Scirea, ecco Brighi ma Silimbani avvisa: «Ora tutti capiscano lo sforzo che abbiamo fatto»

Da sabato è ultimo in classifica da solo. Ha perso lo scontro diretto in casa del Molinella e ora, rispetto agli emiliani, ha anche la differenza canestri sfavorevole. C’è un “però” che impone al Gaetano Scirea di credere comunque sino in fondo alla possibilità di salvarsi. Anzi, ce ne sono almeno tre.

Il primo è la storia recente, fatta di sofferenze, ma di grandi gioie finali ai play-out. Sì, perché l’ultima retrocederà direttamente in C Silver, ma le quattro che la precedono hanno ancora la possibilità di mantenere la categoria negli spareggi. Poi c’è il calendario: ancora 10 partite davanti, non poche. Tutte da giocare e sei di queste saranno al Pala Colombarone, un fattore che bisogna sfruttare anche sabato pur se davanti i bianconeri avranno una delle “big” del torneo come Scandiano.

Il terzo “però” ha un nome e un cognome: Lorenzo Brighi. La guardia 25enne che la società ha prelevato dal Bellaria e dalla quale ci si aspetta un’inversione di tendenza che, per qualità ed esperienza in campionati di livello ben superiore, può fornire a un gruppo giovanissimo, che ha perso i suoi leader e che deve ritrovare quella fiducia che sembra avere smarrito per strada.

Brighi ha già giocato a Molinella, ma aveva un solo allenamento con i nuovi compagni sulle gambe. Adesso da lui ci si può aspettare un contributo significativo. Non solo da lui, però, come ammette il presidente Alderigo Silimbani: «Dopo avere perso per infortunio Montaguti ed Enrico Solfrizzi era difficile proseguire senza fare un ulteriore sforzo. L’abbiamo fatto dando un chiaro segnale che vogliamo giocarci ogni chance possibile per salvarci. Abbiamo portato a Bertinoro un giocatore importante che si è reso subito disponibile, ma è chiaro che non può certo salvarci da solo: bisogna che tutti capiscano il sacrificio che abbiamo fatto, diano tutto in campo uscendone dopo ognuna delle “dieci finali” che ci attendono, con la consapevolezza di avere fatto il massimo».

Un concetto ripreso anche dal tecnico Alessandro Tumidei. «Ci siamo guardati negli occhi rendendoci conto che uno sforzo era necessario, perciò ringrazio la società e Lorenzo Brighi: con lui proveremo a giocare alla morte in ognuna delle dieci gare che ci attendono e nelle quali non conta il nome dell’avversaria, ma solo fare punti».

Cosa può dare Brighi allo Scirea? «E’ completo, può alzare il livello dei compagni e visto il momento difficile, di questo abbiamo bisogno. Anche di esperienza, però, e lui può darcela, sapendo gestire i momenti chiave delle partite. In quattro mesi è successo di tutto e la stagione non si è incanalata sui binari che volevamo, ma le colpe sono anche nostre se tante gare sono state decise da episodi a noi sfavorevoli. Ora dobbiamo essere bravi a resettare e ripartire, non è facile perché la fiducia va ricostruita, ma è fondamentale ritrovare la spensieratezza d’inizio campionato anche se adesso la palla pesa ovviamente molto di più».

A questi dettami si aggiungono, poi, quelli di Brighi stesso che un anno fa in serie B arrivò in corsa a Crema, allenato da Gigi Garelli, e contribuì a una salvezza tutt’altro che semplice. «Sono contento di essere qui e voglio aiutare la squadra in queste dieci gare: stringendo i denti possiamo farcela. L’anno scorso la situazione era simile e l’esperienza di Crema mi servirà anche qui allo Scirea, l’importante è remare tutti nella stessa direzione. Io cercherò di fare il massimo, assieme al coach abbiamo inserito alcuni giochi che si addicono alle mie caratteristiche e spero di essere un riferimento nei momenti decisivi delle partite».