Unieuro, è notte fonda: Cento stravince 65-45

No, non è più un “semplice” problema di assenze. La prestazione offerta dall’Unieuro in casa della Tramec – una pratica, per l’affatto insormontabile Cento, sbrigata in neanche 15′ – non può definirsi (ancora) figlia di un assetto orfano dell’americano di punta. Il problema è più serio perché, se di fronte a un match fondamentale per rilanciarsi (arrivato dopo l’incoraggiante prestazione con Verona) i biancorossi, di fatto, patiscono gravemente – infastidendo il Presidente Nicosanti che abbandona l’Arena centese a 5′ dalla sirena – allora c’è un tarlo, ed è annidato nel profondo dove sta scavando senza trovare ostacoli. Difficile trovare una soluzione per uscire dalla tempesta tattica ed emotiva (e che non sia già stata tentata…) ma occorre farlo subito, senza scusanti e senza attendere un salvatore made in USA che non esiste. Poco o nulla è salvabile nel simil-derby con la Benedetto: nessuno dei singoli che dovrebbero esser trascinatori (con Rush autore della sua peggior prova di sempre in maglia Forlì), nulla in attacco (l’11% dall’arco con 3/27 fa da sponda al 37% da 2), forse qualcosa in difesa dove si segnano 15 recuperi e 10 rimbalzi offensivi. Ora, se il morale è a terra, anche la classifica comincia a parlare una lingua strana per le ambizioni Unieuro visto che la zona play-off è a quota 16 punti, 4 sopra. Altra nota dolente: l’infortunio subito al ginocchio sinistro da Djordje Pazin a inizio secondo tempo; solo nei prossimi giorni se ne conoscerà l’entità.

Che non sia serata lo si capisce subito. La tattica romagnola è tanto chiara quanto inefficace: palla dentro a nastro ma Bruttini e Pullazi han le mani gelate e raccolgono molto meno della semina sparsa. Dopo 3’40” è 7-2 per Cento che ritrova, come all’andata, un Tomassini ispirato in fase costruttiva (pregevole assist dietro la schiena per Zilli) e realizzativa. Anche la Tramec certo non brilla (James e Zilli pasticciano cesti semplici semplici) ma tanti errori e una circolazione di palla tra l’elementare e l’asfittico tengono la PF a distanza. Tesi come corde di violino (il solo Pullazi sembra un minimo in sintonia con il match), con in testa poche idee e annebbiate, i biancorossi forzano dalla lunga senza esiti (0/4). Il solo Natali (peraltro tra i più spenti) accende, con una tripla, una flebile luce, ma il finale di un quarto resta impietoso e finisce di diritto nel libro degli incubi del basket (13-9). Ri-pronti via e Forlì perde Pazin cui cede un ginocchio forzando un’entrata. La botta più che di gioco è psicologica: già alle corde, l’Unieuro tracolla regalandosi un quarto ancora peggiore del primo. Due perse ingenue (Giachetti e Palumbo) accendono le transizioni degli estensi che rifilano un duro 1-2 in pieno volto: Ranuzzi e Tomassini, 17-9 (11’30”). Parrà strano ma la partita qui già svolta, anzi s’invola proprio. La PF non sa come aggredire la solida difesa di Cento, trova pochissimo dai suoi piccoli (Giachetti, Palumbo e Bolpin tutti e tre abbondantemente spaesati), nulla da Rush che eccede e forza nel vano tentativo di entrare in partita. La Tramec, al contrario, azzanna nel momento giusto con due triple: Gasparin e James (25-11, 15′). L’ala USA ha una fisicità aliena per la spenta Forlì e può dare ulteriore spinta al break locale e quando anche, il fin qui abulico, Barnes sgancia la bomba, il solco è irrecuperabile: 30-15, 17′. Percentuali non potabili regalano uno dei peggiori quarti della stagione fin qui disputata: appena 7 punti, 34-16, 1/13 dalla lunga, 6/19 da 2.

Dopo l’intervallo, l’Unieuro prova a mordere un po’ di più, quanto meno nelle retrovie, ma ne scaturiscono zero recuperi e solo falli in sequenza. In attacco, lì resta il deserto. Cento pare una muraglia per la lenta e prevedibile azione forlivese. Il tracollo è dietro l’angolo e lo firma Zilli con un 2+1 (fallo di Benvenuti): 42-20, 24′. A metà periodo, con la partita ormai già passata come un Frecciarossa, Forlì si libera dalla scimmia e può metter a segno qualche punto (45-29) ma l’entusiasmo (?) dura nulla, il tempo di un timeout di Mecacci e James ricaccia via ogni speranza: 50-29 (28′). Al 30’ è -19 (52-33); alla fine sarà un più rotondo -20 (65-45) che vale la peggior prestazione offensiva della storia della Pallacanestro Forlì 2.015.

Tramec Cento – Unieuro Forlì 65 – 45
(13-9, 21-7, 18-17, 13-12)

CENTO: Christian James 19 (4/7, 3/10), Giovanni Tomassini 11 (4/6, 1/3), Auston Barnes 10 (2/3, 1/3), Giovanni Gasparin 9 (3/4, 1/3), Giacomo Zilli 8 (2/6), Yankiel Moreno 4 (2/2, 0/1), Alex Ranuzzi 2 (1/3, 0/1), Matteo Berti 2, Arcangelo Guastamacchia, Andrea Barbieri ne, Niccolò Dellosto ne. All. Matteo Mecacci.
Tiri da 2: 18/31 (58%)– Tiri da 3: 6/21 (29%) – Tiri liberi: 11/13 – Rimbalzi: 43, offensivi 5 – Perse: 15 – Recuperi: 6

FORLÌ: Rei Pullazi 14 (4/9, 1/6), Davide Bruttini 8 (3/6), Lorenzo Benvenuti 7 (2/3, 1/2), Mattia Palumbo 5 (2/6, 0/3), Erik Rush 4 (2/6, 0/6), Nicola Natali 3 (0/1, 1/2), Jacopo Giachetti 2 (0/5, 0/3), Riccardo Bolpin 2 (1/2, 0/4), Djordje Pazin (0/1 da 3), Pietro Serra ne, Paolo Bandini ne, Benjamin Ndour ne. All. Sandro Dell’Agnello.
Tiri da 2: 14/38 (37%) – Tiri da 3: 3/27 (11%) – Tiri liberi: 8/12 – Rimbalzi: 35, offensivi 10 – Perse: 2 – Recuperi: 10