Partiamo dalla sostanza: il secondo posto al termine della regular season è in cassaforte. Sì, perché Forlì mantiene il +6 sul gruppone delle terze in classifica e potrà giocarsi una fase a orologio maggiormente ‘agevole’. Incrociando cioè la capolista dell’Ovest (con ogni probabilità Torino) più ultima e penultima dell’altro raggruppamento: sempre meglio che vedersela contro le prime della classe.
Oltre ai risvolti del mese prossimo, però, c’è anche il presente. Un presente che parla della settima vittoria di fila della Pallacanestro 2.015, che ha superato anche l’ostacolo Montegranaro per 71-65, davvero col minimo sindacabile, quasi giocando al piccolo trotto. Quella dell’Unieuro Arena è infatti stata tutto fuorché una partita brillante e ricca di contenuti tecnici. Forlì è sempre stata avanti nel punteggio e ha meritatamente portato a casa i due punti, si badi bene, ma le fatiche dell’infrasettimanale si sono fatte sentire non poco nelle gambe degli uomini di Dell’Agnello. Dopo un primo tempo tutto sommato più che positivo (toccato anche il +15) ‘favorita’ da un avversario remissivo, la manovra offensiva si è poi fatta più ‘dura’ e balbettante dopo l’intervallo, dovendo fare i conti pure con un inviperito Aaron Thomas da 15 punti in 16′. Ospiti che, va detto, non sono comunque mai andati oltre il -6. Ma ritorniamo doverosamente alla sostanza iniziale: un’altra vittoria è arrivata (spesso si parla di un classico “successo da grande squadra”) e ora la testa va già allo scontro diretto di Verona.
Partenza col piede sull’acceleratore, ad ogni modo, da parte dei biancorossi, che con due triple nei primissimi minuti (Ndoja e Rush) si portano sull’8-3 iniziale. L’ala svedese, del resto, è assoluto protagonista dei primi possessi forlivesi, con 7 punti di fila che a metà del primo periodo valgono il +5 sul 12-7. Montegranaro, però, pur senza brillare tra attacchi piuttosto ‘masticati’ e tiri aperti falliti (27% dal campo nei primi 10′, e dire che sugli scarichi le opportunità ci sarebbero anche), è ancora lì, aggrappata al totem Bonacini. Sì, perché è proprio soltanto l’ex capitano forlivese l’unico punto di riferimento offensivo degli ospiti (a Thomas non riesce una-giocata-una): in questa fase, spento lui, spenta tutta Montegranaro. Terreno fertile per l’Unieuro, che trova un minimo di ritmo e vivacità servendo un attivissimo Bruttini nel pitturato e allunga così fino al +7 (19-12). La tripla di Marulli, poi, è solo un’illusione e nulla più, perché in avvio di seconda frazione Forlì ‘cala’ un break mortifero di 9-0 che al 12′ vale la doppia cifra di vantaggio (27-15). I gialloblù ospiti, senza Thomas in campo e privi di Cortese, non sanno a che santo aggrapparsi, tra perse (saranno 9 alle pausa lunga) e percentuali che continuano a rimanere piuttosto ondivaghe. Ci provano con Cucci, che risponde prontamente alla doppia cifra toccata da Ndoja e riporta i suoi sotto al -10 (31-22, 17′), ma prima Rush quindi la tripla di un Watson in palla regalano a Forlì addirittura il +15 (39-24) a 18’20”. In una prima parte di gara in cui, facendo il minimo sindacabile, i biancorossi viaggiano in pompa magna.

L’Unieuro rientra dagli spogliatoi e riprende il discorso da dove l’aveva lasciato (47-30), ma guai concedersi il lusso di qualche secondo di ‘relax’ difensivo, perché ora dall’altra parte c’è in campo un Thomas che attacca il ferro con cattiveria agonistica e vigore. Così, con 10 punti concessi in soli 3’30”, la partita si riapre a tutti gli effetti (49-40). Sì, perché se Watson e Giachetti ridanno fiducia ai padroni di casa, l’energico americano marchigiano continua ad essere un fattore, imperversando nella metà campo avversaria e ‘confermando’ il -9 (53-44) a 27’30”. In chiusura di frazione, però, Forlì può tirare un sospiro di sollievo: Petrovic entra ed è subito ‘impattante’, quindi la tripla a fil di sirena di capitan Giachetti toglie le castagne dal fuoco (60-46). Ciò non toglie che l’attacco forlivese resti comunque opaco e macchinoso, al punto da restare totalmente a secco nei primi minuti dell’ultimo quarto: un libero di Benvenuti dopo 3’35”, il primo canestro dal campo che arriva solo dopo ben 5’10”. Montegranaro è ancora lì, ma fortunatamente non è una corazzata abile ad approfittare di ogni passaggio a vuoto avversario ed accorcia ‘solo’ fino al -7 (61-54, quindi 63-56). Dell’Agnello ci parla su e, di fatto, opta per affidare tutto nelle mani di Giachetti. Il capitano prima arma la mano di Benvenuti, quindi si mette in proprio e piazza l’allungo che spezza la partita: 69-56 a 3’10” dalla fine. Non è ancora tutto finito, però, perché c’è ancora tempo per le ultime speranze ospiti (69-63, -1’16”), ma Watson dalla lunetta è freddo e chiude definitivamente i conti.
