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Gli dei del basket questa volta erano contrari all’Unieuro. C’è davvero poco altro da dire, sulla partita degli uomini di coach Valli. Che escono dal PalaDozza a testa altissima, sconfitti 97-95 dopo un overtime, al termine di una partita dalle mille difficoltà nella quale Forlì, dopo un avvio stentato, ha mostrato di che pasta è fatta. Mettendo in vetrina il repertorio dei propri ‘bomber’, l’applicazione difensiva ed una notevole solidità. Certo, la vittoria, proprio sul più bello, è stata accarezzata a lungo ed il rammarico per il risultato finale è doppio. Ma dal trittico proibitivo del mese di dicembre (Treviso, Udine, Fortitudo) l’Unieuro, nonostante il bilancio dica una vittoria e due sconfitte, ne esce rinfrancata e consapevole delle proprie potenzialità.

La Fortitudo – con Mancinelli e Sgorbati in panca solo peru onor di firma – parte col piede sull’acceleratore: parziale iniziale di 5-0, l’Unieuro rialza la testa con la tripla di Marini e un bel piazzato di Lawson (6-5), ma, con tre rimbalzi offensivi in tre minuti già in saccoccia, Bologna scappa via. Tra recuperi e una difesa solida, la Effe centra infatti subito la doppia cifra di vantaggio (15-5) dopo soli 4′ di gioco. L’ingresso in campo di capitan Bonacini e, soprattutto, Donzelli porta dinamismo e maggior ‘garra’ difensiva, destando i biancorossi dal torpore. La tripla di Johnson vale infatti il -5 (15-10) al 5′, quindi, dopo un nuovo allungo casalingo (21-13), lo stesso USA rimette i suoi in partita (21-18) nonostante un primo quarto decisamente comandato dalla Effe. E infatti, a cavallo tra primo e secondo periodo, Bologna ristabilisce i valori in campo, con il punto esclamativo della tripla di Venuto che vale il +12: 32-20 al 13′, con l’attacco forlivese ora bloccato. Martino dà fondo alla panchina senza però ottenere i risultati sperati, dando una speranza di rientro a Forlì (break di 0-7, 32-27 al 15′), ma Pini e Fantinelli non ci stanno e allungano nuovamente (38-29). Ma Forlì ora c’è, è con mente e corpo in partita e, con un nuovo parziale, questa volta di 0-6, si riporta in scia: 38-35 quando mancano due minuti alla pausa lunga. Ultimi due minuti ‘utili’ poi a ribadire ulteriormente la presenza sul parquet dell’Unieuro, con le due squadre che vanno negli spogliatoi sul punteggio di 42-39.

Ottimo approccio per Forlì con la seconda parte di gara, in un inizio di terzo quarto totalmente monopolizzato da De Laurentiis. Mentre la Fortitudo fatica a trovare feeling nel tiro dalla lunga distanza, infatti, l’Unieuro dall’altra parte è vigorosa e intensa sui due fronti del campo, toccando ripetutamente il -1 a metà del terzo quarto. Proprio sul più bello, però, i bolognesi imprimono un nuovo cambio di ritmo, tentano la fuga senza però riuscire ad andare oltre il +7 (56-49). La tripla di Hasbrouck del potenziale +10 strozza infatti l’urlo in gola a tutto il PalaDozza, dando nuova linfa a Forlì, che con un break di 0-7 impatta sul 56-56 a 28’30”. Unica pecca, in tutto ciò, l’uscita per falli di Oxilia, fuori dai giochi con 14′ ancora da giocare. Benevelli e Venuto suonano la sveglia (61-56), Lawson appoggia sulla sirena (61-60), ma l’avvio di quarta frazione è tutto fortitudino: Cinciarini da 3, Cinciarini in appoggio, Leunen ancora da 3 e Bologna sul +7 (69-62). “Vi vogliamo così”, canta la Fossa, peccato che le forze fresche Unieuro dalla panchina – leggasi alla voce Johnson – portino sostanza e soprattutto punti. In tandem con Marini, infatti, Melvin costruisce un break di 0-12, che vale sorpasso e +5 Forlì: 69-74 a 34’30”, 74-79 al 36′. E mentre Forlì deve fare a meno anche di Lawson (‘stupido’ quinto fallo), la Effe si rimette in carreggiata dalla lunetta (79-79), ma è sempre l’Unieuro a menare le danze. Si entra così nell’ultimo minuto sull’83-86. Cinciarini e Leunen non perdonano e la Fortitudo mette la freccia (87-86, -17″), dall’altra parte ci pensa Giachetti a prendersi un tiro pesante come un macigno con l’entrata a canestro dell’87-88 con 3″8 da giocare. Rimessa Effe, la difesa forlivese si perde il taglio di Leunen (‘aiutato’ dal blocco di Hasbrouck) che subisce fallo e tira dalla lunetta per vincere: fuori il primo, dentro il secondo, 88-88 e overtime.

