Anche le più belle storie d’amore, prima o poi, giungono a una conclusione. Più che mai nel mondo dello sport e nello specifico del basket. Così, dopo aver vissuto ‘interiormente’ la parabola ascendente della Pallacanestro Forlì 2.015 sin dal giorno della sua nascita nella primavera di cinque anni fa, coach Alberto Serra recide il cordone ombelicale che lo lega al club biancorosso per intraprendere un nuovo cammino tutto da vivere. Il tecnico forlivese classe ’72 è infatti il nuovo head coach dei Raggisolaris Faenza, club di serie B che già da una settimana si era messo sulle sue tracce imprimendo infine l’accelerata decisiva.
Dopo cinque stagioni da vice allenatore sulla panchina forlivese – tutto partì con la chiamata di Gigi Garelli, quindi ha vissuto le epopee di Giorgio Valli, Marcelo Nicola e infine Sandro Dell’Agnello –, dunque, Serra ritrova il suo ruolo ‘naturale’ di capo allenatore. Un’avventura interrotta proprio nel 2015, dopo aver guidato per ben nove stagioni il Gaetano Scirea Bertinoro portandolo dalla serie C2 alle soglie della serie B, nella ‘storica’ finale playoff contro Arzignano.
Dai primi passi sul parquet nell’estate 2015, passando per le emozioni di Cento e Montecatini e la salvezza strappata ai playout contro Chieti alla ‘prima’ in serie A2, fino prima esperienza ai playoff di A2 contro Rieti. Alberto Serra è stato un vero punto fermo della Pallacanestro 2.015 e con lui se ne va l’ultimo ‘reduce’ (perlomeno sul fronte campo) della prima annata, quella del passaggio dalla B all’A2. «Ho visto nascere la società della mia città – sono le parole di ‘Pomo’ –, abbiamo conquistato l’A2 fino ad arrivare al bellissimo campionato di quest’anno, purtroppo interrotto per ovvi motivi. Sono emozioni splendide che mi porterò sempre dentro».
Il presente e il futuro di Serra, però, si chiama ora Raggisolaris Faenza. «Ho colto al volo la bella chiamata del club manfredo – prosegue il tecnico –. Anche perché ho sempre vissuto il ruolo da vice come una parentesi nella mia carriera, un’ulteriore gavetta. Insomma, arrivare a Faenza è come se terminassi il mio percorso di studi. Lo ritengo un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza come capo allenatore. Si tratta di un opportunità incredibile e voglio giocarmela tutta». Un’opportunità che dopo quattro anni di serie A2, ne siamo certi, ‘Pomo’ saprà sfruttare al meglio.