Scirea, il sogno che brilla nella tempesta: «Vedere un ragazzo di Bertinoro in campo sarà un’emozione unica»

Se la tacita premessa ad ogni articolo scritto da marzo in qua è che il Covid ha calato brutalmente sopra ogni sport, ad ogni livello, una cappa nera di pessimismo, una piccola eccezione potrebbe farla il Gaetano Scirea Bertinoro. Pur nelle difficoltà oggettive di tirare avanti e nel conseguente severo ridimensionamento di ogni ambizione, in effetti, i bianconeri del “Pres” Alderigo Silimbani, un leggero sorriso lo possono accennare. Il sorriso di chi quest’anno potrebbe veder materializzarsi il più importante obiettivo di un progetto partito ormai una decina di anni or sono…

Presidente Silimbani, partiamo però dal presente più recente: la richiesta di autoretrocessione in C Silver. Un passo indietro per continuare a camminare anche nel futuro?
«Esattamente. In un momento in cui nel futuro di chiaro c’è solo che questa pandemia ha lasciato e lascerà il segno, ho pensato prima di tutto a salvaguardare la Società. Penso e mi auguro – anche per loro perché significherebbe che la situazione è comunque serena – che i nostri sponsor ci seguiranno anche in questa avventura ma nel dubbio, bisogna esser consapevoli delle proprie scelte. Passi falsi non ce li possiam permettere».

Una questione di costi, quindi.
«Sì, la passione e le ambizioni sono sempre quelle. Per dire un aspetto: il valore dei parametri in Silver è la metà di quelli per la Gold. Non è poco».

Com’era naturale che fosse, è stata una scelta che ha subito portato ai saluti di alcuni ragazzi – ad oggi, certificati, quelli di Matteo Bracci (a Lugo) e Mattia Ricci (ai Grifo Imola) – e del coach Tumidei.
«Credo che Paxson difficilmente sarebbe rimasto, anche se ci fosse stata la Gold. Alessandro è un professionista, un bravissimo coach che, giustamente, coltiva ambizioni importanti. Aveva bisogno di una realtà che gli potesse dare qualcosa di più, in termini di obiettivi, di quelli che ha lo Scirea. Come ci siamo salutati con lui già sapevo che, di lì a breve, sarebbe stato il turno di Bracci: so quanto si stimano; era logico che quel rapporto continuasse altrove. Mattia è rimasto in Gold; gli auguro il meglio, ovviamente».

Tornando al tema coach, la scelta di Emiliano Solfrizzi è un bel déjà-vu: lo scorso anno a sudar in campo con la maglia Scirea, una carriera importante in B e C, grande carisma e voglia di lottare… Alla fine, da Alberto Serra, lo separa il ruolo: il “Pomo” un perimetrale centimetri e cervello in pieno stile anni ’80, Emiliano invece un 4/5.
«È un altro dei motivi per cui la Silver è stata una scelta su cui non ho tentennato: per questioni di tesserino, in Gold, Emiliano non avrebbe potuto allenare. Ho ricevuto suggerimenti, proposte ma nel momento in cui ho deciso di ritarare il tutto, ho preferito farlo con ragazzi che conoscono la realtà Scirea. Ed Emiliano rispecchia perfettamente ciò che siamo. C’ho pensato poco a chiederglielo e lui c’ha pensato poco a dirmi di sì».

Al suo fianco, la continuità di un altro uomo franchigia: Teo Merenda…
«Matteo ha già esperienza come vice, è una sicurezza. Devo dire che poi, anche caratterialmente, si compensano bene. Lo dico apertamente: sono molto felice di averli sulla nostra panchina».

Passando al roster: qualche suggestione? Voci raccontano di una forte volontà di provare a trattenere sul Colle Lorenzo Brighi. Fuor di metafora: un botto di mercato di primissima fascia.
«Lorenzo è arrivato da noi in corsa, a gennaio. E ha saputo lasciare il segno, in campo e come ragazzo. Non lo nego: con Lorenzo ci stiamo provando ma non è semplice, oltre a quelli che sono i miei limiti di budget, si tratta di un giocatore importante, che ha altre richieste. Se accettasse di restare festeggerei. Ma abbiamo sul tavolo, ovviamente, altre trattative, innesti e conferme».

Assodato che il settore giovanile a Bertinoro e Santa Maria Nuova è il vero tesoro dello Scirea, i tempi sono maturi per vedere un vostro ragazzo in campo?
«Una delle prime cose che mi ha detto coach Solfrizzi è stato proprio “vorrei metter nei dodici uno dei nostri under 18”. Una frase che realizza un sogno che abbiamo da quando abbiamo fatto di Bertinoro la nostra casa. È la dimostrazione che sai dare continuità al lavoro coi giovani che con dedizione stiamo portando avanti. Sull’impegno che ci metteranno non ho dubbi, per il resto, qualsiasi sarà l’apporto che questi ragazzi sapranno dare in termini di minuti, punti o altro, sarà un bellissimo segnale».

Restando su giovani e roster, come sono i rapporti con le altre realtà giovanili, in particolare con la realtà di riferimento, la PF2.015?
«Ho parlato con Pasquali e Gandolfi. L’idea non cambia, è quella dello scorso anno: avere giovani da mettere in rotazione per farli crescere e maturare. Chiaro che il Covid ha ritardato un po’ tutto ma la prossima stagione sicuramente offrirà più spazio a quei giovani che magari in Gold avrebbero fatto più fatica a trovare minuti. Sicuramente saremo uno Scirea più verde».

La metto lì: come lo vedresti un derby coi Baskérs?
«Mi piacerebbe, penso piacerebbe a tutti. Si stanno attrezzando per rispondere alla chiamata in Silver che gli auguro arrivi. I derby sono sempre momenti belli».

Che campionato ti aspetti? 
«Da parte nostra vorrei un campionato tranquillo. Direi quasi di transizione. Saremo in Silver per scelta, oculata e ponderata, per consentirci di continuare a fare basket anche l’anno prossimo, per far crescere i giovani e assestare la guida tecnica. Poi vedremo, chissà, magari già fra un anno potremo pensare a tornare in Gold. L’ambizione è sana e va coltivata, senza eccessi. L’anno prossimo saranno 30 anni di Scirea. E siam partiti davvero dal nulla. Non è un compleanno che festeggiano tante società, purtroppo. Siamo diventati un piccolo patrimonio di questo territorio da cui riceviamo tantissimo; e questo rapporto è ciò di cui vado più orgoglioso».