Unieuro Forlì – XL Extralight Montegranaro 71 – 65
(19-12, 43-29, 60-46)
FORLÌ – Rush 13 (5/7, 1/3), Giachetti 14 (4/8, 1/4), Campori, Watson 9 (2/4, 1/2), Petrovic 2 (1/2), Marini 4 (2/5, 0/4), Oxilia 4 (2/2), Benvenuti 5 (2/4, 0/1), Bruttini 10 (4/5), Ndoja 10 (1/6, 2/5). All. Dell’Agnello.
MONTEGRANARO – Miani (0/1 da 3), Conti 2 (1/3, 0/2), Cortese ne, Delas 6 (2/3, 0/1), Bonacini 15 (6/10, 0/4), Marulli 6 (1/3, 1/6), Berti, Thomas 15 (3/7, 1/2), Cucci 13 (1/5, 3/4), Serpilli 8 (1/2, 2/3). All. Di Carlo.

LE PAGELLE
Rush 7,5. Energia e dinamismo sempre al servizio della squadra, come avviene puntualmente nelle ultime settimane. Parte alla grande (7 dei primi 12 punti biancorossi), prima di rimboccarsi le maniche spendendosi in difesa. Anche 6 rimbalzi all’attivo.
Giachetti 7. Un po’ ‘pasticcione’ nel primo tempo, dà il meglio di sé nella seconda parte di gara (11 punti) e in particolare modo nell’ultima frazione, regalando di fatto la vittoria ai suoi. Il 6-0 che chiude una volta per tutti i conti porta per intero la sua firma. Esce dolorante alla caviglia sinistra.
Campori 6. In campo poco meno di 3’, trova il modo per ‘infilare’ un importante recupero difensivo.
Watson 7. Dimenticarsi il ‘Mo’ di inizio stagione, perché oramai pare avere a tutti gli effetti le chiavi della squadra in mano. Non fa nulla di clamoroso, è vero, ma gestisce sapientemente il ritmo offensivo della squadra e arma le mani dei compagni (6 assist). Qualche patimento di troppo contro Thomas nel terzo periodo.
Petrovic 6,5. Si sbatte in difesa alzando i gomiti contro i lunghi marchigiani, strappando pure 3 rimbalzi. Vivo anche nella metà campo offensiva, in certi frangenti meriterebbe forse un coinvolgimento maggiore.
Marini 5,5. Come a Caserta, non è serata. Solo 4 punti in 23’ con 2/9 al tiro, nel secondo tempo gioca spiccioli di partita, specie nell’ultimo quarto.
Oxilia 6. Sfrutta lo spazio concessogli difendendo, al solito, su tre ruoli e dando un contributo effettivo anche sotto le plance (4 rimbalzi). ‘Piazza’ anche qualche giocata di talento puro.
Benvenuti 6. Non sarà spettacolare nelle sue ‘azioni’, ma sa farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto. Si sbatte nel pitturato contro i lunghi marchigiani.
Bruttini 6,5. Partita di estrema sostanza e quantità. Nel primo periodo è un importante riferimento offensivo (chiude in doppia cifra a quota 10), quindi è chiamato ai super lavori contro un pari ruolo atipico come Delas. Ma se la cava egregiamente.
Ndoja 5,5. Cucci non è un cliente facile e tutto sommato l’italo-albanese porta a ‘casa’ la partita, sommando pure 3 rimbalzi offensivi. Certo è che la mira, per l’occasione, torna di nuovo ballerina: 3/11 al tiro, tra cui parecchie conclusioni aperte tutto sommato agevoli.