi: 16/19 (84%) – Rimbalzi: 36, offensivi 12 (Foulland 13) – Palle perse: 15

[Foto LNP – Ciamillo e Castoria]