La presidenza del club “affidata ad un uomo Reale Mutua”, mentre la società potrebbe essere affidata “ad un fondo, con l’idea di venderla poi al miglior acquirente”. La bomba la sgancia l’edizione torinese odierna de La Repubblica, che riporta un’indiscrezione non di poco conto per il futuro del Basket Torino.
Ripescata in massima serie (la fideiussione da 250.000 euro va presentata entro lunedì prossimo 22 giugno), la società di patron Stefano Sardara, già numero uno di Sassari, dovrà obbligatoriamente passare di mano entro il prossimo 30 giugno, data limite per la nomina della nuova proprietà e la presentazione di soci e organigramma societaria. Cessione societaria da concludere, ovviamente, per evidenti motivi di conflitto di interessi: uno stesso proprietario non può essere alla guida di due entità professionistiche. Non si verificasse ciò, Torino non potrebbe prendere parte al prossimo campionato di serie A.
Un lasso di tempo ristretto, che in queste settimane ha fatto emergere naturali difficoltà nella ricerca di nuovi acquirenti, stante il particolare momento storico. Così, sempre stando a quanto riportato dal quotidiano, al di là di “qualche voce su cordate piemontesi o internazionali”, Sardara potrebbe giocarsi l’insolito jolly del fondo estero, che di fatto gli consentirebbe di continuare a muovere i fili del club torinese ‘piazzando’ persone a lui vicine. Magari servendosi anche di qualche forza locale in quota minoritaria. Una mossa assolutamente legale dal punto di vista federale e legale, ma non certo limpidissima.