Come non bastasse la ‘necessaria’ auto-retrocessione in seconda serie, a Pistoia è arrivato un altro colpo tra capo e collo. Sì, perché il vetusto PalaCarrara, dopo anni di trascuratezza generale, ha definitivamente alzato bandiera bianca costringendo la compagine toscana a emigrare verso altri lidi per disputare le proprie partite casalinghe. Così, gli uomini di coach Carrea e i loro tifosi dovranno spostarsi qualche chilometro più a ovest in direzione PalaTerme di Montecatini per le gare della stagione sportiva 2020/21. Luogo ‘storico’ per la Pallacanestro 2.015: lì, nel giugno 2016, la banda di Gigi Garelli ottenne la promozione in serie A2.
I segni del temo del catino pistoiese, del resto, erano ahinoi piuttosto evidenti. Fino ad arrivare al punto di non ritorno, certificato pochi giorni fa dall’Amministrazione comunale: al palasport, in questo stato, manca l’agibilità e nessuna attività si sarebbe potuta svolgere, nemmeno a porte chiuse. Non resta dunque che attendere il completamento dei lavori di ammodernamento (per ora riguarderanno l’adeguamento delle balaustre delle scale esterne e la separazione della curva ospiti: costo complessivo di 170mila euro), che dovrebbero prendere il via entro il 15 settembre prossimo.
Tempi a dir poco ristretti, insomma, che porteranno Pistoia a giocare al PalaTerme, tana dei rivali storici di Montecatini. Generando lo scontento, ovviamente, dei tifosi biancorossi, che avrebbero piuttosto preferito uno spostamento più ‘impegnativo’ in direzione Firenze. Una decisione già messa nero su bianco, ad ogni modo, con la società pistoiese che ha indicato proprio nel PalaTerme il proprio impianto da gioco di riferimento nella documentazione richiesta e consegnata a LNP. Nell’auspicio “che i lavori di messa a norma del PalaCarrara possano concludersi quanto prima” per consentire a Saccaggi e soci di giocare tra le mura amiche il prossimo campionato. Un orizzonte realistico? Tornare a Pistoia per il girone di ritorno, indicativamente al termine dell’anno solare.