FORLI’. «E Benvenuti a ‘sti pivottoni…». Immaginatevi di cantarlo accompagnati da una chitarra, casomai suonata da lui stesso. Ci starebbe, perché quella delle sette corde è, assieme alla pallacanestro, la grande passione di un ragazzone 24enne per 207 centimetri di muscoli, sorrisi e umiltà. E’ Lorenzo Benvenuti, il primo acquisto della nuova Pallacanestro 2.015 in ordine cronologico e il primo ad essere presentato ufficialmente ora che al completamento della rosa per la stagione 2019-2020 mancano solo i due stranieri come afferma il general manager biancorosso, Renato Pasquali.
A dare il… benvenuto a Forlì al centro che dividerà il ruolo con Davide Bruttini, hanno pensato anche il suo allenatore di ieri (a Bergamo) e di oggi, Sandro Dell’Agnello, nonché il presidente Giancarlo Nicosanti, il quale ha ricordato come il tecnico toscano abbia speso immediatamente dopo la firma sul contratto il nome di un altro livornese come lui (e Giachetti) per farne un perno dell’Unieuro puntando «sull’escalation di un ragazzo che di anno in anno migliora».
E il prodotto del vivaio Don Bosco, che in serie A2 ha vestito anche le canotte di Jesi, Ferentino e Reggio Calabria, la scorsa stagione è “esploso” a Bergamo realizzando 10.9 punti a gara in 24′ con poco più di 3 rimbalzi a gara e percentuali al tiro di spessore: 62% da 2 salito al 71% nei play-off, 34% dall’arco che in post season è diventato il 41%. Non è questo, però, il motivo per cui “Sandrokan” definisce «fantastica» la sua ultima stagione. «Tanti meriti di quanto siamo riusciti a fare vanno a lui che ha una maturità fuori dal comune – commenta il tecnico -. Non aspettatevi un giocatore appariscente, ma uno che fa sempre la cosa giusta al momento giusto e sta in campo da veterano. Con lui, Bruttini e Ndoja non avremo un settore lunghi di grande atletismo, ma questo non è affatto un limite, perché abbiamo solidità e sostanza incredibili e sapere farsi trovare pronti nei momenti e nelle situazioni chiave, è ancor più importante di una schiacciata. Ecco, posso dire che quest’anno daremo meno stoppate, ma subiremo più sfondamenti e su questo coi ragazzi ho fatto un patto: lo sfondamento conta di più perché esalta il pubblico, ti fa recuperare palla in attacco e costa un fallo all’avversario».

La logica dellagnelliana, in sè, non fa una piega. Al campo il compito di dimostrarne l’efficacia. Certo è che Benvenuti questo suo identikit lo sposa appieno. Anzi, va oltre nel ribadire il concetto espresso dal suo coach.
«Prima di tutto è un orgoglio giocare in una piazza con questa storia e la pressione non mi preoccupa, anzi è uno stimolo. Io sono un atleta e una persona solare che cerca di portare entusiasmo (quel «sorriso abbinato al lavorare duro» che secondo Renato Pasquali è mancato nei giocatori dello scorso anno, ndr). Non sono un lungo atletico che schiaccia con la testa sopra al ferro, ma amo mettermi a disposizione della squadra, chiudere una penetrazione, subire sfondamento. In attacco dipendo dai miei compagni di squadra, non sono uno che inventa. Fino a poco tempo fa portavo il blocco e rollavo, fine… Poi, però, con Dell’Agnello ho messo su anche un tiro da fuori sul quale continuerò a lavorare sperando di migliorarlo ulteriormente e grazie a compagni di squadra che ho avuto negli anni, come ad esempio Michele Maggioli, Mason Rocca o Angelo Gigli, ho imparato anche tecnicamente qualcosa».
Ora come compagno avrà Davide Bruttini. «Mi fa piacere, perché giocandoci contro spendevo 4 falli in 3 minuti – sorride -. E’ un professore, imparerò tanto sia da lui che da Ndoja».
Nomi che risvegliano l’orgoglio da presidente di Nicosanti. «Abbiamo il gruppo italiano più forte della nostra storia, persone che stanno nel sistema voluto dal nostro allenatore e così sarà anche per i due stranieri che ora inseriremo. Non ci interessa il loro curriculum, ma la sostanza, ma adesso non è semplice firmarli in quanto l’A2 italiana, per molti, non è ancora la prima opzione». Parole che Renato Pasquali conferma, aggiungendo: «Serve pazienza, di proposte ne abbiamo avanzate, ma al momento molti prediligono aspettare occasioni in leghe di primo livello o in squadre che disputano le Coppe. Potremmo anche andare a pescare nel sommerso di campionati europei nei quali militano comunque ottimi giocatori. Pensiamo a Javonte Green e Jordan Parks e da dove provenivano». Ossia dal Marin Peixe Galego in terza serie spagnola il primo e dal College di North Carolina Central il secondo.