«Nel corso delle ultime settimane ne abbiamo parlato più volte tra vertici societari: se si presentasse l’opportunità della serie A2, la coglieremmo». Parole e musica di Paolo Carasso, amministratore delegato di Rinascita Basket Rimini, nonchè ‘timoniere’ tecnico del settore giovanile Ca’ Ossi. Nell’ambito di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata di sabato (legata alle conferme di coach Massimo Bernardi e dell’enfant prodige Niccolò Moffa), così, il club riminese ha di fatto confermato le indiscrezioni circolate nelle scorse ore riguardanti un possibile interessamente ad un posto in A2.
Al momento tutto è estremamente aleatorio, si badi bene. Dal momento che LNP, stanti eventuali (piuttosto probabili, comunque) riposizionamenti dalla serie A2 a categorie inferiori, potrebbe comunque ‘bloccare’ ogni tipo di ripescaggio adeguando il format della nuova stagione al numero effettivo delle iscritte tra aventi diritto e auto-retrocesse dalla serie A (queste sì da accogliere senza colpo ferire). Insomma, è possibile che il passaggio tra serie B e serie A2 sia attuabile soltanto in caso di organico a numero dispari e dunque da completare.
Ciononostante, la notizia in salsa riminese resta piuttosto ‘croccante’. Anche perché RBR, alla prova dei fatti, è la prima società di cadetteria (circola anche il nome di Fabriano, ma qui siamo ancora un passettino indietro) ad esporsi pubblicamente dando la propria disponibilità ad un salto in su in vista del 2020/21. Una mossa che anche la stessa LNP potrebbe apprezzare: Rimini ha storia, tradizione, bacino d’utenza, impianto (RDS Stadium) e proprietà solida. Basciano & co. – è la sensazione – non esiterebbero un istante a citofonare in riva all’Adriatico in caso di necessità. A maggior ragione, appunto, dopo che la stessa RBR è uscita oggi allo scoperto.
«La nostra è una società ambiziosa – chiude poi il discorso Carasso –, non ci siamo mai nascosti. Ambiziosa ma anche molto giudiziosa: non faremo mai il passo più lungo della gamba. La Federazione non ha ancora emanato regolamenti per prossima stagione, quindi è prematuro parlarne a fondo. Ma non nascondiamo che un’eventuale opportunità di ‘porte aperte’ per la serie A2, la società la prenderebbe davvero in seria considerazione. Stiamo lavorando e siamo attenti, pronti eventualmente a cogliere una chance al piano di sopra. Le conferme di Bernardi e Moffa vanno in tal senso: saranno ‘utili’ sia in una B d’alto rango che in A2. L’acquisto di un titolo sportivo? Lo escludo nella maniera più assoluta, non andremo mai a ‘sborsare’ soldi per salire. In tal caso Rimini si giocherà le sue chance sul campo».