Pistoia, sarà una ripartenza lenta

Chi ‘piomba’ in serie A2 dal piano superiore ha automaticamente tutte le carte in regola per essere la corazzata del prossimo campionato? Nient’affatto. È il caso di Pistoia, ad esempio, unica compagine di massima serie ad aver chiesto il riposizionamento nella categoria inferiore (Cremona e Roma hanno preso tempo fino al 31 luglio, ma, andasse male, ripartirebbero dalla B o dalla C), che nelle scorse ore ha spiegato alla piazza i motivi dell’auto-retrocessione presentando, soprattutto, i piani per il futuro.

Scontate le ragioni che hanno portato la dirigenza a preferire il ritorno in A2 a distanza di sette anni dall’ultima volta. «È un passo indietro doloroso ma necessario – spiega Massimo Capecchi, presidente pistoiese –, che ci consentirà di portare avanti la storia del nostro basket. Si tratta di una decisione che si rivelerà saggia: restando in serie A ci saremmo presi un rischio non calcolato. Il ‘game over’, tra dodici mesi, sarebbe stato scontato». Innanzitutto, chiaramente, per motivi economici. «Il debito societario – prosegue il numero uno –, una volta chiuso il bilancio al 30 giugno, oscillerà tra il milione e il milione e mezzo di euro. Scendendo in A2, la speranza è di riuscirlo a rendere sostenibile, per non dire azzerato, nel medio periodo».

Obiettivo numero uno, dunque, ‘pulire’ i conti del club biancorosso, senza grosse ambizioni a livello di classifica per il momento. Anche perché il budget sarà nettamente inferiore rispetto agli scorsi anni. Inferiore anche rispetto ad altre big della categoria. «Puntiamo a tagliare i costi almeno del 50% – afferma Alberto Peluffo, vice-presidente esecutivo –. Fino a ieri la priorità era mantenere la categoria, oggi è di portare avanti un progetto sportivo che si baserà sui giovani. Ne abbiamo tanti e validi: dovranno dimostrare il loro valore, guidati da un allenatore che conosce già la categoria. A coach Michele Carrea, tra l’altro abbiamo proposto un allungamento contrattuale per i prossimi tre anni».

Già, perché proprio il triennio 2020-23, nelle intenzioni della società, è l’orizzonte temporale che dovrà riportare la serie A a Pistoia. «Stiamo ragionando su un progetto di almeno tre anni – conclude Capecchi –. Un progetto pluriennale che consolidi il basket pistoiese, ripeto. Non vogliamo la promozione il prossimo anno, magari nemmeno quello dopo. Logico che se il campo la pensasse diversamente, in quel caso vedremmo come affrontare il ‘pericolo’. Una serie A2 con le risorse attuali? In questo momento no, andrà cercato un nuovo sponsor ‘forte’ a cui legarsi».

L’azzeramento progressivo del debito, dunque, è il focus della società pistoiese, che nel campionato 2020/21 punterà a una tranquilla permanenza in serie A2 per piantare il seme da far germogliare nei prossimi anni. Ripartendo, come detto, da coach Carrea, che sarà nuovamente affiancato dal ds Marco Sambugaro ad occuparsi della parte sportiva. Il parco senior attualmente sotto contratto conta invece oggi soltanto su Aristide Landi e Carl Wheatle; il primo non rimarrà, mentre il secondo, ala inglese classe ’98 ma di formazione italiana, pare a un passo dalla permanenza. Largo ai giovani, dunque: spazio al playmaker Gianluca Della Rosa (’97) e al pivot Angelo Del Chiaro (’01), con una chance in vista anche per l’interessantissimo estone classe 2002 Joonas Riismaa (7,4 punti di media nella C Gold toscana a Montale).

[Foto Pistoia Basket 2000 – FB]