Terza vittoria consecutiva, bilancio stagionale che sale a quota sette vinte e due perse e, soprattuto, secondo posto in classifica a braccetto con Treviso, allo spasmodico quanto complicato inseguimento alla capolista Fortitudo. E’ questo il ‘quadro’ lasciato dall’affermazione su Cento, nell’ultimo turno, in casa Pallacanestro 2.015 Forlì. Una situazione piuttosto positiva e confortante per il futuro, ancor di più se considerata la prova ‘totale’ sfornata dalla squadra nell’impegno contro gli emiliani. Un’ulteriore prova di forza, sia tecnica che mentale, che non fa altro che rilanciare ulteriormente le velleità degli uomini di coach Valli.
Poteva tutto essere rose e fiori, però? Certo che no, perché a rovinare le uova nel paniere è giunta la notizia, nelle scorse ore, dello stop forzato per Jacopo Giachetti, ‘metronomo’ dei biancorossi in cabina di regia e pedina fondamentale all’interno dello scacchiere Unieuro, nelle vesti di equilibratore sulle due fasi di gioco. Nel corso della settimana, infatti, il playmaker toscano è rimasto precauzionalmente ai box, vittima di un processo infiammatorio al polso destro che ne ha limitato il gesto sportivo. Dopo aver già effettuato visite e risonanze magnetiche del caso, non se ne riparlerà prima di lunedì prossimo, quando verrà rivalutata la situazione del giocatore.
Polso destro che tormenta Giachetti oramai già da diverse settimane, per la precisione dal 21 ottobre scorso nella gara interna contro Jesi. All’epoca saltò infatti la partita successiva contro Montegranaro (anche se per problemi fisici differenti) per poi rientrare nel sentito derby di Ravenna. Da quel momento, però, le prestazioni dell’esperto playmaker classe ’83 sono state un po’ altalenanti – se non altro dal punto di vista realizzativo: 6 punti di media nelle ultime quattro uscite -, segno che, evidentemente, il problema al polso era piuttosto ‘persistente’ ed impattante, in negativo, nelle prestazioni.

Posto che, come detto, almeno fino a lunedì prossimo Giachetti non tornerà ad allenarsi, viene ora spontaneo chiedersi se sarà o meno a disposizione per l’insolito infrasettimanale di mercoledì prossimo, 5 dicembre, contro l’Assigeco Piacenza. Difficile prevederlo oggi, anche se è plausibile ipotizzare un forfait “a tavolino” contro gli emiliani, sfida ampiamente alla portata di Forlì, in modo da concedere al giocatore un riposo maggiore, a prescindere dagli esiti degli esami dei prossimi giorni, per averlo al massimo delle forze nelle cruciali ed ardue sfide che attendono l’Unieuro prima di Natale.
Eventuale assenza che certamente andrebbe però ad incidere in negativo nell’economia di squadra. In primis perché, in tal caso, le rotazioni biancorosse si accorcerebbero di fatto ad appena sette unità, con i soli Oxilia e De Laurentiis in uscita dalla panchina con un robusto minutaggio e capitan Bonacini in quintetto base. Ma anche perché Giachetti, nonostante sia andato in doppia cifra soltanto in un’occasione (11 punti all’esordio a Cagliari), ha spesso apportato una discreta mole di ‘sostanza’ in fase difensiva e un grosso ‘carico’ di esperienza ma anche talento nei momenti clou delle partite. Non senza qualche sbavatura qua e là, è vero, ma all’attuale Forlì, per certi versi, ci sta come il cacio sui maccheroni.
Anche perché il presente ha sì le sembianze dell’Assigeco, mente e corpo sono rivolte alla sfida contro i piacentini. Ma, superata l’ostica squadra guidata da coach Ceccarelli, l’Unieuro ha poi subito dietro l’angolo un trittico di sfide davvero al cardiopalma. Nemmeno il tempo di rifiatare che, la domenica successiva, appena quattro giorni dopo Piacenza, i biancorossi faranno visita alla forte De’ Longhi Treviso, che, dopo qualche blackout di troppo in avvio di campionato, sta ora ritrovando il giusto smalto. Un match che con ogni probabilità si giocherà più sui nervi, sulle poche energie rimaste in corpo, che altro. Anche se, paradossalmente, la sfida del PalaVerde potrebbe sulla carta essere quella più agevole del lotto.

Sì, perché dopo la trasferta trevigiana all’Unieuro Arena sbarcherà Udine, squadra sulla carta al livello di Treviso (se non forse leggermente superiore) che sta però attraversando un periodo davvero buio. In settimana sono arrivate le prime reprimende societarie a squadra e staff tecnico – in parecchi sono sulla graticola, a partire da coach Demis Cavina -, in queste ore i friulani non avranno grossi problemi a superare Cagliari nella sfida in terra sarda e non c’è da stupirsi se proprio da lì, col senno di poi, partirà la lunga rincorsa in classifica. Insomma, in via Punta di Ferro sbarcherà una squadra con il sangue agli occhi. Per non parlare poi di quello che attenderà Forlì proprio sotto Natale, il 23 dicembre, vale a dire la trasferta del PalaDozza contro l’imbattibile Fortitudo (in anticipo televisivo alle ore 12).
Calendario tutt’altro che amico per l’Unieuro, insomma, in un tris di sfide proibitive dal quale però, al di là dei risultati nudi e crudi, capiremo con ogni probabilità lo spessore tecnico e umano della squadra. In un senso o nell’altro verrà indirizzato il prosieguo del campionato forlivese. Girone di andata che si concluderà poi con la sfida interna con Mantova (30 dicembre) e, quindi, il derby di Faenza contro l’Andrea Costa Imola (6 gennaio), ormai un autentico ‘classico’ delle festività natalizie. Senza nemmeno perdere d’occhio, infine, l’ipotetico traguardo della qualificazione alla Coppa Italia, riservato alle prime quattro del girone proprio al giro di boa del campionato, tra poco più di un mese. Un ulteriore dispendio di energie in una fase ‘hot’ della stagione, questo sì, ma anche una questione di prestigio ed un ulteriore step per una società che si sta ben strutturando e sta pian piano trovando la sua dimensione nella seconda serie nazionale.