Splendore Unieuro: Verona è ridotta a una formichina, Forlì vince 83-69

C’è chi alla sfida contro la capolista ha preferito il cappelletto domenicale, ‘sputando’ sul lunch match in programma all’Unieuro Arena. Una scelta compiuta evidentemente da molti, considerando che le tribune di via Punta di Ferro non erano certo tirate a lucido. Ebbene, si dovranno letteralmente mangiare le mani e, magari, gli andrà pure di traverso il pasto ‘godendosi’ la diretta su Sportitalia, perché la proibitiva sfida contro Verona ci ha regalato di gran lunga la miglior Forlì della stagione che ha portato a casa una vittoria limpida. Precisa, intensa, di grande qualità, energica, tosta: oggi gli aggettivi si possono davvero sprecare per questa Pallacanestro 2.015.

La gara finisce così sul netto punteggio finale di 83-69, una gara che l’Unieuro ha egregiamente condotto per mano lungo tutti i 40′ – un solo vantaggio ospite, sul 9-10… –, prevalendo (e di gran lunga) sotto ogni singolo aspetto di gioco. Statistiche alla mano, del resto, non c’è una sola voce ‘numerica’ in cui i padroni di casa siano finiti sotto. Dominanti sotto le plance, limitate al massimo le palle perse – al 26′ Forlì aveva lasciato per strada appena 3 possessi! –, ottime le percentuali (49% dal campo), rovinate solo in parte da un tiro dalla lunga ancora ballerino (3/16 alla pausa lunga), una difesa ai limiti della perfezione. I biancorossi hanno tolto spazio e riferimenti al dir poco pericoloso attacco veneto, lasciando di fatto il pallino del gioco al terminale offensivo ‘designato’ Candussi, comunque ottimamente limitato dall’eccellente ‘protezione’ del pitturato dei lunghi di casa. E segnare 83 punti alla miglior difesa del campionato, che fino a quel momento ne subiva solo 69 di media, è davvero tanta roba.

Insomma, una vittoria mai in discussione che ci ‘rende’ una Forlì in ripresa dopo i due passi falsi che, non più tardi di sette giorni fa, avevano fatto vacillare più di qualche certezza. Una Forlì che, accorciando così a -2 sul primo posto, può continuare il suo inseguimento verso il traguardo delle Final Eight di Coppa Italia nelle restanti tre giornate prima del giro di boa.

La Pallacanestro 2.015 si presenta con un quintetto base privo di Bruttini e Rush (evidente scelta tecnica per quest’ultimo), mentre Verona ‘riporta’ Kenny Hasbrouck nello starting five. Con un Campori da manuale nella propria metà campo, così, Forlì in avvio si porta ripetutamente sul +3, tenendo Verona a secco sul fronte offensivo per i primi 2’25” di gioco. Con l’ingresso di Tomassini che segna 6 dei primi 8 punti della sua squadra, i veneti mettono per la prima volta la testa avanti sul 9-10 (5’40”), ma l’Unieuro non ha intenzione di rallentare. Sì, perché l’ingresso di Bruttini e soprattutto Giachetti – assist al bacio per il lungo e segnando 9 punti in meno di 2’ – dalla panchina portano a un break di 8-0 (17-10), poi arrotondato fino al +8 (22-14) sempre con il duo made in Tuscany. I primi segnali dal pianeta Hasbrouck fanno accorciare Verona a inizio secondo periodo, fino al -1 (26-25) sulla tripla dello stesso ex Fortitudo. Ma, anche qui, la reazione forlivese è veemente e immediata. Rush recupera, acchiappa rimbalzi, segna: break di 6-0, dopo un solo canestro segnato nei primi 4’ del secondo, e nuovo +7 (32-25) a 14’35”. Prandin e Candussi provano a rialzare la testa (36-30), però due triple di fila mandate a bersaglio da Rush e Giachetti mandano in estasi via Punta di Ferro: vantaggio in doppia cifra subito prima della pausa lunga, sul 42-32. Una magia che nemmeno l’appoggio di Tomassini a nei secondi finali può rovinare, perché la prima parte di gara di Forlì è stata semplicemente ai limiti della perfezione.

Al rientro dagli spogliatoi ti aspetti una Scaligera su di giri, cosa che puntualmente si verifica ma solo in parte. Perché con le triple di Severini e Love i gialloblù effettivamente accorciano (44-40, 22’30”), ma con un Benvenuti attivissimo i casalinghi ritrovano il +9 (49-40) ma anche il nuovo +10 (53-43). Verona non c’è: una marea di palle perse, ben 13 a metà del terzo periodo, atletismo ed energia ridotte al lumicino. L’Unieuro, insomma, non ha grossi problemi a mantenere il ‘gap’ in doppia cifra, rispondendo anzi al tentativi di rientro di Love alla grandissima. Prima con una bella magata di Marini, quindi con lo stesso esterno abruzzese ad alzare un magnifico ‘campanile’ da metà campo per la schiacciata di Rush: giocata da brividi, punteggio sul 61-50 e Unieuro Arena letteralmente in visibilio. I veneti escono bene dal successivo timeout (61-55), danno l’impressione di poter tornare pienamente in partita, ma il ‘solito’ Giachetti segna 5 punti negli ultimi 20”, con tanto di bomba allo scadere, e regala ai biancorossi il +11 sul 66-55. Nell’ultimo periodo, poi, si assiste ad una ‘pura’ e netta legittimazione forlivese della vittoria. La Tezenis è infatti tutta nella tripla di Hasbrouck a 32’30” (68-60), mentre Forlì evidenzia tutte le carenze avversarie di giornata, ne cavalca l’onda e infila un parziale di 8-0, a suon di penetrazioni al ferro, che la fanno volare addirittura sul +16 (76-60) a metà dell’ultimo quarto. La partita, di fatto, si chiude qui. Verona si ‘rifugia’ in Candussi (76-64, 36’15”), ma, dopo un attacco sconclusionato di Rush che avrebbe poi potuto portare gli ospiti a -9, l’Unieuro mette il punto esclamativo su una prestazione scintillante. La tripla di Giachetti, con 2’40” ancora da giocare, segna l’81-64 che non lascia dubbio alcuno e regala due meritatissimi e importantissimi punti di platino.

