Il Quintetto è completo. Come dire, il più in casa Pallacanestro 2.015 Unieuro è bell’e fatto. E se il colpo “Mo” Watson è suonato come una scoppiettata inattesa, quello del 2° attesissimo USA era già nell’aria da giorni (ancor di più dopo che a metà mese Brindisi ha rescisso il contratto prolungato a inizio anno…): Erik Rush, metà californiano (nasce a San Jose) metà svedese (di madre), classe 1988, guardia-ala di 197 cm con tanta esperienza in A2 e A1 italiana.
“È il tassello che stavamo cercando per completare il roster, viste le sue spiccate qualità atletiche e per la grande esperienza che ha accumulato nel campionato italiano. Siamo molto contenti perché si tratta di un giocatore duttile, che può fare tante cose sul parquet e che ci permetterà di avere tante soluzioni tattiche, potendo ricoprire anche ruoli diversi” commenta il giemme Renato Pasquali confermando quanto Erik Rush, al di là del talento del ragazzo, sarà il vero baricentro tattico dell’assetto in mano a coach Dell’Agnello. Perché Rush in biancorosso significa, anzitutto, Pier Marini spostato a guardia, primo terminale nel perimetro delle scorribande di Watson. Significa anche che a lui sarà demandata tanta parte del lavoro, sporco e duro, di rimbalzo sulle palle medie e lunghe e verticalità, fino a ieri pressoché assenti sotto le plance forlivesi.
“Abbiamo preso un giocatore che conosce bene il campionato italiano e che porterà alla nostra squadra tanta fisicità e tanto atletismo. È poi un ragazzo di sicuro rendimento per punti e rimbalzi, e sarà fondamentale in fase difensiva, potendo marcare gli avversari in diversi ruoli, dalla guardia all’ala forte. Offensivamente sarà una risorsa importante abbinato a Marini giocando da “tre”, ma anche da numero “quattro”, quando giocherà con Oxilia dando respiro a Ndoja” chiosa il tecnico Sandro Dell’Agnello.
Il curriculum – Ha giocato il College a Montana St Bobcats, prima di cominciare le esperienze europee. La prima tappa è stata l’Apollon, a Cipro, poi l’Italia: dal 2012 Erik ha vestito i colori di Varese (3,4 punti e 2 rimbalzi a partita), Reggio Calabria (16,6 punti di media), Ferrara (17,2 punti e 7 rimbalzi di media), Recanati (17 punti, 9 rimbalzi e 4,7 assist di media), e poi di nuovo Ferrara (13 punti e 5,5 rimbalzi) prima del ritorno in A1, a Brindisi, lo scorso anno (6,3 punti e 3 rimbalzi di media). Con la squadra pugliese ha raggiunto i quarti di finale dei playoff in campionato e giocato la finale di Coppa Italia.