Sì PF, ora ci siamo: liquidata Orzinuovi 84-67

Vendetta (nel senso sportivo del termine) aveva chiesto Dell’Agnello alla vigilia della sfida, vendetta ha avuto. Perché la Pallacanestro 2.015 ha riscattato il passo falso all’esordio nel derby con Ravenna espugnando Montichiari – in un palasport più biancorosso che casalingo – con una prova di forza bella e buona. Così così nella prima parte di gara (comunque sempre condotta), poi, sistemando qualche dettaglio negli spogliatoi, dopo l’intervallo si è vista la corazzata Forlì che tutti ci aspettiamo: difesa solida e impenetrabile, l’esperienza dei Bruttini e degli Ndoja a far la differenza e un Mo Watson finalmente in serata a ‘girare’ la partita.

Nel secondo tempo, di fatto, non c’è stata gara: le proprie cartucce Orzinuovi le ha sparate tutte nei primi 20′ e l’Unieuro ha avuto vita facile a ‘piazzare’ quei pochi minuti di intensità e sostanza fatti bene che sono poi valsi la prima vittoria stagionale. La sensazione è che Giachetti e compagni non abbiano nemmeno faticato troppo a mettere in cascina i due punti. Insomma, finalmente si è vista la Forlì ‘di sistema’ che tutti ci aspettiamo, in grado di portare ben 6 uomini in doppia cifra.

LA CRONACA

Dopo un avvio in grande equilibrio (11-10 Orzinuovi a metà del primo quarto), la Pallacanestro 2.015 alza impetuosamente il ritmo trascinata dalla verve di Mo Watson, portandosi in avanti sull’11-15. Due le triple segnate in un amen dal playmaker americano, apparso subito tonico e in forma. Orzinuovi cerca di complicare le cose agli ospiti ricucendo con Smith e Bossi, ma dalla lunetta Giachetti non sbaglia (16-23) e Petrovic a 8’50” segna il +8 (18-26) che pare già un segnale per il ‘futuro’ della partita. La sensazione immediata, del resto, è che Forlì sia in grado di dare l’accelerata decisiva quando gli pare e piace. Parrillo e Bossi, unici portacolori lombardi nella prima metà di gara, provano a risvegliare Orzi dal torpore, nonostante il +9 toccato da Forlì, e li riportano a contatto sul 29-33 dopo la strigliata di coach Salieri. Elastico nel punteggio che prosegue anche nei minuti successivi: l’Unieuro ritrova il +9 (30-39), prima di fallire un paio di canestri comodi per la doppia cifra di vantaggio e ritrovarsi di nuovo Orzinuovi tra i piedi (40-43 a 45″ dalla pausa lunga).

Se nella prima metà di gara la squadra di casa ha avuto vita sin troppo facile sotto canestro, al rientro dagli spogliatoi lo spartito cambia decisamente. Perché la difesa biancorossa si fa subito tosta (con un Ndoja in grande evidenza sui due fronti di gioco), l’attacco accusa meno battute a vuoto rispetto al primo tempo e Forlì vola sul +11 (43-54) con un sontuoso sottomano di Watson, che poi si mette in mostra anche per qualche bel servizio a Marini. Orzinuovi, dall’altra parte, è rimasta negli spogliatoi. Trova la forza per tentare l’ultimo sussulto (50-58), ma Petrovic la ricaccia indietro con una tripla, annullando un paio di sortite offensive di un Mekowulu in grande spolvero, e Forlì prende il via. Sì, perché a 27’40” trova il +13 (50-63) e, trascorso un minuto nell’ultima frazione, allunga fino al 55-71. La difesa lombarda è come burro che si scioglie al sole e in fase offensiva non va tanto meglio: appena 2 punti segnati in 5’30”. Così Watson mette il punto esclamativo sulla partita a 36’50”, con la tripla del 61-79 che chiude una volta per tutti i giochi, non prima di toccare finanche il +20 nelle battute conclusive del gioco.

Agribertocchi Orzinuovi – Unieuro Forlì 67 – 84
(20-28, 42-47, 55-67)

ORZINUOVI – Smith 6 (3/5, 0/2), Bossi 17 (4/7, 2/4), Siberna 5 (1/4, 1/2), Perin, Parrillo 8 (0/2, 2/3), Guerra, Ferraro (0/1), Galmarini 3 (0/5), Negri 9 (3/9, 0/2), Mekowulu 19 (6/10). All. Salieri.

Tiri da 2: 17/43 (40%) – Tiri da 3: 5/13 (38%) – Tiri Liberi: 18/26 (69%) – Rimbalzi: 35, offensivi 10 – Palle perse: 12

FORLÌ – Rush 3 (1/4, 0/3), Kitsing, Giachetti 15 (5/9, 0/2), Campori, Watson 16 (3/6, 3/5), Petrovic 12 (2/4, 2/3), Marini 11 (4/7, 0/3), Benvenuti 5 (2/5), Bruttini 11 (4/4), Ndoja 11 (4/6, 1/2). All. Dell’Agnello.

Tiri da 2: 24/45 (56%) – Tiri da 3: 6/18 (33%) – Tiri Liberi: 16/24 (67%) – Rimbalzi: 42 offensivi 11 – Palle perse: 9

LE PAGELLE

FORLÌ

Rush 5 – Mai realmente in partita. Inizio da dimenticare, poi si fa ‘apprezzare’ per qualche giocata difensiva, aspetto che porta Dell’Agnello a tenerlo in campo per 25′. Passo indietro rispetto a Ravenna.

Kitsing 6 – 13′ in campo, soltanto 2 rimbalzi a sporcare il tabellino: nulla, ma vista la serata positiva…

Giachetti 7 – In attacco fa ciò che vuole, nessun avversario pare potergli mai mettere il bastone tra le ruote. Qualcosa ancora da registrare nella metà campo difensiva, ma il capitano (e sesto uomo di lusso) forlivese è già discretamente in ritmo campionato.

Watson 7,5 – Ehilà, Mo! Che sia una serata diversa rispetto al precampionato e alla domenica precedente lo si coglie già dai primi vagiti della sfida, poi è un crescendo fino alla sirena finale. Poche sbavature, bene al tiro (3/5 da dietro l’arco), sempre in partita con testa e corpo. Che sia la svolta?

Petrovic 7 – Ha voglia di rifarsi dopo l’utilizzo col contagocce dell’esordio e lo fa alla grande. Non che giochi più di tanto, ma i suoi (decisivi) 13′ sono di assoluta sostanza tanto in difesa (Mekowulu limitato più che discretamente) che in attacco (12 punti, con due triple).

Marini 6 – Tocca la doppia cifra, ma quella di Pierpaolo è una partita un po’ da decifrare. Fatica ad accendersi, e prova ne sono le sole tre triple (tutte sbagliate) prese.

Benvenuti 6 – Il terzo fallo arriva troppo presto e condiziona tutta, ma proprio tutta, la partita del lungo livornese. Senza infamia né lode, ma ha tutte le attenuanti del caso.

Bruttini 7 – In 21′ ribalta la partita. Perché, pur se anche l’ex Capo d’Orlando alle prese col problema falli, non sbaglia nulla nel pitturato avversario (4/4) e conquista i tabelloni ‘staccando’ ben 8 rimbalzi soppiantando i lunghi avversari.

Ndoja 7 – In grandissima ed evidente crescita. Non può essere il man of the match, ma l’aquila di Scutari ha messo il suo bel ‘carico’ sulla vittoria forlivese con le specialità della casa: tigna, dinamismo ‘tattico’ ed esperienza. Tutto ciò che serve ai biancorossi.

Campori sv