La Effe fa subito la voce grossa (92-88), Forlì rimane aggrappata al punteggio con Giachetti, mentre l’arbitraggio inizia a diventare una lunga e inesauribile parabole ascendente in favore dei padroni di casa. Così, sul 96-95 in seguito alla bomba di Johnson, si tocca l’apice con il fallo tecnico comminato alla panchina forlivese a 36″ dal termine. Leunen mette a bersaglio dalla lunetta (97-95), ma Cinciarini si fa fregare il possesso da Giachetti in tuffo regalando così palla agli avversari a -12″. Possesso a Marini, che si prende la tripla della potenziale vittoria ma la conclusione entra ed esce dal canestro. Facendo esplodere la gioia in un PalaDozza che, però, per più di una volta si è trovato sull’orlo del baratro.

Lavoropiù Bologna – Unieuro Forlì 97 – 95 (25-18; 42-39; 61-60)

BOLOGNA – Sgorbati ne, Cinciarini 19 (5/10, 2/8), Mancinelli ne, Franco ne, Benevelli 2 (0/2, 0/1), Leunen 20 (4/6, 1/3), Prunotto ne, Venuto 9 (3/3 da 3), Rosselli 8 (2/3, 1/3), Fantinelli 8 (2/4, 0/1), Pini 23 (9/14), Hasbrouck 8 (1/2, 2/11). All. Martino.

Tiri da 2: 23/41 (56%) – Tiri da 3: 9/30 (30%) – Tiri Liberi: 24/31 (77%) – Rimbalzi: 40, offensivi 16 – Palle perse: 14

FORLI’ – Tremolada ne, Giachetti 8 (3/4, 0/2), Marini 17 (2/2, 3/6), Donzelli 7 (2/3, 1/3), Bonacini 4 (0/3, 1/1), Dilas ne, Ravaioli ne, Fabiani ne, Oxilia 4 (2/4, 0/1), Lawson 14 (5/7, 1/2), De Laurentiis 11 (4/4, 1/2), Johnson 30 (5/8, 5/8). All. Valli.

Tiri da 2: 23/35 (66%) – Tiri da 3: 12/25 (48%) – Tiri Liberi: 13/16 (82%) – Rimbalzi: 29, offensivi 3 – Palle perse: 20 – Fuori per Falli: Oxilia, Lawson

Key Facts

  • Arrivava col vento in poppa, l’Unieuro, al derby del PalaDozza, forte dell’affermazione della domenica precedente con Udine. Esce dal PalaDozza ancor più col vento in poppa, nonostante la sconfitta. Con rotazioni ridotte all’osso a gara in corso, la grinta, l’intensità, la fiducia nei propri mezzi con cui Forlì ha azzannato la capolista indiscussa del girone è tanta roba.

 

  • Il pessimo arbitraggio dei ‘grigi’ merita capitolo a parte. Balbettante, da entrambe le parti, fino al 30′, nell’ultimo quarto il trio sceglie di salire in cattedra e fischia a senso unico. Inconcepibile come a Giachetti, sull’ultimo possesso, non venga fischiato fallo (palla contesa?!) quando in precedenza ne aveva subiti come minimo due. Giusto per soffermarsi sull’episodio più eclatante. Fattore PalaDozza.