Unieuro Forlì – Tezenis Verona 83 – 69
(24-17, 42-34, 66-55)

FORLÌ – Rush 13 (5/9, 1/4), Kitsing ne, Giachetti 24 (5/9, 4/5), Campori (0/1 da 3), Watson 9 (3/4, 1/4), Petrovic (0/1 da 3), Marini 11 (5/10, 0/2), Cinti ne, Dilas ne, Benvenuti 12 (5/7, 0/2), Bruttini 8 (3/3), Ndoja 6 (2/3, 0/5). All. Dell’Agnello.

Tiri da 2: 28/45 (62%) – Tiri da 3: 6/24 (25%) – Tiri Liberi: 9/10 (90%) – Rimbalzi: 38, offensivi 11 – Palle perse: 8

VERONA – Poletti 2 (2/3, 2/2), Guglielmi ne, Love 10 (2/3, 2/2), Tomassini 11 (4/5, 1/1), Candussi 17 (8/15, 0/2), Prandin 1, Rosselli 4 (2/7, 0/1), Udom 7 (2/3, 1/2), Severini 3 (0/2, 1/4), Morgillo ne, Hasbrouck 14 (0/4, 3/10). All. Dalmonte.

Tiri da 2: 19/41 (46%) – Tiri da 3: 8/24 (33%) – Tiri Liberi: 7/8 (88%) – Rimbalzi: 36, offensivi 12 – Palle perse: 13

LE PAGELLE

Rush 8 – Parte dalla panca, la sua prestazione è un crescendo rossiniano nei 30′ in cui è rimasto in campo. Assoluto protagonista del secondo periodo, porta energia e intensità a palate sui due lati del campo. Finalmente inizia ad attaccare (con successo) il ferro: meglio tardi che mai.

Giachetti 9 – Il buongiorno si vede dal mattino: primo quarto da 9 punti e 2 assist (in 5′), poi è una costante spina nel fianco della difesa veronese. Fa girare la squadra a dovere, ma è anche il più temibile terminale offensivo forlivese, chiudendo con 24 punti e un ottimo 9/14 al tiro. Così è decisivo a qualsiasi latitudine.

Campori 7 – Oramai è parte attiva della rotazione forlivese, mettendo in saccoccia altri 14′ di assoluto prestigio sul fronte difensivo. Difende dal playmaker all’ala piccola, da Love a Hasbrouck, con grande successo. È un fattore.

Watson 6 – Sufficienza davvero striminzita. Perché nella prima parte di gara è l’unico dei suoi sotto la soglia, si riscatta (in parte) mandando a bersaglio 5 punti al rientro dall’intervallo che rigettano indietro gli avversari. Con lui in cabina di regia, però, la squadra pare non girare ancora al meglio. Dell’Agnello evidentemente coglie questo aspetto e nel secondo tempo gli concede appena 9′.

Petrovic 6 – Scampoli di minuti in campo, ma si sporca comunque le mani contro i lunghi veronesi.

Marini 7,5 – Al tiro non è ancora precisissimo (5/12), d’accordo, ma fa comunque la scelta giusta al momento giusto e si mette al servizio dei compagni con grande spirito di squadra, fornendo 6 assist. In difesa, poi, getta il cuore oltre l’ostacolo: attivo ai massimi livelli tra ‘sporcate’ e recuperi fondamentali.

Benvenuti 8 – Una conferma dopo la bella prestazione di Porto San Giorgio. Centra di nuovo la doppia cifra, ma la sua prova è di livello davvero eccelso nella metà campo difensiva, a ‘completamento’ di un pacchetto lunghi che sta finalmente trovando la quadratura del cerchio e si sta rivelando solidissimo.

Bruttini 8 – Certamente non al meglio della condizione (fino alla vigilia pareva in grado di giocare, forse, pochissimi minuti), è stoico. Giustamente centellinato dallo staff tecnico forlivese, fornisce una prova di estrema sostanza e diligenza difensiva.

Ndoja 7,5 – Vale il discorso fatto per i due compagni di reparto. Mezzo voto in meno, però, per quel ‘bruttino’ 0/5 dalla lunga distanza. Ma, anche lui, è semplicemente un leone del pitturato, dominando letteralmente i ferri: chiude con 8 rimbalzi, di cui ben 5 offensivi.