È un’estate davvero nera, nerissima, per lo sport femminile forlivese. A poche settimane dalla ‘serrata’ dell’Olimpia Forlì, infatti, un’altra nostra compagine rosa è costretta a dare forfait ed annunciare l’interruzione della propria attività sportiva. Questa volta è il turno del Rugby Forlì 1979, che per bocca del nuovo presidente del club, Paolo Satanassi, ha annunciato la rinuncia da parte della compagine forlivese all’interno della franchigia de Le Fenici. Un amore durato una decina di anni, quello tra Forlì e il rugby femminile, nato nel 2008 e portato avanti con grande passione e successo nel corso delle varie stagioni. Come testimoniato dalla Coppa Italia U16 in bacheca nel 2013, ma anche dalla convocazione di svariate atlete nelle Nazionali giovanili e rugby a 13, come Ilaria Piolanti, Giulia Colangeli e Gladys Homedje.
«Con enorme dispiacere devo già segnalare la prima sconfitta di questa dirigenza – spiega Satanassi –. Purtroppo non siamo più in grado di supportare il settore femminile. Per motivi economici, logistici e mancanza di risorse umane, abbiamo dovuto comunicare alle ragazze che non sarà più possibile giocare a rugby nel RF79. Ma faremo di tutto per agevolare i loro passaggi in altre realtà nel caso vogliano continuare a praticare il nostro sport. Mi auguro che l’esperienza fatta nel nostro club sia stata per loro un’ottima fonte di crescita».

Il mondo RF79, ad ogni modo, è costretto ad andare oltre, superando questo ‘scotto’ e, volente o nolente, pensare con positività al futuro. «Insieme ai nostri tecnici ed ai tecnici federali vogliamo potenziare il settore giovanile e consolidare il gruppo arbitrale forlivese – prosegue Satanassi –. Reputiamo la prima squadra il nostro fiore all’occhiello, ma pensare di amministrare una società senza curare il settore giovanile sarebbe un progetto miope e senza futuro. Dare il giusto rilievo al settore arbitrale crea quella sana mentalità che poi porta i ragazzi a giocare in campo col rispetto delle regole, degli avversari e dei direttori di gara che è il principio fondamentale per il nostro sport».
In tal senso vanno lette varie collaborazioni che si stanno allacciando in queste settimane con altre realtà rugbystiche del territorio nazionale. «Vogliamo consolidare certi rapporti per confrontarci ed avere uno scambio di esperienze, sia in entrata che in uscita, che consentano a tutti i club di crescere. Per i tecnici, ad esempio, è importantissima la collaborazione con le Zebre, franchigia con base a Parma che partecipa al Pro 14. Mentre la collaborazione col Romagna, che ha conquistato la Serie A, consente ai nostri giovani più meritevoli e vogliosi di mettersi in gioco ad un livello superiore».