 

  • Quando si accendono, Johnson e Marini sono una forza della natura, ancora più quando si accendono insieme. Vialli e Mancini erano i gemelli del gol, Melvin e Pierpaolo i gemelli della retina. Nell’ultimo quarto si ergono a paladini biancorossi segnando i primi 14 punti forlivesi, costruendo poi tutto di par loro il break di 12-0 che vale il sorpasso Forlì. Esaltanti.

Le Pagelle

FORLÌ

Giachetti 7.5 – Quando toglie il freno a mano insegna basket e mentalità. Tenta di chiuderla con un cesto di tabella nei regolamentari e la riapre rubando palla a Cinciarini a 12”. 8 punti , 6 assist.

Johnson 8.5 – A suon di triple tiene Forlì in scia fino alla sciabolate di ultimo quarto che regalano un sogno purtroppo sfumato.  5/8 da 3, idem da 2 per 30 punti.

Marini 8 – Nell’avvio oscuro è l’unico a metterci la rabbia a compensare il caos tattico. Tre falli ne arginano la verve fino all’ultimo periodo quando esplode dall’arco. Prova a marchiare a fuoco con la bomba da 8 metri della vittoria ma la palla lo beffa. 3/6 da 3, 2/2 da 2, 17 punti.

DeLaurentiis 7 – Primo tempo a puntellare le retrovie, nel secondo si mette in mostra anche attacco (11 pt, 4/4 da 2, 1/2 dall’arco) sfruttando più e meglio la sua rapidità.

Lawson 5 – Fischiatissimo per i trascorsi Virtus, ingrana a sprazzi. 14 punti (5/7 da 2, 1/2 da 3) e 8 rimbalzi sono statistiche generose per una prova con un solo acuto (74-77 a 3’50”) e 5 falli.

Donzelli 7 – Meno in campo di quanto meriterebbe alla luce della prova incolore di Lawson, lotta come una furia arginando lo strapotere della coppia Pini-Leunen. 7 punti (2/3, 1/3) e 5 rimbalzi.

Bonacini 6.5 – Obiettivo chiaro: alzare i giri e marcare duro. Nessuna sbavatura.

Oxilia 5 – Stenta in un match dove non c’è spazio per pause. Pini lo sovrasta costringendolo al 5° fallo già a metà III.

Fabiani, Ravaioli, Dilas, Tremolada ne

[Francesco Mazza]


BOLOGNA

Fantinelli 6 – 35’ di regia ordinata e ottime marcature: 8 pt, 2/4 da 2, 9 assist.

Cinciarini 7.5 – Nell’ombra fino ultimo quarto quando abbraccia la Effe e di mestiere duetta con Rosselli scongiurando la fuga romagnola a cavallo di ultimo periodo. 19 punti, 5/10 da 2, 2/8 da 3.

Hasbrouk 5.5 – Parte benissimo poi Martino lo panchina, raggelandolo. Senza continuità – anche a causa di ripetuti contatti subiti – mette due sole triple su 11 tentativi. Da ricordare il blocco a favore di Leunen che libera il centro finnico nell’ultima azione prima del gong.

Rosselli 7 – Tanta panca quando la Effe avrebbe bisogno di lui, Martino lo tenta ripetutamente da 4 tattico cogliendo ottime cose. Se Bologna non si squaglia sotto le fiammate di Johnson-Marini è merito suo e di Cianciarini. 8 punti, 2/3 da 2.

Pini 8 – Forse il miglior Pini di sempre: 23 pt, 9/14 da 2, 4 rimbalzi. A suo agio contro la difesa forlivese, non perdona la permeabilità nel pitturato.

Leunen 7.5 – Semplicemente enciclopedico, è presente ovunque. 20 punti con un più che significativo 9 su 10 dalla libera. 11 rimbalzi, 5 assist ma soprattutto la lezione di basket nell’ultima azione del regolamentare che porta il match all’overtime.

Venuto 6.5 – Si mette al servizio della difesa senza dimenticare le doti da tiratore: 9 punti con 3/3 dall’arco.

Benevelli 5 – Tiene alta la fisicità bolognese, per il resto poco altro. 2 punti con 0/2 da 2.

Mancinelli, Sgorbati, Prunotto, Franco ne

[F.M.]