Spadafora e la riforma dello sport: abolito il vincolo sportivo e nuovo regime fiscale in arrivo?

Tramite un comunicato stampa diffuso lo scorso 9 luglio, il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha ufficialmente annunciato l’avvio dell’iter parlamentare che dovrà portare, nei prossimi mesi, a una nuova riforma dello sport inserita nell’ambito di un Testo Unico. Tanti i temi toccati: aiuti statali al mondo dello sport, limite ai mandati per i presidenti di Coni e Federazioni, sostegno e supporto allo sport nelle scuole e misure a sostengo dell’attività sportiva femminile. Due aspetti, però, nel dettaglio vanno a ‘toccare’ direttamente il mondo del basket.

Innanzitutto, come espressamente riportato nel comunicato stampa ministeriale, si pensa all’abolizione del vincolo sportivo entro un anno dall’entrata in vigore del decreto. “Norma eliminata nel professionismo già dagli anni ’80 – si legge –, verrà finalmente abrogata anche nel settore dilettantistico una volta approvato il Testo Unico”. Si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione, un po’ per tutte le discipline dilettantistiche, che comunque trova avversità pressoché dalla totalità del mondo sportivo e anche da buona parte delle forze politiche che dovranno poi approvare il testo definitivo

Inoltre, secondo quanto riportato da SB Daily, all’interno del Testo Unico potrebbe finirci pure la cancellazione dell’attuale differenza tra professionisti e dilettanti (ex legge 91/81). Una peculiarità tanto discussa negli ultimi anni, puntualmente ogni estate, che potrebbe portare verso un nuovo regime fiscale più vantaggioso (e per la maggior parte dei club più accessibile) rispetto a quello esorbitante dell’attuale serie A di basket. Un percorso più agevole rispetto a quello del vincolo sportivo, ma, anche in questo, caso tutto da verificare in sede parlamentare.

Discussione in Parlamento che dovrebbe cominciare non prima di fine estate: al momento la riforma dello sport, allo stato iniziale, è stata inviata soltanto al Governo e alle forze politiche e, naturalmente, dovrà ottenere il via libera da parte delle due Camere.